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Milano Asian Art – Dal 15 al 24 Maggio 2014 : OTTO MOSTRE per un FIL ROUGE di ARTE ORIENTALE nel centro di MILANO con la partnership del MUSEO POLDI PEZZOLI

Milano Asian Art, l’unico evento italiano che mira a promuovere l’arte orientale, torna per la quinta edizione consecutiva grazie alla illuminata collaborazione di otto Gallerie milanesi: Dalton Somarè, David Sorgato, Giuseppe Piva, Illulian, La Galliavola, Mirco Cattai, Renzo Freschi e Gracis che ospiterà la galleria londinese di Ben Janssens, uno dei maggiori specialisti internazionali di arte asiatica e Chairman Antiquairs del Tefaf di Maastricht.
 

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Milano Asian Art non è semplicemente un appuntamento commerciale ma un evento che spera di unire, come a Londra e New York, la globalità degli appassionati perché è un percorso artistico e culturale rilevante e completo che anche nel 2014 si avvale, ed è gratificato, dalla partnership con il Museo Poldi Pezzoli, una delle istituzioni che da sempre ha con il mondo del collezionismo un legame molto forte.

Pensate e realizzate con competenza e attenzione critica, le nove rassegne offrono una visione articolata che dall’antichità giunge al periodo contemporaneo, ma anche composita per matrici culturali muovendo dal Vicino all’Estremo Oriente attraverso il sub-continente indiano e il sud-est asiatico.

Anche questa edizione si presenta completa per tecniche e materiali proponendo bronzi, marmi e pietre, giade e lacche, porcellane e avori, tappeti, legno e, novità del quinto appuntamento, la fotografia nella duplice veste di arte e testimonianza storico-sociale.

Milano Asian Art è un percorso d’arte che s’intreccia con quello dello stile, della moda e del gusto. Non a caso le ultime tendenze estetiche e una matura evoluzione dello spirito minimalista hanno valorizzato la bellezza di queste opere, talvolta opulente talaltra essenziale, capendo che oltre al loro valore intrinseco esse sono un ricco e importante contrappunto nell’estetica troppo spesso freddamente semplificata.  Non è di oggi constatare l’aumentato interesse del pubblico internazionale per le manifestazioni di arte asiatica, e la crescente presenza di collezionisti e compratori stranieri sul nostro mercato fanno supporre che anche in Italia stia assumento un ruolo di primo piano al quale Milano Asian Art è intenzionata a dare un contributo.

Dal 15 al 24 Maggio si potrà beneficiare dell’ingresso omaggio per due persone al Museo presentando un biglietto d’invito di una delle Gallerie che partecipano all’edizione 2014 dell’evento.

 JAPANESE DESIGN OF THE 20th CENTURY 

Ben Janssens | Joost van den Bergh alla Galleria Gracis

Piazza Castello, 16 – 20121 Milano | tel: +44 (0)20 7976 1888 | 02 877807 | info@benjanssens.com | gracis@gracis.com

 www.benjanssens.com | www.gracis.com

Vaso in Bronzo Takamura Toyocjika cm 25
Vaso in Bronzo Takamura Toyocjika cm 25

Per la V edizione di Milano Asian Art, Ben Janssens e Joost van den Bergh con la mostra Japanese 20th century saranno ospitati presso la Galleria Gracis.

In esposizione manufatti di design giapponese in bronzo e in ceramica del XX secolo, periodo in cui il Giappone a partire dal 1868 durante il regno di Mejii (1852-1912), alla ricerca di un nuova identità nazionale, è attraversato da significativi cambiamenti politici ed economici di forte impatto anche sulla vita culturale. Infatti, nel cammino verso la modernità, il Governo scelse di promuovere le esportazioni giapponesi e supportare le forme di artigianato nazionale – come l’intaglio del legno, la lavorazione dei metalli, la ceramica e le lacche – alle Fiere mondiali emergenti (Vienna 1873, Philadelphia 1876). Tale fu il successo che il Ministero dell’Educazione Giapponese sponsorizzò queste manifestazioni anche in patria: nel 1907 col nome “Bunten”, rinominata “Teiten” nel 1919, “Shin-Bunten” nel 1937 e nel 1946, ancora sotto la promozione del Ministero dell’Educazione, la mostra  fu reintrodotta col nome di “Nitten” e privatizzata nel 1958.

Nel 1876 il Ministero dell’Industria supportò la fondazione della Scuola di Tecniche Artistiche di Tokio, dove insegnavano Maestri stranieri, tra cui lo scultore italiano Vincenzo Ragusa, al quale si riconosce il merito di aver aperto il mondo nipponico al gusto e alla tradizione artistico-culturale occidentale.

In seguito, molti artisti giapponesi esposero nel 1900 presso l’Esposizione Universale di Parigi; per quanto molto ammirate, le loro opere furono recepite come frutto di uno stile antiquato. Queste esperienze – in un’Europa ormai permeata dallo spirito dell’Art Nouvea, e più tardi dell’Art Decò e del Modernismo – furono d’impulso per la nascita di uno stile nuovo e più moderno anche in Giappone.

La felice unione dell’artigianato tradizionale – spesso ispirato ai primi bronzi cinesi – con le linee sobrie del modernismo europeo hanno dato origine ad un’estetica d’avanguardia unica nel suo genere.  

ARTE  ANTICA BUDDHISTA

Dalton – Somaré                 

Via Borgonuovo, 5 – 20121 Milano | tel  0289096173  | info@daltonsomare.com   | www.daltonsomare.com

Testa di Buddha, Grande Ghandara, III secolo circa, scisto, cm 27
Testa di Buddha, Grande Ghandara, III secolo circa, scisto, cm 27

Nel molteplice mondo dell’espressività artistica asiatica, Dalton Somaré ha scelto di focalizzare il suo interesse sull’Arte Antica Buddhista del nord India e del Gandhara Storico.

Nel settentrione del subcontinente indiano e nel bacino dell’Indo a patire dal quarto secolo prima dell’era cristiana concetti, iconografie e stili nati sulle rive orientali del Mediterraneo e nel Vicino Oriente hanno incontrato e si sono mescolati con Induismo e Buddhismo dando origine a un esteso pantheon di immagini.

La mostra che Dalton Somare presenta per l’edizione 2014 di Milano Asian Art è, dunque, una rigorosa selezione di opere di arte buddhista antica, un viaggio alle radici dell’iconografia del pantheon e del buddhismo mahayanico attraverso splendide e rilevanti sculture in bronzo, pietra e terracotta.

 

IL TESORO DEI MONTI ZAGROS

Loumi srl – David Sorgato

Via Sant’Orsola, 13 – 20123 Milano | tel 0286453592  | info@davidsorgato.com  |  www.davidsorgato.com

Tappeto Persiano Kilim
Tappeto Persiano Kilim

E’ alle pendici di questa grande catena montuosa che importanti etnie persiane hanno tessuto alcuni tra i più bei kilim al mondo. Questi manufatti ricchi di un’incredibile forza grafica e cromatica sono stati oggetto di ammirazione e ispirazione per molti artisti contemporanei. Durante la prossima Milano Asian Art, V edizione della rassegna milanese dedicata all’arte orientale e unica in Italia, la galleria Loumi – diretta da David sorgato – esporrà nella sede in zona Magenta due importanti collezioni.

La prima, formata nel corso degli ultimi dieci anni, è una raccolta dedicata esclusivamente a Kilim Qashqa’i, nome di un’etnia persiana di pastori nomadi, i cui modelli sono caratterizzati da una forte vitalità e da una sorprendente energia visiva; non meno importante la seconda dedicata ad alcune pregiate Sofreh persiane, dall’indiscutibile vivacità cromatica, prodotte dalle etnie Afshar, Luri- Bakhtiari e Khamseh e di origine anatolica. Le Sofreh sono dei tessuti, sostanzialmente delle tovaglie, su cui appoggiare le vivande; nei contesti tribali venivano tessuti dalle donne a kilim o con altre tecniche di tessitura piana con particolari disegni e colori.

L’ANIMA NELLA LACCA

Opere recenti di Tomizo Saratani

Giuseppe Piva

Via San Damiano,2 – 20122  Milano |  t el  0236564455  |  info@giuseppepiva.com   | www.giuseppepiva.com

Lacca Giapponese URUSHI
Lacca Giapponese URUSHI

Tomizo Saratani è originario di Kyôto e fin da giovanissimo si è dedicato allo studio della lacca tradizionale giapponese (urushi). Dopo aver studiato sotto diversi maestri, nel 1975 si è trasferito a Vienna, dove ha lavorato per otto anni come istruttore e restauratore, per i mobili laccati delle collezioni viennesi, al MAK – il Museo Austriaco per le Arti Applicate.

Negli anni seguenti Tomizo ha continuato l’attività di restauratore tra Londra, Chicago e la sua residenza in Hokkaido, ed è solo dal 2003 che ha deciso di dedicarsi completamente ai suoi lavori originali. La lacca giapponese, urushi, è estratta da una pianta autoctona giapponese ed è da sempre utilizzata per la realizzazione di utensili e decori. La versatilità nella lavorazione e l’estrema precisione che il processo di asciugatura permette di ottenere, hanno reso la lacca un duttile e perfetto mezzo di espressione artistica. Nelle mani dei laccatori giapponesi l’urushi ha dato vita in tutte le epoche a capolavori assoluti di rara bellezza e intensità, ispirando ancora oggi la creatività dei maestri contemporanei.

 

ZARONIM

Illulian  Tappeti–Tessuti–Interior Design

Via Manzoni, 37/41 – 20121 Milano  |  tel 026570108  |  illulian@illulian.com  | www.illulian.com

Tappeto Zaronim - Illulian
Tappeto Zaronim – Illulian

Zar è una misura di lunghezza pari a circa 106 centimetri, Zaronim, che significa uno Zar e mezzo equivale quindi a 160 x 100 cm circa. Nonostante sia un termine di origine persiana, con  زارونیم -Zaronim si tende a definire tutti quei tappeti che hanno quelle specifiche dimensioni senza vincoli d’origine e provenienza. E’ una classificazione che permette di spaziare nel mondo del tappeto orientale senza limiti di tempo e luogo e che consente di mettere a confronto differenti tradizioni.

Milano Asian Art 2014, Illulian ha scelto di proporre una selezioni di alcuni di questi particolati tappeti, tra cui meravigliosi manufatti caucasici come un inusuale Alpan Kuba dal raro fondo color zafferano, un caratteristico Cane Foo cinese, un rarissimo Suzani Seta uzbeko con il suo Sole raggiante e un Tibetano Tigrato usato come giaciglio.

Saranno presentate anche le preghiere anatoliche dell’area di Ghiordes, alcune indiane di Agra e altre persiane di Tabriz.

MINGUO – FERMO IMMAGINE DI UN’EPOCA

La Galliavola – Arte Orientale

Via Borgogna, 9 – 20122 Milano | Tel+39  02 76007706 |  info@lagalliavola.com | www.lagalliavola.com

Coppia di Bowl in ceramica rappresentante due Draghi - Cina - Periodo Kangxi
Coppia di Bowl in ceramica rappresentante due Draghi – Cina – Periodo Kangxi

Minguo – Fermoimmagine di un’epoca è la Cina della Prima Repubblica raccontata attraverso un album di più di cento scatti di un allora giovane uomo e dagli oggetti de La Galliavola; gli uni complementari agli altri inquadrano un’epoca che, al di la degli esiti politici, si delinea in un evidente mutamento storico-culturale che ben traspare nel gusto e nelle scelte di porcellane, giade e dipinti.

Le fotografie sono i ricordi di un marinaio diciannovenne che nel ’36, come molti allora, s’imbarca per la prima volta su una nave, per lui la Lepanto che lo porta nella Cina della Prima Repubblica, in quel frammento di millennio chiamato Minguo (1936-1940).

Davanti agli occhi ha paesaggi, volti, abiti, cibi, usanze e religioni che gli erano sconosciuti e gli suscitano nuove e inaspettate emozioni, altro non può fare se non catturarle con la sua macchina fotografica. Negli scatti freschi della meraviglia giovanile le tensioni politiche e le guerre che scuotevano il Paese restano di sfondo e le paure vengono congelate da sentimenti di sano stupore che ci riportano angoli di quotidiana serenità.

 

马到成功 Ma Dao Cheng Gong

Insieme al Cavallo arriva il successo

Mirco Cattai

Via Via Manzoni, 12 – 20121  Milano |  t el  0276008959  |  info@mircocattai.com   | www.mircocattai.com

Cavallo - Statua status symbol dal Regno dell'Imperatore Wudi. Nelle tombe di nobili e generali, sono state ritrovate molte sculture in terracotta e bronzo di imponenti cavalli
Cavallo – Statua status symbol dal Regno dell’Imperatore Wudi. Nelle tombe di nobili e generali, sono state ritrovate molte sculture in terracotta e bronzo di imponenti cavalli

Ma dao cheng gong è una frase dell’antica tradizione cinese che augurava prosperità e benessere con l’arrivo dell’anno del Cavallo; da qui l’occasione di presentare una rassegna di sculture che vanno dalla Dinastia Han (II sec. a.C.) all’epoca Ming (XVII sec d.C.), accompagnate da alcuni dipinti del periodo Qing (XVIII-XIX sec).

Il Cavallo, vitale, potente, energico, impulsivo e vagamente testardo, con lo sguardo fiero di chi non ha padroni se non la libertà, è il settimo segno dello zodiaco cinese; con il drago è l’animale più simbolico perché l’unico in grado di volare per trasportare l’uomo verso l’immortalità.

Dal regno dell’Imperatore Wudi, che importò la famosa razza persiana che “sudava sangue” e per la quale si mitizzava una discendenza celeste, i cavalli divennero uno status symbol tanto che nelle tombe di nobili e generali sono state ritrovate molte statuette in terracotta e bronzo di imponenti cavalli con le narici dilatate, le orecchie tese, i colli forti e le zampe robuste, poi destrieri eleganti come quelli da parata delle sei Dinastie, altri pieni di fascino come i cavalli danzanti di epoca Tang. Durante l’Impero di mezzo il corredo funebre si arricchì di bronzi, giade e terrecotte, delineando, in seguito al loro ritrovamento, i contorni, gli usi, le abitudini, i gusti e i fasti della vita di corte, dei dignitari e dei nobili.

Come disse Kenneth Clark: I cavalli abitano i due mondi dell’immaginazione umana.  Uno è il mondo ordinato della vita quotidiana dove essi sono al servizio degli uomini, rispettati e ammirati, ma comunque sottomessi. L’altro è il mondo della bellezza e dell’energia dove il cavallo è una forza della natura ribelle e selvaggia.

MY INDIAN MEMORIES

Fotografie di Roberto Meazza 1970-1980

Renzo Freschi

Via Gesù, 17 – 20121 Milano | tel  02794574 |  fax 0276399084  | info@renzofreschi.com  | wwwe.renzofreschi.com

Fotografia di Roberto Meazza 1970-1980
Fotografia di Roberto Meazza 1970-1980

Roberto Meazza, milanese, è un fotografo professionista che ha compiuto più di un viaggio in India, documentandola per oltre quarant’anni.

Per Milano Asian Art la Galleria Renzo Freschi ha selezionato trentasei fotografie scattate tra gli anni ’70 e ’80: sono immagini di un Paese profondamente cambiato dal rapido sviluppo economico che ha segnato il passaggio agli anni 2000.

Le fotografie di Roberto Meazza hanno colto volti, ambienti e paesaggi, fissando attimi di feste rituali e popolari in parte scomparse e suggestioni magiche di un’India che appartiene al passato.

La mostra resterà aperta, in via Gesù 17 a Milano, fino al 7 giugno.

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