“Monica Viani è una bella ragazza di quasi 28 anni che fa il medico Veterinario in un ambulatorio sulla via Tuscolana a Roma. È un’accanita fan di Antonello Venditti e ascolta sempre ad alto volume le sue canzoni come faceva sua madre Maria Elena.
Alessandro Romano, alias Alex, è un bravo attore di teatro 34enne molto apprezzato nei piccoli teatri della città e che inizia a muovere i primi passi anche in altre parti d’Italia. I due, in una fredda giornata invernale del 1998 si scontrano fuori una banca del centro; è subito colpo di fulmine, lei rimane folgorata dai magnifici occhi azzurri del giovane. Alex in quell’occasione le propone un suo autografo sul braccio siccome Monica non ha nulla altro con sè; ma la donna rifiuta pensando che il tutto svanirà alla prima doccia e se lo lascia apporre su un bicchierino di plastica che porta sempre in borsa assieme a una bottiglina d’acqua; lui sul fondo azzarda istintivamente il proprio numero di cellulare.
In seguito Monica conserverà il recipiente autografato nella sua scatola dei ricordi. Si mettono insieme e vanno a vivere in un appartamento vicino a Paolo, il padre di Monica, un pugliese vedovo ed ex ferroviere in pensione, nel quartiere del Quadraro; fuori la casa in giardino, davanti alla finestra del salotto c’è una pianta di ciliegio. Alex debutta al teatro Parioli nella primavera di quello stesso anno con “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello; la sua performance è celebrata con ode dal giornale “Il Messaggero”, egli è paragonato a Marcello Mastroianni nel celebre film sull’opera diretto da Mario Monicelli.
I ragazzi sono innamoratissimi l’uno dell’altra, e la loro storia d’amore va a gonfie vele e si protrae nel tempo tra occasioni liete di vita normale e lavoro; faranno da testimoni alle nozze dell’amica del cuore di Monica, Angelina, la figlia della sua vicina di casa Gasparina; quest’ultima è da tutti affettuosamente chiamata a Sora Gasparina poichè, per amore di un uomo da giovane aveva rinunciato ai voti monacali. Festeggiano poi l’arrivo del nuovo millennio a Riccione, per espresso desiderio di Monica nel voler vedere a tutti i costi sorgere dal mare l’alba del 2000; cosa fattibile in breve tempo grazie all’aiuto di Giorgio, amico di Alex e marito di Angelina. Monica è altresì divisa in seguito, tra convegni sulle malattie dei cani e gare di Agility Dog (corsa ad ostacoli canina) a cui partercipa con il suo piccolo meticcio Lampadino; mentre Alex è lontano per tournee teatrali come interprete dell’opera di William Shakespeare, “Romeo e Giulietta”.
Ai primi di marzo del 2001 durante un convegno sulla Mielopatia degenerativa del cane in provincia di Torino, la giovane per la prima volta ha un malore; degli strani giramenti di testa terribili, con vomito, e che le passerano lì per lì dopo molti minuti. È la sua cara amica dei tempi dell’Università Marta a preoccuparsi e soccorrerla nei bagni dell’ateneo. Il giorno successivo riparte per Roma. Qualche settimana dopo sempre Monica, in città e all’interno di un centro sportivo, partecipa alla gara annuale di Agility Dog con Lampadino; cade in pista, e inspiegabilmente inciampa mentre corre insieme al suo cane, e c’è Alex tra gli spalti appena rientrato da Bologna che si precipita ad aiutarla. Per fortuna non si è fatta nulla. Intanto, sempre Alex, in quella circostanza le darà la notizia che, debutterà come personaggio principale in un film per il cinema diretto dal famoso regista polacco Andrej Kowalczyk; la pellicola narra la storia di un uomo, Oreste Spatrisano, che durante la guerra fugge da Auschwitz e percorre mezza Europa a piedi arrivando al suo paese natio, S. Marco di Teano (Ce). Le riprese iniezieranno in Polonia per poi proseguire negli studi di Cinecittà. Il lungometraggio avrà per titolo “I passi della libertà” e, parteciperà fuori concorso alla 59 Mostra del Cinema di Venezia l’anno dopo nel 2002; alla prima proiezione in sala assisteranno autorevoli personaggi del cinema e sarà un successo per l’attore.
Monica però continua a non stare bene, vomita spesso, ha fastidii alla mano, e nasconde la cosa; il medico le dice che si tratta di cervicale e del tunnel carpale, ma i malori esplodono in tutta la loro violenza il 10 agosto 2001. Viene ricoverata in una clinica dove le diranno che ha qualche ernia e la depressione; diagnosi assurda, erronea, quest’ultima e che offende e fa arrabbiare Paolo e gli stessi Alex e Monica. Paolo inveisce contro quello che oltre ad essere medico è un suo amico, si fidava di lui ma resta deluso dal suo comportamento; ha dato, infatti, ragione al collega che ha visitato Monica ed ha emesso la diagnosi della depressione senza un’appropriata visita specialistica.
Alla tragedia delle torri gemelle va di pari passo la morte della sua amica Marta che, si trova in America e muore proprio nell’attentato; Monica è sconvolta dalla perdita rimane chiusa in camera per giorni. Nel frattempo sta sempre più male e suo padre Paolo sotto il consiglio di un amico decide di portarla a Pozzilli, (Isernia) all’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed; lì iniziano i primi accertamenti. Intanto, nell’attesa dell’euro, uno spot con Nino Manfredi va in onda in tv già da tempo per familiarizzare con la moneta unica; il 15 dicembre proprio quando Monica è ricoverata nel centro, (vi resterà fino al 15 gennaio 2002) comincia la distribuzione delle prime monete in euro in un kit dal valore di 12,91 euro pari a 25.000 lire.
In seguito a Monica viene confermata una una diagnosi che a dicembre era solo sospetta; è malata di Sclerosi Laterale Amiotrofica, di tipo galoppante, fulminante, una terribile malattia degenerativa progressiva del sistema nervoso centrale che porta alla paralisi completa; si spiegano così le cadute e tutti quei malesseri che finora l’hanno tormentata. Inizia il giro della speranza per Alex e Paolo; disperati, portano Monica all’ospedale di Padre Pio, Casa Sollievo della Sofferenza, confidando che a Pozzilli si siano sbagliati; è il 26 febbraio 2002 ma la diagnosi purtroppo è esatta. Quel giorno la città di San Giovanni Rotondo è in festa; alle 13:30 nel Santuario di S. Maria Delle Grazie si ha la notizia che Padre Pio sarà proclamato Santo il 16 giugno da Papa Giovanni Paolo II.
Monica è tra i pellegrini, visita i luoghi del frate con le stimmate e la sua tomba, sente il particolare profumo di rose a lui attribuito. Ha sempre fatto un sogno strano; una lunga processione, premonizione certa del calvario che sta per intraprendere. Alex non si arrende, si illude che Monica sia affetta dalla Sindrome della stanchezza cronica, e leggendo un articolo su un magazine la porta all’ospedale Sant’Andrea a Roma: ancora una volta però è riconfermata la malattia. Invia anche all’estero le cartelle cliniche nella speranza di una soluzione, ma non c’è nulla da fare; la SLA propriamente detta anche col nome di Morbo di Lou Gehrig dal nome di un famoso giocatore di baseball che per primo ne fu affetto, e anche malattia dei calciatori, non è curabile da nessuna parte se non con trattamenti palliativi atti a rendere la vita del malato più dignitosa man mano che i sintomi si aggravano.
Non potendo fare più niente, il ragazzo decide di sposarla in tempi record il 19 aprile 2002 nella Chiesa di Santa Maria Extra Moenia ad Antrodoco in provincia di Rieti; vuole almeno regalarle un giorno bellissimo prima che la malattia peggiori e lei non cammini più. La porta persino in viaggio di nozze a Venezia; Monica ha sempre desiderato visitare la laguna. Alex partecipa poi al Festival di Venezia e vince il premio dedicato alle storie sulla Shoah “Raccontalo ad Anna Frank”, vincendo la coppa come miglior attore drammatico. Fuori al palazzo della mostra, i fan conoscendo il suo dramma, gli portano la loro solidarietà, e si fanno firmare l’autografo sui bicchierini; tra la folla sono presenti le famiglie con le associazioni di malati di SLA. Lo salutano. Partecipa anche al “Maurizio Costanzo Show”, e Alex, in seguito organizza per Monica e gli altri malati di Sla e in carrozzella, un concerto di Antonello Venditti, e si realizza così il grande sogno per la giovane di incontrare quest’ultimo; il cantante ha anche musicato per lei una canzone scritta dallo stesso Alex, dal titolo “L’amore di Monica”. Da lì in poi è tutto un susseguirsi di tappe con conseguenze di eventi tragici; Monica chiede ad Alex di aiutarla a morire prima che non possa più parlare e muoversi. Cosa che lui non accetta. La Finestra sotto il Ciliegio che Monica vede dal suo letto gli ultimi giorni di vita (il salotto al piano terra sarà adibito a stanza per lei, non potendo più salire e scendere le scale), diventerà l’unico contatto dopo mesi di ricovero in ospedale e in rianimazione, con la realtà esterna; ormai ridotta a una larva, 39 kg di peso, la guarda e immagina di cogliere ancora quelle deliziose ciliege sull’albero, arrampicandosi e giocherellando con Alex come faceva un tempo. Ma la fine arriva presto; Monica si spegnerà il 26 febbraio 2004 all’età di soli 34 anni”.
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http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=la+finestra+sotto+il+ciliegio




