In negozio da domani martedì 30 settembre per Decca le Variazioni Goldberg di Bach della pianista cosentina-parigina, registrate dal vivo due anni fa al Teatro Rossini di Lugo
MILANO, 29 settembre – Esce domani martedì 30 settembre 2014 in tutti i negozi di dischi e online distribuito da Universal Music il nuovo cd DECCA della pianista MARIA PERROTTA (sigla 4811194): in programma le Variazioni Goldberg BWV 988 di Johann Sebastian Bach, suo autentico cavallo di battaglia con cui si è imposta in concerto e in vari concorsi pianistici internazionali, fra cui il Concorso “J. S. Bach” di Saarbrücken del 2004. Si tratta della registrazione di un riuscito concerto dal vivo realizzata dall’ingegnere del suono Roberto Furlan al Teatro Rossini di Lugo di Romagna il 12 gennaio 2012. Il pianoforte utilizzato è un gran coda Steinway & Sons costruito ad Amburgo nel 1989, proveniente dalla collezione di Angelo Fabbrini di Pescara, per l’occasione preparato da Tonino Rappoccio.
Il concerto riscosse a suo tempo molto successo di pubblico e di critica: in particolare Nazzareno Carusi scrisse sulle colonne del quotidiano Libero: «Il talento immenso di Maria Perrotta al servizio di Bach: la Perrotta ha suonato giovedì le Goldberg a Lugo di Romagna con controllo purissimo di sé e della partitura… un pianismo a metà perfetta fra il lussureggiante Alexis Weissenberg e il laser di Glenn Gould». Mentre Carlo Vitali su Amadeus aveva sottolineato: «Da cima a fondo Maria Perrotta ipnotizzava l’uditorio con una continua gragnuola di trilli e liquide sonorità rarefatte dove il clavicembalo era un’assenza presupposta, una dolorosa nostalgia; con sobri passaggi legati e uso assai discreto del pedale. Sullo Steinway gran coda, dove una nota tenuta può durare minuti, serve infatti molto autocontrollo per evitare che trilli e accordi spezzati si trasformino da trine sottili in vocianti intemperanze. L’allieva di Walter Blankenheim non è certo una bachiana di complemento. La sua ampia paletta dinamica ricrea l’equilibrio fra le due tastiere dell’originale cembalistico, alcuni ritornelli fioriscono di abbellimenti galanti, in altri prevale il caratteristico rigore della polifonia. Non mancano alla sua lettura né l’energia ritmica né il puro virtuosismo manuale, ma ciò che più avvince è la sua capacità di abbandonarsi all’incanto degl’intervalli dissonanti, come nelle variazioni 15, 21 e 27. Questi canoni dal sottile artificio armonico, musica assoluta e atemporale quant’altra mai, ritrovano sotto le dita di Maria Perrotta un sapore notturno nutrito di quella nobile malinconia che è quintessenza del barocco».
In precedenza Enrico Girardi aveva scritto sul Corriere della Sera: «Il suono è sgranato, la tecnica è clavicembalistica, il disegno formale è nitido: se continua così, Maria Perrotta sembra destinata a diventare la Rosalyn Tureck italiana», mentre Elsa Airoldi aveva sintetizzato su Elle: «Nella sua esecuzione pianistica delle Variazioni Goldberg regna la luce».
Cosentina ma residente a Parigi, 39 anni, diplomata a Milano con Edda Ponti, perfezionata a Santa Cecilia di Roma con Sergio Perticaroli, la pianista Maria Perrotta ha al suo attivo la vittoria in molti concorsi internazionali, fra i quali il Concorso Internazionale «Shura Cherkassky», conquistato nel 2008. Nel 2004 si è imposta al Concorso «J. S. Bach» di Saarbrücken, in Germania, e proprio di Bach è divenuta una delle più apprezzate interpreti di oggi.
Questa novità Decca esce esattamente un anno dopo la pubblicazione di un altro cd di Maria Perrotta, sempre per la prestigiosa etichetta inglese, con le tre ultime Sonate di Beethoven (op. 109, 110, 111) registrate dal vivo nel febbraio 2013. Cd che ha ottenuto lusinghieri giudizi critici e premi: fra gli altri le “5 Stelle” e la designazione come Miglior Disco del mese di luglio della rivista specializzata Amadeus.
All’uscita del nuovo cd Decca seguiranno alcune esecuzioni dal vivo di Maria Perrotta in Italia delle Variazioni Goldberg: il 23 ottobre 2014 al Teatro San Carlo di Modena per la Gioventù Musicale d’Italia, domenica 26 ottobre a Roma alla Cappella Paolina del Quirinale per la stagione dei Concerti del Quirinale in diretta su Radio3, poi il 29 gennaio 2015 gennaio al Teatro della Pergola di Firenze nella stagione degli Amici della Musica di Firenze e il 7 febbraio alla Sala Filarmonica di Rovereto.
Il 24 ottobre e il 27 ottobre il cd Decca verrà presentato al pubblico delle librerie Feltrinelli rispettivamente di Firenze e Roma.
Alla classica domanda di quando si sia avvicinata alla musica di Bach, Maria Perrotta risponde: «Posso quasi dire che ho imparato a suonare il pianoforte con la musica di Bach e che l’attrazione per la sua scrittura è stata immediatamente fortissima; ciò che sin da bambina mi ha affascinato incredibilmente è stato, in generale, l’universo della polifonia». Il primo contatto con le Variazioni Goldberg? «È avvenuto attraverso l’eco del mito di Glenn Gould. Il primo ascolto della sua registrazione lo ricordo bene, avevo tredici anni e mi diede una grandissima emozione: mi sembrarono un gioco che sarebbe potuto durare all’infinito e che si concludeva così come si conclude il gioco di un bambino… semplicemente perché è tardi». Quando cominciò a studiarle? «Le studiai immediatamente dopo il primo ascolto, cioè a tredici anni e, forse nell’infantile incoscienza, mi sentivo sicura di poterle suonare dopo qualche mese. In realtà poi le accantonai, perché non erano adatte ai programmi dei concorsi che preparavo in quei tempi. La prima esecuzione in pubblico avvenne a diciotto anni, dopo un’altra fase di studio durata altri due mesi».





