Nella mozione di sfiducia sottoscritta dai consiglieri di PD, SEL, FDS e IDV è impresso in maniera evidente il marchio di fabbrica che ne contraddistingue ogni azione. Di più, forse a dare unidea precisa del metodo adottato dalle minoranze, basterebbero le ultime tre righe del documento con la richiesta di procedere a votazione a scrutinio segreto.
In primo luogo balza agli occhi lampante lillegittimità della richiesta, in quanto sia la legge dello stato art. 52 del TUEL 267/2000 sia lo Statuto del Comune di Bollate che allart. 27 richiama testualmente la norma citata stabiliscono che in caso di mozione di sfiducia al sindaco si proceda con votazione per appello nominale.
È paradossale che proprio lopposizione, che si professa unica custode della legalità e della correttezza, dimostri di non conoscere la Legge contravvenendone in più occasioni i principi basilari: si ricordino in proposito la partecipazione dei consiglieri di minoranza alla manifestazione e al corteo privi di autorizzazione di domenica 12 ottobre. La mozione e lillegittima richiesta, però, contengono anche visione, modi e contenuti (meglio sarebbe assenza di contenuti) della politica delle minoranze. Una politica ove tutto è consentito anche lillecito se il fine è quello di prevalere e diffamare la parte opposta e non invece di provvedere al bene comune con una buona amministrazione. E dunque ogni espediente è permesso anche il più vile e gretto: menzogna, inganno, sopraffazione.
Siamo tutti a parole concordi nel ritenere necessario un rilancio sociale di Bollate che da troppi anni appare una città ferma, priva di occasioni e luoghi di incontro, di cultura, di socializzazione e divertimento. Eppure quando finalmente prende avvio un concreto progetto di riqualificazione non solo di una piazza, ma di un intero quartiere, quel bisogno viene dimenticato e si manifesta per il non fare, per restare nellimmobilismo e negare alla Città unoccasione di rilancio. Linattività, se non quella distruttiva contro chi preferisce agire, il non fare, lassenza di proposte concrete hanno caratterizzato lopposizione sia quando amministrava sia oggi. Censurare è certamente più comodo e semplice rispetto al costruire.
Ancora una volta la minoranza ostacola la crescita della Città, preferisce rimanere ferma e avviare una campagna denigratoria e ingannatrice contro lAmministrazione. Si cavalca largomento caldo per assicurarsi in qualche modo visibilità: cosa hanno fatto e doverano le opposizioni quando lAmministrazione si batteva per la ristrutturazione delle case di Via Turati 40? Perché non sono state fatte analoghe clamorose, manifestazioni? In quel momento ritenevano più conveniente speculare sulla possibile non esecuzione dei lavori e la presunta incapacità degli amministratori.
Oggi, grazie a questo sindaco i lavori sono finalmente partiti, molte famiglie ne beneficeranno. Lopposizione torna a tacere, è stata privata di una questione che non ha mai pensato a come risolvere, ma certamente a come strumentalizzare. Il modo più vile e basso di fare politica, quello migliore per accrescere sfiducia e disaffezione dei cittadini per le istituzioni e per allontanare le persone oneste dal mettersi in gioco direttamente. Il tentativo maldestro di raccattare qualche voto in più in vista delle prossime elezioni. Ma siamo certi che i bollatesi sapranno valutare questi comportamenti e rifletteranno bene sulle scelte che saranno chiamati a fare. Ai cittadini assicuriamo che a lavori conclusi potranno godere di una nuova piazza più bella, più accogliente e verde di prima e trasformata in un luogo di incontro, di svago, divertimento e animazione per tutti.




