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Appare sui social una delle attese opere di Salafia, diventando anche immagine di copertina dei profili facebook

Ia Pittura di Salafia: personalità e carattere

Io sono una finestra, 2013. Olio su tavola cm 60 x 44,5
Io sono una finestra, 2013. Olio su tavola cm 60 x 44,5

E’ di raffinato fascino, ricco e suggestivo l’uso del colore con accostamenti cromatici -tono su tono- li sulla tela, dove si sviluppa come una scena onirica, che si specchia o si riflette, si intravede da dietro un vetro con velature vaporee ,una sagoma, una silhouette, un’essenza di figura che sembra accomunare un po’ tutti.

Potrebbe essere qualunque essere umano intento a “giocare” ma, in realtà in un momento di intimità fare i conti con se stesso, scarabocchiando, scrivendo il proprio nome (Mauro in questo caso) o semplicemente lasciare un segno, un graffio, un’impronta di una mano che scivola come ipotetico urlo verso un ambigua modernità.

Ciò che risalta maggiormente quasi a “vanificare” la sagoma della figura umana, apparendo, come simbolo predominante, è un cuore. Sembra salire, innalzarsi dal bordo del quadro come se lo vedessimo dall’esterno. Testimonianza che ciò che conta realmente è – l’essere umano – questa l’opera dal titolo “Io sono una finestra” (testo scritto da Raffaele Petrangeli e Grazia Di Michele) che attraverso la pittura diventa immagine visiva. Piena di colori ricchi di sfumature, con pennellate sovrapposte fiere e decise è il dipinto sul volto della cantautrice. Dipinti intensi e pieni sentimento.

Fabio Salafia, docente di discipline pittoriche e stimato artista nel campo della pittura, nasce il 30 Novembre 1979 a Grammichele, in provincia di Catania. Dopo aver conseguito il diploma di maturità all’Istituto Regionale d’Arte “Raffaele Libertini” di Grammichele, si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Catania nella sezione Pittura concludendo nel 2004 con il massimo dei voti. Nel 2007 consegue l’abilitazione in Discipline Pittoriche. Dai primi anni di formazione accademica inizia a dipingere quotidianamente, facendo un’attenta analisi dei paesaggi che lo circondano rimanendone affascinato, paesaggi che egli filtra tramite il ricordo e la memoria, che in momenti successivi rappresenta con diverse tecniche: incisioni, pastelli, oli. Una ricerca pittorica parallela è quella fatta dopo alcuni studi compiuti su Leonardo da Vinci, Charles Le Brun e Cartesio che lo hanno portato ad indagare sullo sguardo, sulle infinite espressioni del volto, sulle emozioni e le passioni che agitano e scuotono l’animo umano quando ci si trova davanti ad una percezione visiva e non. L’artista afferma che, sia quando dipinge un volto o un paesaggio, non trova “nessuna differenza”. In entrambi cerca l’anima. Presto iniziano le prime mostre collettive che lo portano a confrontarsi con altri artisti, fu il periodo in cui scaturì la presa di coscienza nei confronti dell’Arte e della pittura. A 23 anni conosce Piero Guccione, tra i più importanti pittori viventi in Italia, il Maestro manifesta note di merito nei confronti della pittura del giovane Salafia e nel 2004 scrive la prefazione al catalogo della sua prima mostra personale “Equazioni Visive” tenutasi alla Galleria degli Archi di Comiso (RG). Negli anni ha prodotto mostre personali per le città di Marsala, Enna, Taormina, Roma e Milano. Inoltre è invitato ad esporre in più di 100 mostre collettive in diverse città Italiane ottenendo importanti premi e riconoscimenti. Ultimamente è stato invitato da Vittorio Sgarbi alla mostra itinerante “Artisti di Sicilia” nelle città di Favignana, Palermo, Catania, Milano, Bruxelles e New Nork.
Per citarne alcuni, hanno scritto di lui: Paolo Nifosì, Piero Guccione, Francesco Brancato, Armando Ginesi,Valentina Falcioni,Tiziana Rasà, Paolo Giansiracusa, Marco di Capua, Sebastiano Gesù.

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