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Gian Maria Volonté – un Filosofo Attore

L’attore Gian Maria Volonté, oggi avrebbe compiuto 82 anni

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Nato a Milano il 9 aprile del 1933 scomparso prematuramente in Grecia nel 1994 mentre stava girando l’ultimo ciak nel film del regista Theo Angelopoulos.
Alcuni aggettivi per capire e delineare la sua personalità, profondo, rivoluzionario, schivo, riservato, camaleontico, folle, completo, anarchico, inventivo, impenetrabile, misterioso, calmo ma allo stesso tempo irascibile.

Non si limitava a fare l’attore recitando un semplice ruolo o una parte, lui rubava l’anima al personaggio studiandolo dettagliatamente fino a pensare, muoversi e parlare esattamente come Aldo Moro, immedesimarsi nel brillante Enrico Mattei, nel cinico e borghese direttore del Giornale con la erre moscia o il grossolano operaio della catena di montaggio Lulu’.
A Volonté non interessava glamour, premi e statuine, lui seguiva la verità, e la passione per la ragione.

I suoi film sono stati definiti dalla critica di allora e forse anche di oggi troppo politicizzati, troppo di sinistra, marchio che per anni i dirigenti e produttori di quel periodo l’hanno oscurato da schermi e da palinsesti senza farlo lavorare.

Volonté ha dato molto alla politica, ma la stessa politica l’ha penalizzato, in fatti negli anni 90 ha avuto qualche ruolo marginale, tanto che fu costretto di andare all’estero come in Grecia, Cuba Messico e Argentina.

Ha interpretato il democristiano Aldo Moro dove ci ha fatto rivivere gli ultimi giorni carichi di agonia e angoscia, l’ingegnere Enrico Mattei presidente dell’Eni uomo che avrebbe cambiato il destino dell’Italia paese che grazie a lui avrebbe esportato ad altre nazioni il nostro petrolio e il nostro metano scomodando ovviamente le sette sorelle tra cui Usa, Russia e Paesi Arabi e perciò fu ucciso in un attentato aereo.

Il filosofo di Nola, Giordano Bruno che non abiurò le sue scritture e i suoi testi discettando sulla verginità della Madonna, sull’esistenza di Dio e sui movimenti ellittici della terra nel sistema solare e per ciò nel 1600 dopo la sentenza del processo ecclesiastico fu condannato al rogo a Campo dei Fiori.

La storia dei due anarchici italiani Sacco e Vanzetti condannati alla sedia elettrica.

Cristo si è fermato ad Eboli tratto dal libro di Carlo Levi per la regia di Francesco Rosi, la storia di uno scrittore ebraico torinese che fu esiliato dal regime fascista nel sud piu’ recondito, dove forse Gesu’ doveva ancora mettere piede.

Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, film che ha vinto l’oscar come miglior film straniero, ovvero, la storia di un commissario di polizia che uccide la sua amante lasciando appositamente le tracce per farsi incolpare dai suoi colleghi, lasciando le sue impronte dappertutto, mettendo il filo della sua cravatta sul seno della vittima, calpestando sul sangue per tutto il pavimento, il colleghi superiori pur sapendo fanno finta di nulla chiudendo il caso.

Todo Modo tratto dal libro di Leonardo Sciascia, regia di Petri del 1976, grande fratello ante litteram, fatto da democristiani e personaggi ecclesiastici, il primo film che faceva capire il marciume della classe politica di quegli anni.

La classe operaia va in paradiso di Petri, una storia semplice, a ciascuno il suo, porte aperte tratti dai libri di Sciascia.

Articolo di: Davide C.M.Ortisi

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