Skip to main content
Ultime in Evidenza
Advertising Banner
305x250

Foche – confermato il divieto: Parlamento UE pone fine al lungo contenzioso durato 5 anni

Eliminata la deroga sulla caccia “di gestione” nel regolamento 1007/2009/CE, ma resta la deroga “Inuit”. LAV: ora la commissione dovra’ assicurare che l’unica deroga rimasta sulla caccia di sussistenza degli Inuit non venga strumentalizzata per aggirare il divieto generale
Da oggi in Europa è confermato il divieto al commercio di prodotti di foca ottenuti dalla caccia commerciale, così come è vietato introdurre nel mercato dell’Unione Europea prodotti derivanti dalla cosiddetta caccia di gestione (per il contenimento delle popolazioni di foche, presenti anche nel nord Europa).

Con le modifiche intercorse al testo originario del 2009, approvate a maggioranza (631 favorevoli, 31 contro, 33 astenuti) con il voto di oggi in plenaria al Parlamento UE si è quindi definitivamente conclusa la questione del divieto di commercio in Europa dei prodotti di foca vigente dal 2010, ma subito oggetto di ricorsi, presso la Corte di Giustizia UE prima e l’Organizzazione Mondiale del Commercio poi, da parte dell’industria della pellicceria e di trasformazione dei prodotti di foca.

“Si tratta di un risultato storico veramente importante per il quale la LAV, insieme ad un network internazionale di decine di organizzazioni impegnate da anni nel salvare le foche, è stata sempre in prima linea: dalla spedizione in Canada nel 2004 per documentare le atrocità commesse a questi animali, al lavoro svolto presso le sedi decisionali politiche e giudiziarie” – dichiara Simone Pavesi, Responsabile LAV Campagna Pellicce.

Resta, come peraltro era già previsto nel Regolamento originario, la deroga “Inuit” che consente alle popolazioni indigene di immettere sul mercato europeo prodotti di foca a titolo oneroso, ma solo se la caccia soddisfa tutte le seguenti condizioni:

a) costituisce tradizionalmente una pratica svolta dalla comunità e continua a fare parte della cultura e dell’identità di tale comunità;

LAVb) è praticata per il sostentamento della comunità e vi contribuisce, anche al fine di fornire alimenti e reddito di supporto alla vita e alla sussistenza sostenibile, e non viene effettuata principalmente per finalità commerciali;

c) viene praticata in modo da tenere in debita considerazione il benessere degli animali, tenendo conto dei modi di vita tradizionali e delle esigenze di sostentamento della comunità.

“Ora la Commissione Europea dovrà assicurare uno scrupoloso monitoraggio della filiera Inuit per evitare che il divieto generale di importazione e commercio venga strumentalizzato con l’apposizione di presunte certificazioni della sussistenza delle popolazioni indigene a copertura del business dell’industria della pellicceria”.

Ad ogni modo, la LAV invita da subito i consumatori a non acquistare prodotti di foca (pelli, pellicce, carne, grasso e altri derivati) anche se di origine Inuit. Esistono infatti altre possibilità per il sostentamento di queste popolazioni, come per esempio il turismo: il Canada ed in particolare l’isola di Terranova e tutta l’area del Labrador sono senz’altro delle mete molte ambite dagli europei e non solo, ma decisamente poco valorizzate dai governi locali che ancora oggi insistono nel finanziare con importanti sovvenzioni una forma di caccia che non ha più motivo di esistere.

Notizie correlate