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Cani e gatti: studio Commissione Europea riconosce necessita’ di un sistema di identificazione e registrazione univoco in Europa

La Lav presente alla conferenza: gli stati membri devono sensibilizzare sull’importanza dell’adozione in luogo dell’acquisto
 

La Commissione Europea ha reso note le tanto attese conclusioni dello studio “Benessere di cani e gatti coinvolti in attività commerciali”, durante la Conferenza Europea sul Benessere di Cani e Gatti ospitata il 12 novembre scorso dalla Rappresentanza di Baden-Württemberg nell’Unione Europea, e co-sponsorizzata da Eurogroup for Animals di cui LAV fa parte.

Le conclusioni dello studio suggeriscono azioni degli Stati Membri volte a una migliore applicazione delle leggi e a una maggiore informazione verso chi ha un cane o un gatto, riconoscendo inoltre la necessità di un sistema integrato di registrazione e identificazione di cani e gatti, comune a tutti gli Stati Membri.

LAVLa LAV ritiene che tale armonizzazione sia assolutamente necessaria per fermare il traffico illecito di animali d’affezione, con il quale molte associazioni anche europee si sono dovute confrontare negli ultimi dieci anni.

Secondo la LAV le conclusioni dello studio provano l’evidenza del drammatico fenomeno del traffico di cuccioli che mette in serio pericolo la salute e la sicurezza degli animali, auspica inoltre che la Commissione agisca in maniera responsabile e metta a punto un Piano di Azione Europeo per affrontare questo traffico illegale, anche per i rischi che esso può comportare per la salute pubblica.

Lo scorso settembre Eurogroup for Animals ha lanciato #Protect Our Pets, la prima campagna europea progettata per mettere fine al traffico illegale di cani e gatti. Oltre 200.000 email sono state inviate finora ai Membri del Parlamento Europeo al fine di ottenere una Risoluzione che impegni formalmente la Commissione ad armonizzare i sistemi e gli standard di identificazione e registrazione di cani e gatti in Europa.

Reineke Hameleers, Direttore di Eurogroup for Animals, ha dichiarato: “ci auguriamo che quanto prima venga resa obbligatoria l’adozione da parte di tutti gli Stati Membri di un sistema di registrazione integrato, basato su quanto è già stato fatto per gli equidi, che garantisca l’efficace ed effettiva tracciabilità degli animali oltre i confini nazionali degli Stati Membri”.

“Finché ogni singolo animale non potrà essere accuratamente rintracciato oltre ogni confine e la possibilità di falsificare l’età sui passaporti non sarà eliminata, il traffico illegale continuerà, con sofferenze per gli animali e gravi rischi per la salute pubblica e per le famiglie con cui vivono.” – sottolinea la LAV e aggiunge – “L’evidenza del traffico illegale di animali d’affezione e i rischi che questo comporta sono chiari, al di là dei risultati di questo studio.

Gli Stati Membri possono e devono fare di più per informare e responsabilizzare i cittadini europei sull’adozione di un animale da compagnia in luogo dell’acquisto. Ciò permetterebbe sia di dare un giro di vite al traffico, ma anche di contrastare il randagismo.”

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