12 fotografi, un solo obiettivo: la salvaguardia della fauna selvatica. Il calendario Lav 2016 “liberi di essere selvatici”: istanti di bellezza della vita in liberta’ donati all’associazione da professionisti della foto naturalista
Lav: doppiette, trappole, incendi, cemento minacciano la fauna selvatica. 163 milioni di animali rischiano di essere un bersaglio dei cacciatori, secondo stime riferite a regioni-campione (Veneto, Lombardia, Toscana e Sicilia)
Dodici grandi fotografi, un solo obiettivo: la salvaguardia della fauna selvatica. Questo il filo conduttore del calendario LAV 2016 “Liberi di essere selvatici” che ritrae diversi animali nella loro bellezza selvatica, liberi di non vedersi sottratto il loro spazio vitale, liberi di esplorare, di riprodursi e accudire i propri piccoli, di nutrirsi, di vivere in un ambiente non ostile, senza pericoli “artificiali”.
Curato dal fotografo naturalista Simone Sbaraglia, il calendario “Liberi di essere selvatici” ha raccolto l’adesione di dodici tra i più affermati fotografi in campo naturalista che – per la prima volta insieme – hanno donato all’Associazione istanti di bellezza della vita in libertà, per condividere con tutti, ogni giorno dell’anno, questo importante messaggio di rispetto della natura.
Ecco la vipera (foto di Samuel Pradetto), che non aggredisce l’uomo ma difende se stessa; il camoscio (foto di Valter Binotto), dove è l’uomo a impadronirsi dei suoi spazi naturali; la volpe (foto di Giulio Ielardi), con la sua capacità di regolare l’equilibrio tra le specie animali; il tritone (foto di Marco Colombo), spostato suo malgrado in altri luoghi; lo stambecco (foto di Stefano Unterthiner), che alleva e protegge i propri cuccioli a costo nella propria vita; gli storni (foto di Valer Bernardeschi), che vorrebbero migrare senza rischiare di essere colpiti in volo; il lupo (Bruno D’Amicis), al quale da sempre appartengono boschi e foreste; il barbagianni (foto di Stefano Baglioni), libero di poter nidificare in luoghi tranquilli e sicuri; il cervo sardo (foto di Giuseppe
Sedda), da rispettare anche quando non è un cartone animato; cerve al pascolo (foto di Luciano Gaudenzio), perché sono parte della natura: uno spettacolo che va vissuto ogni giorno; lo scoiattolo (foto di Maurizio Biancarelli), libero di nutrirsi con le risorse del suo ambiente; il fringuello (Luigi Piccirillo), che non è nato per essere essere considerato dai cacciatori un bersaglio mobile.
“Cosa può fare un fotografo perché gli animali selvatici possano essere liberi di vivere la loro vita nell’ecosistema Terra? La risposta è: moltissimo – spiega Simone Sbaraglia, curatore del calendario – In Italia la natura incontaminata è un evento rarissimo, ciò nonostante questo progetto fotografico vuole sostenere, attraverso la forza comunicativa delle immagini, il messaggio portato avanti dalla LAV: il rispetto della natura e del suo delicato equilibrio è una necessità della natura stessa, di tutti gli abitanti del pianeta.
E’ un fattore culturale ed etico, prima ancora che un dovere, e richiede l’impegno di tutti nel non distruggere la vita libera”.
“Preservare animali e ambiente è un’emergenza planetaria, sotto gli occhi di istituzioni e cittadini: nessuno di noi può rimanere indifferente. La caccia, ad esempio, è tra le peggiori minacce per gli animali selvatici, con un numero impressionate di vittime – spiega Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali selvatici – Sulla base dei calendari venatori che stabiliscono le specie animali cacciabili, e considerando la popolazione di cacciatori in quattro regioni prese a campione – Veneto, Lombardia, Toscana e Sicilia – abbiamo stimato che i 229.113 cacciatori di queste regioni (ma in Italia i cacciatori sono circa 650.000), potrebbero sterminare 163.762.034 animali nel corso di 19 settimane di caccia aperta, nelle quali il martedì e il venerdì sono interdetti alla caccia. 8.619.054 animali ogni settimana, 47 animali al secondo, solo in queste quattro Regioni, rischiano la vita tra le ore 6 e le 17 di ogni giornata venatoria: una stima sconvolgente!”.




