L’Archivio storico del Comune di Modena venerdì 11 dicembre alle ore 17 al Palazzo dei Musei, viale Vittorio Veneto 5, inaugura una mostra fotografica realizzata con il contributo della Società cooperativa Bilanciai di Campogalliano che valorizza il suo raro e prezioso patrimonio documentario
Per far conoscere la sua storia e i documenti preziosi che conserva, l’Archivio storico del Comune di Modena ha realizzato una mostra fotografica, con il patrocinio dell’IBC Istituto per i Beni Artistici Culturali Naturali della Regione Emilia Romagna e il sostegno della Società cooperativa Bilanciai, dal titolo Passo doppio che verrà presentata venerdì 11 dicembre alle ore 17 al Palazzo dei Musei in viale Vittorio Veneto 5 a Modena. Interverranno Franca Baldelli, direttrice dell’Archivio storico comunale di Modena, Gian Pietro Cavazza, assessore alla Cultura, Rapporti con Università, Scuola, Roberto Vezzelli, presidente Società cooperativa Bilanciai, Vittorio Ferorelli, giornalista e scrittore.
L’Archivio storico con l’ampia e quasi completa documentazione dell’attività politico-amministrativa, racconta la storia della città; prima come “libero comune”, poi come comunità dello Stato estense di cui divenne capitale nel 1598 acquistando particolare importanza e poi ancora come Comune dello Stato italiano all’Unità d’Italia.
L’Archivio ha per sua caratteristica di dare consistenza al passato. Una simile raccolta di informazioni storiche sulla città non può rimanere patrimonio di pochi ed è invece opportuno che venga sempre più divulgata e fatta conoscere ai modenesi.
A questo scopo, si è proceduto a realizzare una mostra fotografica che costituisce un punto di partenza per la valorizzazione del patrimonio anche presso un pubblico non direttamente interessato per necessità di studio. Una mostra che si dipana in tre diversi luoghi: lungo le bacheche dell’Archivio poste in via Emilia, nell’atrio del Palazzo dei Musei e, naturalmente, nelle sale dello storico luogo.
È stato necessario procedere alla realizzazione di un’ estesa campagna fotografica dell’edificio che ospita l’Archivio, delle sale e dei preziosi documenti, testimonianza dei tesori conservati e del lavoro dell’uomo nel tempo e, contemporaneamente, di molti luoghi e monumenti della città, quella città che conserva la sua importante memoria storica e si racconta attraverso i documenti conservati proprio nell’Archivio storico comunale.
Dall’esame di questa bellissima raccolta prodotta dal fotografo Giorgio Giliberti, dove appare prepotentemente il legame della città con il suo passato conservato in Archivio, è emersa l’idea di attribuire l’intrigante titolo Passo doppio, proponendo un ardito confronto con la popolare danza spagnola dove i ballerini si muovono avvinghiati in un rapporto che definire sinergico pare un understatement e faccia a faccia, la città di ieri e quella di oggi possono parlare tra loro…
Entrambi collaborano a salvare frammenti di memoria dall’incendio continuo del tempo, fermando alcuni istanti e mettendoli al riparo.
Collegare poi l’idea di mostra al calendario realizzato dalla Società cooperativa Bilanciai con scadenza annuale, è stato il passo successivo.
La Società cooperativa Bilanciai, infatti, si è da tempo segnalata sul territorio per l’attenzione alla promozione della conoscenza dei Beni culturali. Questa sensibilità l’ha declinata in molti modi diversi, oltre alla realizzazione di questo specifico strumento di pronta conoscenza sia del patrimonio artistico del territorio che… del passare del tempo – negli anni ha sempre avuto e mantenuto come partner la Biblioteca Estense Universitaria e l’IBC, Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna.
Per quanto riguarda l’edizione 2016 del calendario, che verrà presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra, la Società cooperativa Bilanciai ha concordato il suo intervento, comprendendo nell’operazione di promozione dell’Archivio storico comunale di Modena un sostegno alla stampa delle cinquanta fotografie, che costituiscono sia il calendario che la mostra fotografica al Palazzo dei Musei, e un sostegno alla realizzazione della mostra stessa.
La mostra visitabile dall’ 11 dicembre al 31 gennaio il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 12.30 e il lunedì e il giovedì dalle 15.30 alle 18.
Per informazioni Archivio storico del Comune di Modena
tel 059.2033459
archivio.storico@comune.modena.it
Giorgio Giliberti
Dopo le prime esperienze come fotoreporter , Giorgio Giliberti ha sviluppato la sua attività operando nel campo della pubblicità, della moda, dell’industria e dell’editoria d’arte. Pubblica le sue opere in sinergia con importanti istituzioni del territorio, sia pubbliche che private.
Suoi sono gli scatti che svelano la Rocca, storico monumento di proprietà della Fondazione di Vignola. Lunga e affettuosa è la collaborazione con Società Cooperativa Bilanciai che ha permesso la realizzazione dei bellissimi libri fotografici sulle città europee. Fruttuoso e importante il lavoro che ha svolto per IBC, l’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia Romagna.
Gli istanti della Festa del racconto di Carpi sono stati per ben quattro edizioni documentati dagli scatti di Giorgio Giliberti. Le più importanti riviste di fotografia hanno pubblicato e recensito le sue immagini, che hanno suscitato l’interesse della critica.
Tra le collaborazioni di Giorgio Giliberti un posto di primo piano lo ha quella con la Cooperativa Bilanciai di Campogalliano, a cui appartiene una preziosa tradizione di promozione culturale (ricordiamo il Museo della Bilancia, l’ incarico conferito a Luigi Veronesi che arricchisce l’ esterno visibile della sede aziendale di una delle ultime opere del grande artista) con cui il fotografo modenese ha trovato una felice sintonia.
Dopo quella prima importante collaborazione ne sono venute altre, inclusa quella con IBC, già menzionata, e poi un calendario dedicato al museo contadino realizzato da Ettore Guatelli sulle colline parmensi. Un libro di racconti e foto d’autore sui paesaggi della nostra regione, destinato a un progetto di scambio culturale con l’Università dell’Avana. E altri progetti ancora verranno, intanto Giliberti continua a camminare per i luoghi dell’Emilia-Romagna, in cerca di immagini di un mondo che non vuole dimenticare, trasformandosi in una sorte di protettivo genius loci dei paesaggi urbani, ma anche della natura.
La storia
L’Archivio Storico del Comune di Modena è il più importante complesso documentario affidato ad un comune in Emilia Romagna.
Conserva un’ampia e quasi completa documentazione dell’attività politico-amministrativa di Modena: prima come “libero comune”, poi come comunità dello Stato estense di cui divenne capitale nel 1598 acquistando particolare importanza e poi ancora come Comune dello Stato italiano all’Unità d’Italia.
E’ uno dei pochi Archivi Storici di Comuni di grande tradizione, la cui parte più antica non sia stata depositata nel competente Archivio di Stato.
Sede dell’Archivio, dal ‘300 al ‘500, fu la torre della Ghirlandina. Nel 1622 venne collocato presso il Palazzo Comunale, per essere trasferito, alla fine dell’ ‘800, “con tutto quanto forma lustro e decoro della città dal lato scientifico, artistico e letterario” presso il Palazzo dei Musei.
L’Archivio conserva una mole imponente di scritture, mappe, disegni, relativi alle testimonianze delle numerosissime attività della Comunità.
Il patrimonio della biblioteca dell’Archivio storico del Comune è di circa seimila volumi: incunaboli, cinquecentine e testi rari del ‘600 e del ‘700 costituiscono la parte più antica della biblioteca specializzata e di corredo, aggiornata costantemente con i contributi più recenti di storia locale e dottrina archivistica.
L’emeroteca raccoglie periodici e quotidiani in 500 volumi. Si tratta in gran parte di pubblicazioni locali, a partire dal 1700, a cui si aggiunge la raccolta di Leggi della gazzetta ufficiale del Regno d’Italia.




