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L’agire quotidiano nella prospettiva dell’etica cristiana

Fabrizio Rinaldi venerdì 29 gennaio alle ore 17.30 alla Fondazione San Carlo propone una riflessione sul rapporto fra teologia ed etica politica
 

Venerdì 29 gennaio si concludono alla Fondazione Collegio San Carlo di Modena (via San Carlo, 5) le lezioni del ciclo dedicato al tema Redenzione, ideato dal Centro Studi Religiosi. Fabrizio Rinaldi tiene la conferenza dal titolo La redenzione nella prassi quotidiana. Etica e teologia nell’età contemporanea.

Rinaldi insegna Antropologia teologica, Cristologia e Antropologia della relazione e della comunicazione presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose «B. C. Ferrini» di Modena ed è docente invitato presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

RinaldiLe sue ricerche riguardano, da un lato, le questioni ermeneutiche e teologiche legate agli sviluppi della cristologia contemporanea (con particolare attenzione al pensiero del teologo olandese Edward Schillebeeckx), dall’altro, il rapporto tra teologia ed esperienza storica nella sua dimensione individuale e socio-politica.

Nei suoi studi ha approfondito inoltre i temi della creazione del mondo e dell’uomo, del peccato, della grazia e dell’escatologia, sia dal punto di vista storico-biblico che da quello teologico-sistematico.

Autore di numerosi articoli su riviste, ha pubblicato nel 2012 il volume Fede, politica e esperienza di salvezza. La teologia politica di Edward Schillebeeckx.
Prendendo a modello il Vangelo di Giovanni, la teologia politica intende portare alla coscienza il continuo processo che si svolge tra il messaggio di Gesù e la realtà politica e sociale, senza per questo identificare qualsiasi progetto umano di sviluppo con il Regno di Dio.

Questo non significa che i cristiani debbano sviluppare un atteggiamento di disinteresse per il presente o di passiva attesa di una salvezza che si colloca al di fuori di questo mondo, al contrario essi sono chiamati proprio dalle promesse divine ad agire nel presente e a opporsi a tutte quelle forme del vivere personale e sociale che sono in dissonanza con l’annuncio evangelico. L’antropologia “cristiana” è la visione infatti dell’uomo alla luce della fede, illuminata dalla parola di Dio e dall’evangelo di Gesù.

Uno dei drammi del tempo presente, si è ripetuto spesso nella seconda metà del secolo XX, è la separazione tra la fede e la vita. Il teologo cardinale Henri de Lubac l’ha definito il “dramma dell’umanesimo ateo”, oggi potremmo dire il “dramma dell’umanesimo autosufficiente”. La comunità cristiana è dunque chiamata a entrare nei processi politici e ad assumersi la responsabilità di pianificare il futuro, ma non può fare tutto ciò in modo diretto, come se dalla fede fosse possibile derivare un progetto positivo per la società.

Essa invece, a partire dalla promessa di una liberazione per tutti, deve evidenziare i limiti dei progetti già in essere e aprire così la possibilità di un loro superamento. La teologia politica, invitando all’assunzione di responsabilità verso la progettazione del futuro, consente inoltre ai cristiani di intersecare la propria fede con la cultura della società moderna evitando di chiudersi in comunità dal carattere, più o meno marcatamente, settario.

san carloLa fede nelle promesse divine chiama il credente ad agire in modo critico verso le condizioni sociali in cui si trova, compito questo che tuttavia il singolo cristiano non può affrontare da solo. È necessario invece che la critica sia istituzionalizzata ossia che la Chiesa divenga una «istituzione critica della società» (J.B. Metz).

Per essere un’istituzione critica la Chiesa non può però sottrarre se stessa alla discussione, al contrario essa deve annunciare continuamente la provvisorietà dei suoi modi di operare – afferma Rinaldi – e i credenti devono quindi esercitare una forma di controllo e di critica sia sulle strutture istituzionali della Chiesa, talvolta troppo sacralizzate a dispetto dei condizionamenti storici che le caratterizzano, sia sulle opinioni dominanti diffuse in essa (come ad esempio una concezione della fede molto legata alla vita della classe sociale borghese che tende ad emarginare altre possibilità), sia infine sui comportamenti e gli atteggiamenti discriminanti ancora presenti in alcuni gruppi cristiani.

La conferenza si tiene nel Teatro della Fondazione, con inizio previsto alle ore 17,30. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente nel sito www.fondazionesancarlo.it, da cui potrà essere scaricata gratuitamente. A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Il ciclo di lezioni gode dell’accredito ministeriale per la formazione del personale della scuola (DM 18 luglio 2005).

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