Sabato 13 febbraio 2016
Teatro Civico, Vercelli, ore 21.00
Dopo il clamoroso successo del primo appuntamento con Filippo Gamba, l’affascinante Progetto Beethoven inaugurato da questo XVIII Viotti Festival prosegue sabato 13 febbraio al Teatro Civico di Vercelli (ore 21, concerto in abbonamento) con un concerto che riunirà nello spazio di una serata tutto quanto si può desiderare dalla vera, grande musica: un programma di mirabile bellezza, un solista straordinario e un pubblico appassionato e partecipe.
Accompagnata dalla Camerata Ducale diretta da Guido Rimonda, salirà infatti sul palcoscenico del Civico Maria Perrotta, definita “la Rosalyn Tureck italiana”, pianista di eccelsa sensibilità che negli ultimi anni si sta ritagliando, con la misura e la discrezione che la contraddistinguono, un posto di primissimo piano nella scena musicale contemporanea.
Il programma prevede due assoluti capolavori beethoveniani, ovvero i Concerti per pianoforte e orchestra n. 1 e n. 4. Il musicologo Attilio Piovano introdurrà le composizioni con un interessante guida all’ascolto.

Scritto nel 1795 e catalogato come primo anche se è cronologicamente il secondo, il Concerto n.1 venne eseguito spesso da Beethoven tra il 1796 e il 1798 a Berlino, Dresda, Praga e Budapest, per poi essere rielaborato e presentato definitivamente a Vienna il 2 aprile 1800. Influenzato da Haydn e Mozart, il discorso musicale è scorrevole, piacevole ed elegante con un primo tempo energico, un secondo introspettivo e sentimentale, un finale brillante; una sequenza cara a Beethoven, nella quale si può intravedere la raffigurazione simbolica di tre espressioni fondamentali dello spirito umano: l’ordine, l’interiorità e la libertà.
L’Allegro iniziale è di colore militaresco, festoso, rivoluzionario, con un serrato e accattivante dialogo tra solista e orchestra, seppure non manchino sfumature più intime e raccolte. Il successivo Largo si presenta invece solenne, intenso e cantabile, con un’impronta che partendo da un linguaggio classicheggiante si apre in pieno allo spirito del nascente Romanticismo. Il Finale, poi, offre euforici e vitali ritmi di danza, che però sfociano in un commiato improntato a una sublime tenerezza.
Composto tra il 1805 e il 1806 e dedicato al fraterno amico e mentore arciduca Rodolfo, il Concerto n.4 fu eseguito per la prima volta presso la residenza viennese del principe Lobkovitz nel 1807 con lo stesso Beethoven al pianoforte. Un’opera magistrale, che spicca anche per una singolare caratteristica: per la prima volta nella storia di questo genere musicale, l’inizio del primo movimento non è affidato all’orchestra, bensì al pianoforte solo.
L’ampio Allegro colpì subito il pubblicò, che ne avvertì l’enorme portata e la costante ricerca di novità sul piano sia della forma sia dei contenuti. Un movimento dal diffuso lirismo, con passi che sembrano presagire la schubertiana Incompiuta. Vi si contrappone la drammatica intensità dello stupefacente Andante, nel quale solista e orchestra intrecciano un dialogo vertiginoso. Chiude un Finale nervoso e carico di humour, con un pianoforte brillantissimo, ma anche passaggi estenuati che accrescono enormemente il pathos.
Maria Perrotta, nata a Cosenza e diplomata – dopo avere iniziato gli studi nel Conservatorio della sua città – prima a Milano con Edda Ponti, poi a Parigi e infine presso l’Accademia di Santa Cecilia con Sergio Perticaroli, si è perfezionata con Franco Scala, Walter Blankenheim, Cristiano Burato e François-Joël Thiollier. Premiata a livello internazionale al Rina Sala Gallo di Monza, al Premio Encore! Shura Cherkassky e al concorso J.S. Bach di Saarbrücken, si è subito affermata sulla scena pianistica come grande interprete bachiana, registrando per la tv tedesca, la RAI e per Sky e vedendo la sua incisione dal vivo delle Variazioni Goldberg di Bach ottenere il massimo apprezzamento da parte della critica specializzata.
Intensa anche la sua frequentazione beethoveniana, come testimonia la sua incisione dal vivo delle ultime tre Sonate, pubblicata da Decca nel 2013 e scelta come cd del mese dalla rivista Amadeus, nonché recensita entusiasticamente l’anno successivo dalla prestigiosa testata inglese Gramophone. Tra i suoi impegni più recenti, l’esecuzione del Clavicembalo ben temperato di Bach, del Quarto concerto op. 58 di Beethoven con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Antoni Witt e una tournée in Francia e Italia con un programma interamente dedicato a Chopin. Tra i prossimi impegni figurano invece concerti con l’Orchestra sinfonica della RAI di Torino e con l’Orchestra sinfonica G. Verdi di Milano.
Il prossimo appuntamento con il Viotti Festival è fissato per sabato 5 marzo al Teatro Civico con il concerto della violinista Francesca Dego e della pianista Francesca Leonardi.
Biglietti
Biglietti da 10,00 € fino a 25,00 €
Riduzioni: over 65, Cral, i nati dal 1995, abbonati La Stampa, La Sesia, UNIPOP, soci NOVACOOP
Prenotazione on-line e telefonica: biglietteria@viottifestival.it / tel. 011.755791 dal lunedì al venerdì ore 10,00 -12,00
Acquisto e ritiro biglietti: Box office Teatro Civico (via Monte di Pietà 15, Vercelli)
Sabato 13 febbraio 2016 ore 19,30-21,00




