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Osservata la stella di neutroni più lenta: da oggi ne parla anche la NASA

Coautore dello studio il dottorando Coti Zelati, 27 anni di Calziocorte
 

Gli Astrofisici italiani che l’hanno scoperta l’hanno ribattezzata “stella-bradipo” ed è già una celebrità nell’ambiente, al centro degli studi di due gruppi di ricerca internazionali entrambi con numerosi ricercatori dell’Istituto Nazionale di astrofisica, e da oggi anche sulla home page del sito della Nasa: 1E 161348-5055 è la stella di neutroni con il più alto periodo di rotazione mai osservato: circa 6 ore e 40 minuti.

cotizelati_1jpgQuesta lentissima stella è al centro di uno studio, a firma della ricercatrice Nanda Rea, Università di Amsterdam, di cui è co-autore Francesco Coti Zelati, dottorando dell’Università degli Studi dell’Insubria e associato INAF all’Osservatorio astronomico di Brera.

Lo studio dal titolo: “Magnetar-like activity from the central compact object in the SNR RCW103” , pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, da oggi è anche al centro di un articolo sul sito della Nasa.

«La stella di neutroni si trova al centro di un resto di supernova noto come RCW103, nella costellazione del Regolo, a novemila anni luce da noi. Lo scorso 22 giugno la stella ha mostrato un breve ed intensissimo lampo nei raggi X, dalla durata di 10 millisecondi, e un aumento repentino della luminosità in X, che ha subito attirato la nostra attenzione – spiega Coti Zelati.

Abbiamo quindi richiesto e ottenuto la possibilità di osservare questo oggetto con differenti telescopi per i raggi X, e il nostro studio ha rivelato come la periodicità di oltre sei ore con cui osservavamo la modulazione dell’emissione in X fosse necessariamente dovuta alla rotazione della stella.

Comunicati Stampa Udite Udite !Una rotazione così lenta sarebbe dovuta al fatto che, dopo l’esplosione di supernova da cui la stella di neutroni si è originata, grandi quantità di materiale inizialmente espulso dal sistema si sono probabilmente riaccumulate intorno ad una stella di neutroni con un potentissimo campo magnetico, e l’hanno letteralmente quasi “arrestata” proprio a causa dell’interazione con il suo intenso campo magnetico».

Como, 8 settembre 2016

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