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Copernico Radar – l’osservatorio smart di Copernico – Where Things Happen sul mondo del lavoro, nuove tendenze e lifestyle

I progetti di riqualificazione per gli spazi lavorativi del worker contemporaneo
copernico

Milano sta vivendo la sua prima “Fall Design Week” e in questo contesto, in cui gli operatori del design si aprono alla città su vari temi, che vanno dallo stato dell’arte del design all’architettura, dall’intrattenimento alle nuove tendenze della creatività, COPERNICO Where Things Happen ha deciso di dedicare spazio al dibattito sugli scenari innovativi del design con una mostra in Clubhouse Brera che raccoglie una selezione di prodotti progettati per Cyrcus e un palinsesto di talk con alcuni protagonisti del mondo del design.

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Attraverso COPERNICO RADAR, il suo osservatorio sul mondo del lavoro, nuove tendenze e lifestyle, ha anche voluto approfondire il tema della valorizzazione della cultura del progetto, in funzione delle esigenze del lavoratore moderno con Laura Stecich, l’architetto che ha curato il progetto di Clubhouse Brera, il membership club di COPERNICO inaugurato a marzo 2016 all’interno dell’ex-teatro delle Erbe.

Un dialogo da cui emerge chiaramente che é anche grazie alla riqualificazione degli spazi urbani e all’utilizzo consapevole del design che si creano spazi adatti ai worksumer, i lavoratori moderni, che necessitano di luoghi di lavoro in grado di trasformarsi in collettori di contenuti e di opportunità relazionali.

COPERNICO RADAR. Qual è l’importanza della riqualificazione degli spazi urbani e come si pone l’Italia nei confronti della questione?

Photos by: www.gabrielezanon.com
Photos by: www.gabrielezanon.com

LAURA STECICH. Il filosofo e sociologo Zygmunt Bauman ha osservato come, nella società postmoderna in cui viviamo, i punti cardine del passato si siano disgregati, generando una società “fluida”, in costante trasformazione e alla continua ricerca di nuovi schemi di riferimento e di equilibrio.

Lo spazio fisico occupato da una società così mutevole deve necessariamente individuare soluzioni adatte a rispondere a nuove esigenze, nuove modalità di interazione sociale, nuove attività e funzioni lavorative. La rielaborazione del costruito esistente costituisce una delle maggiori sfide che i professionisti del settore si trovano ad affrontare.

Il Regno Unito, dove ho lavorato per dieci anni, ha adottato fin dagli anni ’40 uno strumento urbanistico volto a proteggere il cosiddetto green field, istituendo le green belts, fasce verdi protette a perimetrare le città, e quindi impedendo l’espansione incontrollata degli agglomerati urbani con ottimi risultati, testimoniati dalla continua trasformazione interna di città come Londra.

Gli edifici esistenti, quando privi di particolare interesse storico, sono rapidamente adattati a nuove funzioni con interventi edilizi di diversa entità, fino alla completa demolizione e ricostruzione ex-novo.

Incredibilmente l’Italia, tra i paesi occidentali, ha il triste record del più alto consumo annuale di suolo vergine: è esperienza comune e ricorrente osservare nuove costruzioni, troppo spesso di qualità discutibile, aggredire i terreni circostanti le città, seguendo una logica di speculazione edilizia che non è più coerente alle più recenti dinamiche economiche;

o ammirare paesaggi un tempo incontaminati rovinati dalla realizzazione di nuovi edificati non coerenti con il contesto, per mancanza di programmazione strategica multidisciplinare a lungo termine.

Photos by: www.gabrielezanon.com
Photos by: www.gabrielezanon.com

Al contempo, all’interno del perimetro definito delle città, esistono edifici vuoti o sotto-utilizzati, perché non più rispondenti alle mutate esigenze lavorative o residenziali. E che, dettaglio certo non secondario, non generano redditività.

COPERNICO RADAR. Quali sono secondo lei i progetti internazionali o nazionali che meglio rispecchiano questa filosofia?
LAURA STECICH. L’High line a New York, parco urbano costruito su un viadotto ferroviario in disuso e il Tempelhofer Feld a Berlino, parco urbano nato al posto di un vecchio aeroporto.

COPERNICO RADAR. Come la riprogettazione degli spazi può essere funzionale alle esigenze dei new workers?

LAURA STECICH. Nuove modalità lavorative flessibili e mobili sul territorio richiedono spazi che rispondano in modo nuovo, efficace e rapido alle mutate esigenze: spazi tecnologicamente attrezzati, flessibili, informali, economicamente sostenibili, dove poter lavorare, interagire socialmente, apprendere, creare nuove sinergie, divertirsi, nutrirsi e rilassarsi. Il tutto nel medesimo luogo.

Si presenta quindi la grande opportunità di coniugare interventi volti al recupero funzionale di questi edifici e quelli utili a migliorarne il livello di efficienza energetica.

clubhouse-brera-7Contemporaneamente le grandi aziende possono ottimizzare i costi del real estate, offrendo ai propri collaboratori soluzioni di hotdesking e smartworking che riducono sensibilmente la necessità di uffici con superfici ampie e costose da costruire, arredare, mantenere. Il ruolo di società come COPERNICO – Where Things Happen è cruciale nel cogliere attivamente quest’ opportunità.

COPERNICO RADAR. Clubhouse Brera sorge all’interno dell’edificio storico che ospitò le attività del teatro delle erbe fino ad un decennio fa. Come sono stati reinterpretati gli spazi?
LAURA STECICH.

L’esempio della porzione di edificio in cui è stato inserito Clubhouse Brera è un caso emblematico. Sito al piano terreno e primo di uno splendido palazzo costruito in Foro Bonaparte nel tardo ‘800, il volume oggetto dell’intervento è nato come spazio teatrale, riservato ai dipendenti di un’importante banca lombarda e in seguito al pubblico ampio. La prima importante fase di trasformazione e riuso l’ha convertito in ufficio open space nel 2003.

Il nostro intervento ha integrato il concetto di smartworking ed ha creato uno spazio raffinato in cui 500 members possono lavorare, relazionarsi, organizzare meeting e business lunches, riposarsi e rinfrescarsi nelle office suites, coltivare i propri interessi grazie ai numerosi incontri organizzati regolarmente per stimolare e condividere cultura ed innovazione.

In un’unica location si sovrappongono numerose funzioni grazie all’uso flessibile, “fluido” che rispecchia e risponde alle esigenze della nostra società in continua evoluzione. Cuore della struttura è il “giardino segreto”, un ampio patio che infonde luce naturale a tutti gli ambienti rendendoli ideali per lavorare.

4 ottobre 2016

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