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DIVA’S di Alessandro Onorato, Compagnia Teatrale i Birbanti – Teatro Filodrammatici 5/6/7 maggio

 5/6/7 maggio 

Teatro Filodrammatici

Compagnia Teatrale i Birbanti

Testi e Regia di Alessandro Onorato

Presentano

DIVA’S

 

 “Voglio una vita spericolata

Voglio una vita come quelle dei film

Voglio una vita esagerata

Voglio una vita come Steve McQueen

Voglio una vita che non è mai tardi

Di quelle che non dormi mai

Voglio una vita, la voglio piena di guai…”

 

Cantava Vasco Rossi e qui si riflette l’analisi geniale dell’animo umano rappresentata ancora una volta con affettuosa crudezza dall’occhio osservatore del giovane regista teatrale Alessandro Onorato. Parodia, satira e verità.

Sulla scia di una “Cage aux folles” dove i pavoni protagonisti mettono in mostra la coda con fragilità e opportunismo, la stella creativa dei Birbanti punta la lente di ingrandimento sulle due facce dell’animo umano angelo e diavolo, nella rappresentazione contemporanea di un gruppo famigliare attorniato da amici-nemici, comparse umane, vacue personalità alla ricerca di sé su binari autocelebrativi, dongiovanni e umili collaboratori vittime o carnefici.

Partendo dalle brillanti scenografie a due facce di un salotto di famiglia che come in un Musical pop si trasforma in locale notturno al passaggio di ballerine e cantante che ruotano pannelli trasformando il palcoscenico, la triste riunione di famiglia di tre sorelle californiane che si ritrovano in Francia per celebrare la protagonista assoluta del gruppo, la DIVA,  che ha avuto successo sui palcoscenici del mondo, alla maniera di una Eleonora Duse anni 2000 senza un Vate che la celebri.

Questa riunione simbolicamente tenera cela vizi privati e pubbliche virtù, ancora più pubbliche nell’esasperante avvicendamento dei personaggi legati per amore o interesse al trio di intrigo e ingenuità.

“Un gruppo di famiglia numeroso è lo spunto di riflessione per analizzare la natura umana, dice il regista Alessandro Onorato nel dibattito che segue la rappresentazione, ci dà appigli per un analisi attenta dei lati oscuri o a volte sorprendentemente leali degli umani, e ci porta alla coscienza che in ognuno esiste una DIVA’S, come nel bene esiste il male e nel male esiste il bene

Il canovaccio parte dall’incontro delle tre sorelle Cohen, di estrazione altoborghese, Angel l’attrice e proprietaria del DIVA’S, locale che il Tognazzi del Vizietto avrebbe amato; Beth la critica cinematografica pentita, e Crystal, direi la più rock delle tre. Per ogni donna un drink: Martini ghiacciato, raffinati Bordeaux e Chateaux, Bloody Mary.

Confidenze, bugie, rivalità, affetto, tradimenti: la carrellata dei loro atout è completa. Ed ecco i co-protagonisti, non da meno per la notte delle notti: Rudy l’assistente gay tuttofare, Sebastian, sexy appendice della Diva, Jacques, ex fidanzato donnaiolo di Angel, Margot, la segretaria sottomessa , Anne, socia di Michael nel tentato acquisto del DIVA’S, Bernard fidanzato perdente di Beth, Vanessa poi ripudiata da Michael che viene colto in fallo con Missy la cantante burrosa, Jacques il maggiordomo sommelier, Picasso il dongiovanni. Le ballerine pop. Metà Geishe metà Kill Bill.

Chi tradisce chi serve chi mostra fedeltà chi tesse intrighi chi è vittima e chi è killer: tutto in una notte, una notte DIVA’S che emoziona come “Into the night” di John Landis, una notte che rivoluzionerà la vita di tutti.

Il finale ci fa guardare con un certo affetto le fragilità e le meschinerie di tutti, la rappresentazione delle bassezze e altezze umane è sempre meno crudelmente feroce della realtà.

Un cenno ai costumi (Ludovica Riva), volutamente non ricercati per lusso e sfarzo, anche vintage,  specchio di quell’universo di ricchi radical-chic che guardano con superiotità il mondo. In un momento storico-culturale in cui sui media imperversano temi trash genere “Sono ricco e me ne vanto”.

E le luci, importanti quanto le ombre (Maria Virzì), la colonna sonora, che parte da F. S. Fitzgerald per giungere a “I put a spell on you”, ma qui Mr. Grey è DIVA’ S (Luigi Leanza).

Anche in questo Alessandro Onorato è maestro, il tocco finale, la pennellata d’autore, i particolari del tutto. La mia standing ovation anche questa volta dopo il successo meritato di Charity Party.

Gli attori offrono performance di livello, sono giovani ma non alle prime armi, ce la mettono tutta e si percepisce, c’è vera Fede nelle loro prove. Bravi, bravissimi.

Una nota speciale per:

Alessandra Viganò (Crystal Cohen)

Pierpaolo Ciracì (Jacques il maggiordomo sommelier)

Davide Lizzani (Rudy)

Alessandro Onorato (Picasso)

E la voce, Giulia Stark (Missy)

Articolo di: Maripier Maranzana Ferrara

Udite Udite!
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Tel. 329.1171776
 
 

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