Il 28 settembre Pandolfini batterà le aste Capolavori da Collezioni Italiane

Dopo la prima vendita di “Auto Classiche” che si svolgerà il 27 settembre nella splendida cornice di Villa La Massa alle porte di Firenze, il 28 settembre, tornata nello storico Palazzo Ramirez Montalvo, Pandolfini batterà le aste “Capolavori da Collezioni Italiane” – divenuta in breve un must del calendario internazionale e “Opere d’Eccezionale Interesse Storico-Artistico”, prima asta di questo tipo in Italia.
La vendita è esclusivamente dedicata a opere d’arte – dipinti, sculture e oggetti d’arredo – vincolate ai sensi della Legge n° 1089 del 1939 e successivo Decreto Urbani o, come è gergo comune tra gli addetti ai lavori, “notificate”, cioè dichiarate da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali di “particolare importanza” nell’ambito del patrimonio culturale italiano.
Allo stato attuale, se da un lato le norme che regolano l’apposizione del vincolo da parte delle Soprintendenze hanno l’indubbio merito di mirare alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico artistico del nostro paese, dall’altro contribuiscono a rendere sempre più difficile selezionare opere significative, con provenienze prestigiose, da proporre con valori realisticamente vicini al mercato.
Seguendo lo spirito innovativo che ne contraddistingue l’attività, Pandolfini ha deciso di presentare questa nuova iniziativa che ritiene possa essere di grande interesse, perché si propone di mostrare al pubblico dei collezionisti italiani, privati e istituzionali – ma anche agli stranieri risiedenti in Italia – la possibilità di entrare in possesso di opere di grande importanza, attribuzione certa, e riconosciute di particolare rilievo per la storia dell’arte italiana, più semplicemente di custodire tra le proprie mura un’opera da Museo. Pietro De Bernardi, A.D. della società spiega come è nata l’idea progettuale.
Abbiamo notato nella nostra lunga storia aziendale, che negli ultimi anni le opere notificate hanno ottenuto sul mercato un sempre crescente apprezzamento data la loro indiscutibile qualità e importanza. Ricordiamo ad esempio che nel 2006 a tre dipinti del Tiepolo fu apposto il vincolo addirittura in fase d’esposizione, ciò nonostante furono venduti per 5,9 milioni di euro contro i 5/7 milioni di una stima che non poteva certo tenere conto del fatto che sarebbero stati notificati. Lo scorso anno in una delle nostre vendite un dipinto notificato di Antonio Puccinelli, con una stima di catalogo di 10/15 mila euro, è stato aggiudicato per 149.400 euro. Per questo ci siamo convinti che la parola notifica non debba intimorire, ma anzi debba rappresentare per il collezionista o per le istituzioni un certificato di garanzia assoluta. Tutti i dipartimenti si sono impegnati nel progetto per offrire le migliori opportunità di scelta fra opere che lo Stato ha dichiarato di eccezionale interesse storico artistico, nella convinzione che anche questa nostra iniziativa sarà un contributo concreto e positivo al mercato dell’arte italiano.
In poco più di cento anni, la legge di tutela risale al 1909 nella sua prima formulazione generale, sono state vincolate opere di grandi maestri spesso documentate oltre che da studi moderni da prove di pagamenti e letteratura antica, e dunque al riparo dalle mutevoli opinioni della critica, provenienti da chiese e conventi o più spesso dalle famiglie aristocratiche che attraverso la loro committenza hanno scritto la storia dell’arte italiana. I Capolavori “Notificati” di Pandolfini sono raccolti in un catalogo che vuole riportare l’interesse verso opere importanti che, pur se vincolate, possono rappresentare un’occasione per coloro che ricercano l’eccellenza e la grande qualità, un’opportunità che i collezionisti dovranno cogliere per accrescere con presenze significative le loro raccolte.
Il catalogo della vendita proporrà, dunque, opere d’indiscusso rilievo e corredate da ineccepibile documentazione, come la VISIONE PROFETICA DI GIOVANNI di Luca Giordano, un olio su tela stimato 80.000/120.000 euro che recentemente è stato esposto nella mostra “Rubens e la nascita del Barocco” a Palazzo Reale a Milano. Per molti “notifica” è sinonimo di “alta epoca” perché presuppongono che più le opere sono antiche più sono rare e preziose, e una di queste opere, un POLITTICO di Taddeo di Bartolo, è nel catalogo di Pandolfini del prossimo 28 settembre con la stima di 150.000/200.000 euro. Sono otto dipinti a tempera su tavola a fondo oro, databili al 1418, raffiguranti San Pietro Martire, Santo Domenicano, Santo Vescovo, San Luca, San Matteo, Santo Vescovo, Santo Stefano e San Tomaso d’Aquino che assieme ad altri pannelli, raffiguranti la Madonna con il Bambino e quattro Santi a figura intera oggi conservati in importanti Musei americani, dovevano far parte del polittico purtroppo smembrato nel XIX secolo della Chiesa di San Domenico a Gubbio.
Per i collezionisti e gli amanti della pittura caravaggesca è un’opportunità unica l‘inserimento in catalogo per 80.000/120.000 euro di ALLEGORIA DELL’ESTATE, un bel dipinto dalle importanti dimensioni di Nicolas Régnier, italianizzato in Nicola Renieri, per la sua lunga e proficua attività tra Roma e Venezia.
Oltre al valore indiscusso dell’artista Piero di Cosimo e quello intrinseco alla splendida tempera su tavola, TRITONI E NEREIDI, CON SATIRI E ITTIOCENTAURO sono un’opera di grande richiamo per la sua provenienza, ossia l’essere appartenuto alla collezione privata della regina della lirica, Maria Callas. Valutata 130.000/160.000 euro questa spumeggiante opera eseguita tra il 1500 e il 1505 è stata esposta nel 2015 alla Galleria degli Uffizi durante la mostra dedicata al maestro fiorentino. Il dipinto assieme al suo pendant, oggi a Washington D.C., costituiva il complesso decorativo eseguito da Piero nella dimora dei Vespucci, una delle più importanti famiglie nobiliari fiorentine.
Inciso da Benedetto Eredi come illustrazione dell’Elogio di Michelangelo Cerquozzi pubblicato nella Serie fiorentina, dove è ricordato in casa Capponi a Firenze, il dipinto può forse identificarsi con il “Ritratto, mano et effigie di Michel Angelo delle Battaglie fattosi mentre dipingeva in Roma” offerto in vendita nel 1673 a Giuseppe Maria Casarenghi, agente del cardinal Leopoldo de’ Medici….” Così si apre la scheda di presentazione di AUTORITRATTO NELLO STUDIO un dipinto di Michelangelo Cerquozzi in catalogo per 15.000/20.000 euro.
Questi sono dolo alcuni esempi per questa prima assoluta a cui Pandolfini darà corso il prossimo 28 settembre nei saloni della sua sede di Palazzo Ramirez Montalvo.
Un mese tra tradizione e innovazione, questo in sintesi potrebbe essere il significato delle vendite che Pandolfini si appresta a battere nel prossimo mese di settembre in concomitanza con la biennale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini.
Dopo la prima grande novità rappresentata dalla vendita di “Auto Classiche” del 27 settembre che avrà come palcoscenico Villa La Massa, un gioiello architettonico di epoca medicea alle porte di Firenze, il 28 settembre, Pandolfini torna nello storico Palazzo Ramirez-Montalvo del centro di Firenze per dar corso a due vendite di grande prestigio.
La prima, che cammina nel solco della tradizione ma che al suo esordio nel 2014 rappresentava una grande novità nel panorama delle aste, è “Capolavori da Collezioni Italiane”, una vendita che ogni anno ha rinverdito il pieno successo della prima edizione; la seconda “Opere di eccezionale valore storico-artistico”, è l’altra novità di rilievo in quanto per la prima volta, e non solo in Italia, pone in vendita esclusivamente opere dichiarate di importante interesse storicoartistico per il nostro Paese.
Le due vendite in programma il prossimo 28 settembre sono l’evento di punta dell’intera programmazione di Pandolfini Casa d’Aste e, visti i successi passati e l’interesse che già si percepisce per questa nuova asta, un appuntamento imperdibile per il mondo collezionistico che proprio in quei giorni graviterà a Firenze.
“Capolavori da Collezioni Italiane” è un appuntamento speciale, giunto al quarto anno, che raccoglie pochi lotti selezionati con estrema cura nel corso dell’anno dai dipartimenti; studiate e documentate queste opere trasformano il catalogo in un vero e proprio volume d’arte, che per molti casi diventa un imprescindibile testo critico di riferimento.
Il Vaso Qing del 2014 è memoria che si rinnova, perché tuttora rappresenta il prezzo più alto pagato per un’opera d’arte in asta in Italia, un exploit difficilmente ripetibile ma che ha avuto grandi eredi nei record di aggiudicazione per artisti come Jacopo Vignali, Medardo Rosso, Lodovico Caselli e Bernardo Cavallino o di opere come il raro Libro d’Ore alla maniera di Tours del 1500-1508, o l’altorilievo di Matteo Cividali ora custoditi in Musei e Collezioni Internazionali, mentre altri ora sono esposti in Musei Italiani.
Una teoria di successi che siamo certi non si interromperà nemmeno quest’anno a fronte di opere come APOLLO E MARSIA, un olio su tela dipinto da Luca Giordano nel 1660 circa, in catalogo con stima a richiesta. Capolavoro giovanile del pittore napoletano, torna sul mercato a quasi quarant’anni dalla sua comparsa in asta a Londra nel 1988.
Ancor oggi è difficile ricostruire le vicende collezionistiche di quest’opera perché troppo generiche sono le testimonianze dei commerci di questo soggetto, tra Parigi e Londra, per quasi un secolo a partire dalla metà del Settecento, ne è stato dato un significato ed un’appartenenza al numero, si suppone d’inventario, che compare in basso a sinistra, un 366 che lo colloca sicuramente in una ricca e complessa collezione, ma purtroppo a noi ignota.
Il dipartimento di Dipinti del XIX secolo ha selezionato due opere di Ruggero Panerai, uno è PIAZZA SAN GALLO A FIRENZE, mentre l’altro è RITORNO DALLE CORSE ALLE CASCINE. Sono entrambi ad olio su tela e rappresentano spaccati di vita fiorentina in uno stile robusto e schietto.
Con la stima di 10.000/15.000 euro verrà battuta la prima edizione in italiano del volume DE ARCHITECTURA LIBRI DECE TRADUCTI DE LATINO IN VULGARE AFFIGURATI di Vitruvio, edita in Como da Gottardo da Ponte nel 1521, oltre ad essere celebre per lo splendido apparato illustrativo è importante anche per la sua provenienza, fu infatti appartenuta all’illustre bibliofilo e filantropo svizzero Sergio Colombi.
Splendida è la scultura in avorio con incastonate pietre colorante che raffigura NAPOLEONE BONAPARTE IN VESTE DI IMPERATORE. Sul mantello decorato da api cui poggia il collare di Gran Maestro della Legion d’Onore (ordine creato da Napoleone nel 1802), mentre nella mano destra tiene lo scettro sormontato dall’aquila simbolo sia dell’Impero
Romano sia di Carlo Magno. Eseguita nel 1805-1810 l’opera è in catalogo con la stima di 40.000/60.000 euro.
Lo stesso dipartimento propone un mosaico raffigurante LA MADDALENA eseguito da Filippo Carlini nel 1777-1778 racchiuso in una eccezionale CORNICE in bronzo dorato che reca lo stemma di Pio VI, eseguita nel 1780 da Paolo Scarpa. Opera di rara bellezza e importanza sarà in catalogo accompagnata dagli scritti del professor Alvar Gonzales Palacios che l’ha ampiamente studiata.
Non si può parlare di questa vendita di “Capolavori” senza ricordare il TRUMEAU proposto dal dipartimento di Arredi la cui stima è di 100.000/150.000 euro. È un’eccelsa e importante, anche nelle dimensioni, opera di Ebanisteria Veneziana di metà Settecento lastronata in noce e radica di noce con cimase, che racchiudono specchi incisi, in legno scolpito e dorato come per altro sono anche le rocailles e gli elementi fitomorfi che decorano i montanti di base e alzata.
Non mancheranno di attirare l’attenzione del collezionismo più esigente le tre maioliche rinascimentali che quest’anno sono incluse nella vendita dei Capolavori. Il primo è un PIATTO di Francesco Xanto Avelli, datato 1537, su cui è immortalata “La morte di Proci” il cui valore è di 70.000/100.000 euro, medesima valutazione 70.000/100.000 euro per la COPPA faentina della prima metà del XVI secolo attribuita a Baldassare Manara che raffigura L’Annunciazione, già Collezione Adda di Londra. In ultimo, ma per altro non meno ricercata, è la COPPA lustrata a Gubbio, datata 1535 e siglata del pittore Lu Ur in cui è rappresentata La morte di Porzia che è posta in vendita per 30.000/50.000 euro.
Forte del suo status di leader in Italia anche quest’anno il dipartimento di Orologi può presentare uno dei cronografi più ambiti e ricercati su mercato internazionale, un Rolex COSMOGRAPH DAYTONA con quadrante “Paul Newman Panda” del 1970, la cui stima è di 150.000/200.000 euro.
Il dipartimento di Numismatica per la sua prima presenza a questa prestigiosa vendita ha selezionato una MONETA in oro di estrema rarità coniata per volere del granduca Ferdinando I de’ Medici nel 1591, i cui esemplari esistenti incluso il presente si contano in numero di tre, di cui uno conservato al Museo Nazionale del Bargello di Firenze e l’altro al Museo Nazionale Romano (ex collezione di Vittorio Emanuele III). La grande rarità di questa moneta, in origine emessa con una tiratura di 1.260 pezzi, è quasi certamente imputabile al fatto che tutti gli esemplari in circolazione vennero ritirati e fusi in nuove coniazioni. L’esemplare qui proposto, denominato DOPPIA DA DUE o SCUDO QUADRUPLO, apparso per la prima volta sul mercato nel 1921 nel catalogo di vendita relativa alla prestigiosa collezione Ruchat, è stimato 40.000/60.000 euro.
Per informazioni: Casa d’Aste Pandolfini
tel. +39 0289010225 – cell. +39 335 6783927 | annaorsi.press@pandolfini.it | anna.orsi@pressart.eu | Pandolfini
Firenze, 26 agosto 2017




