Sabato 10 marzo
Ferrara in Jazz 2017 – 2018
XIX Edizione
06 ottobre 2017 – 30 aprile 2018

Sabato 10 marzo il Lunar Trio del pianista di Detroit Greg Burk – forte della ritmica formata da Marc Abrams al contrabbasso ed Enzo Carpentieri alla batteria – firma il secondo appuntamento di Crossroads & Ferrara in Jazz unendosi, per l’occasione, ad un solista di fama mondiale, il sassofonista californiano David Murray, icona dell’avanguardia afroamericana da oltre tre decenni.
Sabato 10 marzo (inizio ore 21.30), il Lunar Trio del pianista di Detroit Greg Burk – forte della ritmica formata da Marc Abrams al contrabbasso ed Enzo Carpentieri alla batteria – firma il secondo appuntamento di Crossroads & Ferrara in Jazz unendosi, per l’occasione, ad un solista di fama mondiale, il sassofonista californiano David Murray, icona dell’avanguardia afroamericana da oltre tre decenni.
Greg Burk, Marc Abrams ed Enzo Carpentieri sono stati al fianco del sassofonista afrodanese John Tchicai: era il 2008 e la band era il Lunar Quartet. Dopo la scomparsa di Tchicai, un’eco di quella esperienza continua ora a risuonare nel Lunar Trio. E per ribadire il carattere visionario della musica, il suo furore, l’imprevedibilità architettonica, Greg Burk e compagni hanno convocato un altro sassofonista di culto: David Murray.
Classe 1955, nato e cresciuto in California, David Murray nel 1975 si trasferisce a New York, dove nel giro di pochi anni diventa uno dei personaggi simbolo del jazz più creativo. Iniziando da Cecil Taylor e Dewey Redman e continuando con Anthony Braxton, Don Cherry e Lester Bowie, Max Roach ed Elvin Jones, Murray accumula un impressionante numero di collaborazioni.
Nel 1976 crea il World Saxophone Quartet, un gruppo per il quale l’aggettivo mitico è quasi riduttivo e che segna l’inizio dell’inarrestabile ascesa di Murray come leader. Nella sua musica si incrociano le vampate di Albert Ayler e gli ideali coltraniani, mentre l’estetica free entra in contatto con le musiche africane e, più di recente, con altri fermenti etnici.
Greg Burk, originario di Detroit, ha studiato con George Russell, Danilo Pérez e Paul Bley. Dopo aver insegnato al Berklee College of Music di Boston e alla New York University, si è stabilito in Italia, continuando anche qui l’attività didattica (New York University di Firenze) oltre a quella concertistica.
Fautore di un modernismo senza eccessi radicali, Burk ha collaborato con personalità del livello di Kenny Wheeler, Benny Golson, Sam Rivers, Jerry Bergonzi, James Carter, Frank Lacy, Dave Liebman, Curtis Fuller, Steve Swallow, Roberto Gatto.
La cena alla carta anticipa il concerto. È consigliata la prenotazione allo 0532 1716739 dalle ore 12:30 alle ore 19:30.
8 marzo 2018




