Quattro chiacchiere con Isabel Harper a cura di Antonella Quaglia
Isabel Harper è lo pseudonimo utilizzato da due coniugi milanesi, Isabella Salmoirago e Marco Rosso, nelle loro opere di narrativa per ragazzi. Nel 2018 pubblicano per Edicart la tetralogia fantasy Il fuoco segreto di Altea.
Nel primo volume della saga, Gli Arconti Ombra, si introduce il mondo di Altea, con le sue macchine a vapore e le strane creature che lo popolano, e si racconta l’inizio dell’avventura intrapresa dal protagonista Ailan alla ricerca della Fiamma che potrà riportare la forza vitale al suo popolo.
«Negli ultimi anni la letteratura per bambini e ragazzi ha avuto una forte impennata. Le case editrici investono sempre di più in questi generi e con ottimi risultati; i volumi sono estremamente curati, e alle storie si affiancano spesso notevoli illustrazioni. Pensate che questa sezione della narrativa possa essere un punto di partenza per risollevare le sorti dell’editoria italiana, e spingere sempre più giovani (e futuri adulti) verso la lettura?».
Sicuramente la letteratura per ragazzi è un settore che ancora ‘tiene’ all’interno dell’editoria italiana. In questo momento c’è una forte attenzione verso storie che parlino di temi legati alla realtà attuale, alla storia, alle biografie, come testimonia il grande successo di Storie della buonanotte per bambine ribelli.
Nel cuore dei giovani lettori c’è però sempre spazio per una buona storia che li faccia sognare e li trasporti in un mondo fantastico. In ogni caso, chi si appassiona alla lettura in giovane età, a parte qualche periodo di fisiologico allontanamento, con ogni probabilità resterà un lettore per tutta la vita.
«Raccontateci qualcosa del labirintico Bazar delle Meraviglie, del suo proprietario Dedalus, e in generale della cura che avete riservato alle originali invenzioni presenti in questo primo volume della saga, ad esempio l’hypnoscopio e gli strani congegni che studiano la personalità di Ailan al suo ingresso nella bottega ?».
Uno degli aspetti forse più originali di questa saga è la presenza nel mondo di Altea di una sorta di tecnologia magica, opera dei tecnomaghi, abilissimi scienziati dotati della capacità magica di trasformare la materia, che sanno creare oggetti straordinari e bellissimi. Parte di questi oggetti sono confluiti nel tempo all’interno del Bazar delle Meraviglie.
Sono le Invenzioni Dimenticate, che giacciono sugli scaffali polverosi del Bazar delle Meraviglie, in attesa di incontrare la persona cui sono destinati. Tra questi ci sono il gabbiano di rame che attacca Ailan all’inizio della storia, i colibrì spia, che incontreremo nel secondo volume, il Prisma Stellato che racchiude la Fiamma di Altea, la buffa e petulante Dispensatrice di Consigli che fornisce continuamente consigli non richiesti e naturalmente i congegni che esaminano Ailan al suo primo ingresso nel Bazar delle Meraviglie.
Dal punto di vista narrativo, questi ultimi ci hanno anche offerto un espediente per presentare il personaggio, nei suoi pregi e difetti, in modo insolito e divertente. Quello di Ailan alle prese con i congegni del Bazar è uno dei brani che come autori amiamo di più! Tra tutte le invenzioni presenti nella saga, l’hypnoscopio ha un ruolo importantissimo, perché al suo interno sono racchiuse le informazioni per ritrovare la Fiamma di Altea.
Nel maneggiare questo oggetto affascinante e pericoloso, capace di rivelare i desideri e i sogni ma anche di strappare i ricordi, Ailan perde i suoi, compresa la memoria di sua madre, morta quando lui era piccolo. Per buona parte della storia, oltre a lottare per trovare la Fiamma di Altea e sconfiggere Vimperion prima che tutti gli abitanti dell’isola perdano la propria forza vitale, Ailan tenterà quindi disperatamente di recuperare i suoi preziosi ricordi.
«Siete stati ispirati da luoghi realmente esistenti quando avete descritto gli arcipelaghi di Altea, Vjnlan e Keola?».
Altea, Vjnlan e Keola sono luoghi immaginari, ma ispirati ad ambienti reali, credibili e molto ben documentati. Le isole in cui vivono gli Ikan, nell’arcipelago di Vjnlan, sono ispirate agli atolli della Polinesia; Keola alla foresta amazzonica; l’isola di Altea richiama, nella conformazione geografica, l’isola di Capri, ma la città ricorda Londra di fine Ottocento, con un’atmosfera un po’ dickensiana.
«Victor Vimperion è un cattivo davvero ben riuscito. La sua smania di potere e la noncuranza della vita altrui e delle conseguenze delle sue azioni ne fanno un antagonista davvero temibile. Se poi gli si affianca anche il corpo segreto dei Feriflammi, e in particolare il crudele Kayman, si ottiene un esempio di governo ingiusto e menzognero che ha molto di attuale.
Ciò che più colpisce è il suo sfruttamento delle risorse ambientali senza la minima preoccupazione della distruzione del territorio di Altea. E anche in questo caso gli Arconti Ombra rispecchia problemi gravi della nostra realtà, e invita alla riflessione. Quali messaggi avete voluto trasmettere con la vostra saga?».
Uno dei messaggi che ci sta più a cuore è quello che il potere dovrebbe essere vissuto come un servizio, non come un modo per accrescere il proprio personale interesse. Vimperion incarna il simbolo negativo di chi mette sé stesso al centro del mondo, incurante di tutto e di tutti, e perde di vista il bene comune.
Un atteggiamento, questo, che non può non avere conseguenze negative sul benessere delle persone e dell’ambiente. Ci piacerebbe che i giovani lettori, oltre ad appassionarsi alle avventure mozzafiato dei protagonisti, si ritrovassero a riflettere, da soli o con gli adulti, su questi temi importanti, soprattutto sul fatto che avremmo la possibilità di cambiare le cose, se tutti ci impegnassimo davvero per il bene comune.
«Ci descrivete una giornata tipo del duo Salmoirago/Rosso alle prese con la scrittura de Gli Arconti Ombra?».
La scrittura degli Arconti Ombra ci ha impegnati per più di un anno e si è inevitabilmente intrecciata con la nostra vita quotidiana e con le solite mille cose da fare, per cui spesso abbiamo scritto di sera, di notte o durante il fine settimana. Nelle fasi di lavoro più intenso, in cui siamo riusciti a ritagliarci più tempo, il nostro lavoro iniziava con lunghe passeggiate sulla spiaggia, al mattino presto, in cui ci immergevano nella storia, discutendo animatamente di tutti i dettagli della trama, dell’ambiente, dei personaggi, capitolo per capitolo.
Per il resto della giornata lavoravamo individualmente, ciascuno col suo computer sulle ginocchia, magari all’ombra di un pino, o seduti sotto il portico della nostra casetta in campagna. Da soli, ma sempre vicini: pronti a scambiare un parere, risolvere un dubbio, sciogliere un nodo della trama… La sera, dopo cena, era un altro momento di condivisione e di chiacchierate sul libro.
«Avete degli autori o dei romanzi di riferimento a cui vi siete ispirati per creare la tetralogia de Il fuoco segreto di Altea?».
Sicuramente ci hanno ispirato grandi autori come Jules Verne, H.G. Wells e R.L. Stevenson, che hanno nutrito parte del nostro immaginario fin da quando eravamo ragazzi.
«Quali sono i vostri progetti letterari futuri? Scriverete sempre in coppia, o avete in mente anche dei lavori da “solisti”?».
Per il futuro abbiamo moltissimi progetti, alcuni come ‘solisti’ e altri in coppia. Sicuramente ci piacerebbe, insieme, poter dare un seguito a questa saga: il mondo è estremamente ampio e ricco e molte parti sono ancora inesplorate, come l’isola di Leto. Molte avventure potrebbero ancora attendere i nostri protagonisti, cui ci siamo molto affezionati e che abbiamo fatto fatica a ‘lasciar andare’…
Titolo: Il fuoco segreto di Altea. Volume 1: Gli Arconti Ombra
Autore: Isabel Harper
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Edizione cartacea Edicart/Edizione digitale Storybox Creative Lab
Pagine: 320
Codice ISBN: 978-8847457959




