Karl Marx è stato realmente un rivoluzionario? Marx è stato effettivamente ateo? Marx era un comunista? Il marxismo è stato applicato esclusivamente dai paesi comunisti? Sono alcune domande che a distanza di duecento anni dalla nascita del filosofo tedesco, sono ancora attuali, rendendo vivo il suo pensiero, dubbi propositivi che alimentano la riflessione sul pensiero del filosofo tedesco.
Alcuni filosofi dell’ottocento come Proudhon, Mazzini, Bakunin considerati promotori di un pensiero di sinistra, non hanno avuto il successo planetario e attuale di Karl Marx, gli altri sono stati fagocitati e cristallizzati nei fatti politici di quel tempo, mentre Karl Mark aveva uno spiccato spirito critico che ha reso il suo pensiero sempre vivo, attuale, senza confini di spazio e tempo. Mark è stato un grande cultore e studioso della filosofia della dialettica di Hegel, diventando il suo l’allievo ideale.
Per Mark il denaro non è un mezzo per soddisfare i bisogni e produrre i beni, se il denaro aumenta quantitativamente al punto tale da diventare la condizione universale per soddisfare qualsiasi bisogno e produrre qualsiasi bene allora il denaro non è più un mezzo ma un fine per ottenere mezzi e fini, abbiamo il capovolgimento di mezzi in fine e i bisogni degli uomini insieme ai beni da produrre diventano mezzi per produrre denaro. Si ha cosi una eterogenesi dei fini che ci riporta a Giambattista Vico e a Wilhelm Wundt.
I veri studiosi di Karl Marx sono stati i capitalisti liberali americani e i conservatori europei, infatti hanno stabilito che la classe operaia doveva star bene economicamente ricevendo previdenza, assistenza e un giusto salario per evitare rivoluzione e conflitti che potevano rendere instabile l’economia e la politica di un paese, ciò che non è mai avvenuto nei paesi comunisti dove millantano di aver adottato e incarnato il pensiero di Marx mentre i loro operai lavoravano tutto il giorno con turni di lavoro insopportabili senza previdenza e con una paghetta misera; ma scaturisce una domanda: imprenditori e capitalisti come faranno ad arricchirsi se pagheranno bene i loro operai?
Basta andare in Cina, in India e nel terzo mondo per fare del colonialismo, per creare joint ventures e nuove start up, tanto lì gli operai sono solo dei numeri e possono crepare tutti. Marx non era un rivoluzionario, non ha mosso un dito per farla, non credeva nella rivoluzione, attendeva le contraddizioni interne del capitalismo e della loro esplosione.
I capitalisti si sono attrezzati studiando bene Marx per evitare l’implosione del sistema. Secondo Umberto Galimberti, Marx a sua insaputa era un grande cristiano, il passato per Marx è ingiustizia sociale, il presente è la rivoluzione, il futuro giustizia sociale, schema che rievoca la cultura ottimistica cristiana occidentale, dove il passato è il peccato, il presente redenzione, il futuro è salvezza. Per Charles Bukowski: “Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo.
Bene, ora si divora da solo”. In questi giorni sono tante le opere pubblicate per ricordare il pensiero di Marx: Antonio Carioti, “Marx. Vivo o morto? Il profeta del comunismo duecento anni dopo”; La ripubblicazione del Manifesto “Manifesto del Partito Comunista. Con saggi e contributi sull’attualità del Manifesto”di Karl Marx, Friedrich Engels; oltre al film Il giovane Karl Marx (Le jeune Karl Marx) diretto da Raoul Peck.
Articolo di Davide C M.Ortisi




