OMS contro prosciutto e parmigiano, “eccellenze italiane dannose per la salute”. Salvini replica “all’ONU sono matti”, Centinaio rilancia “pazzia pura”
LAV: nessuna follia ma la semplice realtà dei fatti. Da anni sosteniamo il rischio per la salute associato a prodotti come prosciutto e parmigiano e ne sveliamo i costi in termini di crudeltà per gli animali e di danno ambientale
Governo tuteli i cittadini-consumatori, prima delle lobby economiche
“Nessuna follia, cari Ministri, lo diciamo da tempo: non sempre i consumatori sono consapevoli di cosa si nasconde, in termini di rischi per la salute (e di impatto su animali e ambiente, aggiungiamo noi), dietro le cosiddette eccellenze alimentari.
Per fortuna, se pur lentamente, la comunità scientifica internazionale inizia ad aprire gli occhi e a darci ragione” questo il commento della LAV alla concitata reazione dei Ministri Salvini e Centinaio, in merito alla recente proposta dell’OMS, organismo ONU preposto alla sanità mondiale, di apporre etichette speciali, simili a quelle delle sigarette, su alcuni prodotti dannosi per la salute, come parmigiano o prosciutto, per informare i consumatori e frenarne il consumo. adnKronos
“Non è la prima volta che l’OMS fa luce sui rischi connessi al consumo di alcuni alimenti di origine animale largamente diffusi, come accaduto per la carne rossa e gli insaccati nell’ottobre 2015.
L’allarme lanciato in questi giorni, non fa che ribadire quella stessa linea, rafforzando, se pur indirettamente, la nostra posizione in favore di un’alimentazione vegetale che è al contempo sana per l’uomo, etica per gli animali e sostenibile per il Pianeta – continua la LAV e rilancia – condividiamo la posizione dell’OMS su prodotti di origine animale come parmigiano e prosciutto, giudicati ad alto rischio per patologie cardiovascolari e tumori, ma andiamo oltre: non si tratta solo di un problema alimentare, ma anche sanitario, e etico“.
Un tema che l’Associazione rilancia costantemente, diffondendo immagini shock su quello che avviene negli allevamenti definiti “di eccellenza”, come ad esempio in una recente investigazione sul Prosciutto di Parma o in quella, internazionale, sulle mutilazioni cui sono sottoposti i suini in moltissimi allevamenti italiani e europei. Un sistema che LAV denuncia da molti anni, mostrando la realtà di ciò che accade negli allevamenti, come anche nell’industria del latte e dei prodotti derivati, con la terribile sorte che tocca alle “mucche a terra” e ai loro vitellini.
“Ebbene – conclude la LAV – lanciare un allarme contro queste produzioni non è follia, come vorrebbero farci credere alcuni esponenti del nostro Governo, probabilmente più preoccupati di difendere le potenti lobby economiche dei produttori che la salute dei cittadini.
È la realtà dei fatti a spingere verso un cambio di rotta nelle abitudini alimentari: a parlare sono le immagini, le evidenze scientifiche, i dati epidemiologici, e anche il lento e costante emergere di una sensibilità generale verso scelte alimentari più rispettose di salute e Pianeta, animali inclusi, dimostrato dall’aumento vertiginoso di proposte alternative agli alimenti di origine animale, nei supermercati, nei ristoranti, nelle mense.
Anche questa è una voce del mercato, che parla di migliaia di produttori e consumatori, cittadini come gli altri, che avrebbero il medesimo diritto delle grandi lobby, ad essere tutelati”.
19 luglio 2018




