Nove persone oltre a una società, rinviate a giudizio per vari reati tra cui associazione a delinquere finalizzata al traffico cuccioli, aggravato dalla morte di alcuni degli animali ed evasione fiscale. LAV si è costituita parte civile
Si è aperto oggi presso il Tribunale di Napoli nord uno dei più importanti processi per traffico cuccioli dopo l’entrata in vigore della Legge 201/2010, fortemente voluta e ottenuta da LAV, che ha introdotto il reato di traffico illecito di animali da compagnia.
Nove persone dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al traffico cuccioli, aggravato dalla morte di alcuni degli animali, falso, truffa ed evasione fiscale. Tra questi un commerciante campano già condannato a 5 mesi di reclusione e al pagamento di 3.500 euro, per l’introduzione di 272 cuccioli dall’Ungheria (anche in questo caso LAV era parte civile), condanna confermata dalla Corte di Appello di Trieste lo scorso giugno.
Il giro d’affari è impressionante: dal 2012 al 2016 l’attività criminosa avrebbe prodotto agli imputati un fatturato illecito di oltre 19.000.000 euro, con una conseguente evasione di imposte per un importo pari a oltre 8.300.000.
“La tratta dei cuccioli suscita sempre di più gli appetiti di gruppi criminali organizzati, tanto da diventare argomento di studio ed analisi dei Vertici Nazionali Antimafia e delle relazioni della DIA, della DNA e della Commissione Parlamentare antimafia. – afferma Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia LAV – L’azione di contrasto deve orientarsi verso l’adozione di metodologie investigative tipiche di quelle usate per contrastare la criminalità organizzata e i reati economici e finanziari, perché si tratta di uno dei business zoomafiosi più redditizi che coinvolge migliaia di animali ogni anno e che vede attive anche vere e proprie organizzazioni transazionali”.
“Si tratta di uno dei più importanti processi per traffico cuccioli, sia per il numero di persone coinvolte, sia per i reati contestati, una contestazione che mette in luce come in questi ultimi anni il traffico dei cuccioli abbia assunto una struttura sempre più organizzata e ramificata”. – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile Area Animali Familiari LAV – e aggiunge – “Ci auguriamo che questo caso sia di ulteriore stimolo per l’opinione pubblica per riflettere sull’importanza dell’adozione in luogo dell’acquisto. Nel combattere il fenomeno del traffico dei cuccioli è importante agire in prima persona scegliendo di non mercificare la vita e interrompendo quindi la spirale di illegalità che può celarsi dietro le vendite”.
La LAV ringrazia l’Avvocato Argia Di Donato del Foro di Napoli per l’assistenza legale fornita.
23 ottobre 2018




