LAV chiede ai ministri Di Maio, Tria e Grillo di seguire il positivo esempio, anzi di fare meglio abbassandola al 4%
LAV: alleggerire la pressione sulle famiglie italiane che vivono con un animale, sui Comuni e le Associazioni… si può fare! Lo chiediamo con la nostra campagna #IPIUTASSATI a la petizione sul sito lav.it
Con la legge di bilancio il Consiglio dei Ministri di Madrid ha annunciato una riduzione dell’aliquota Iva sulle prestazioni veterinarie dal 21% al 10%.
Per il Ministro delle Finanze María Jesús Montero: “la riduzione genererà risparmi fiscali per 53 milioni di euro“, che Madrid conta di recuperare dalle entrate dalla lotta all’evasione fiscale e da altre forme di tassazione come la tassazione ambientale, in linea con le raccomandazioni dell’Europa, che consentirà entrate per 670 milioni.
Si tratta di un positivo esempio per garantire l’accesso alle cure veterinarie e il diritto alla salute agli animali, gravati anche in Italia da un’aliquota IVA che li equipara a beni di lusso.
LAV, che nel marzo scorso ha lanciato la campagna #IPIUTASSATI con la quale chiede a Governo e Parlamento una riduzione dell’aliquota IVA su prestazioni veterinarie e cibo per animali non detenuti a scopo di lucro, lancia un appello ai ministri Di Maio, Tria e Grillo di seguire il positivo esempio abbassando l’IVA al 4% nel Documento di Economia e Finanza che si appresta a essere approvato.
A causa del periodo di crisi il potere di acquisto degli italiani è diminuito e anche accudire un animale è un impegno economico che incide sul bilancio familiare. Anche le prestazioni veterinarie comportano delle spese.
Inoltre, l’elevato prezzo delle prestazioni veterinarie e come quello dei farmaci costituisce un problema anche per i Comuni, il Servizio Veterinario pubblico, le Associazioni animaliste, i volontari e conseguentemente per gli animali ricoverati nei rifugi, per le colonie feline e per i gatti liberi e ha come effetto un peggioramento complessivo della tutela animale, che come riconosciuto dal Trattato di Lisbona, dal Codice deontologico dei medici veterinari e da consolidata giurisprudenza è un essere senziente.
Occorre, inoltre, sottolineare come le cure veterinarie debbano considerarsi prestazioni di pubblica utilità basti pensare all’importanza della prevenzione e della cura di patologie come la leishmaniosi, un’antropo-zoonosi, cioè una malattia trasmissibile, in alcune particolari condizioni, anche all’uomo.
Ridurre l’IVA sulle prestazioni veterinarie avrebbe effetti positivi sulla qualità della vita, il diritto alla cura del paziente animale e sulla promozione delle adozioni.
Puoi contribuire a questa importante battaglia di civiltà sostenendo la campagna LAV #IPIUTASSATI e firmando la petizione sul sito
17 ottobre 2018




