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Parigi e il Made in Italy: mostre su Gio Ponti e Olivari

Olivari Maniglie Porte

Parigi è in pieno fermento:ottobre è un mese caratterizzato da importanti eventi nel mondo del design. La capitale francese offrirà la possibilità di conoscere meglio due importanti esponenti del “made in Italy”: l’Architetto Gio Ponti e l’azienda Olivari.

La lunga carriera del maestro dell’architettura italiana Gio Ponti sarà messa in mostra in una retrospettiva di grande respiro: “Tutto Ponti, Gio Ponti archi.designer“, organizzata dal Musée des Arts Décoratifs, a cura di Olivier Gabet, Dominique Forest, Sophie Boulhet-Dumas e Salvatore Licitra, in collaborazione con “Gio Ponti Archives“, dal 19 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019.

La mostra ripercorre la lunga carriera del maestro, dal 1921 al 1978, mettendo in luce tutti gli aspetti del suo lavoro e la sua complessa figura di architetto, di designer e di creatore eclettico, attraverso più di 500 pezzi, tra cui tre maniglie per Olivari.

Nello stesso periodo lo Showroom di Ballauff (21 Place des Voges, Parigi), realtà storica situata nel cuore di Parigi e distributore in Francia di Olivari, ospiterà la mostra “Olivari, 100 anni di Maniglie”.

Una prima parte della mostra metterà in rilievo le Maniglie realizzate dagli anni ’30 agli anni ’70, nate dalla collaborazione con gli architetti per l’esigenza di un completamento coerente dei loro edifici.

Verranno esposte le Maniglie: Marcello Piacentini, Angelo Mangiarotti, Ignazio Gardella, Studio BBPR, Marcello Nizzoli, Sergio Asti, Franco Albni e Franca Helg, Lugi Caccia Dominoni, Vico Magistretti e Magnaghi e Terzaghi, Joe Colombo. Saranno anche presenti le tre maniglie disegnate da Gio Ponti per Olivari: Lama, Cono e Anello, del 1956, di cui verranno esposti i prototipi originali.

Nella seconda parte si racconteranno le maniglie realizzate fino ai giornoi nostri, ideate dai più importanti architetti e designer internazionali, tra cui: Rem Koolhaas, Zaha Hadid, Ben Van Berkel, Jean Nouvel, Dominique Perrault, Toyo Ito, Steven Holl, Daniel Libeskind, Piero Lissoni, Rodolfo Dordoni, Patricia Urquiola, Vincent Van Duysen, che hanno voluto esprimere il loro tratto personale in una piccola “architettura presa per mano” quale è la Maniglia.

Una mostra che permette di comprendere il rapporto sociale tra Olivari e il mondo del progetto e che mette in luce il rapporto e il legame straordinario tra l’azienda e alcuni designer internazionali e le magnifiche realizzazioni nate da questi incontri speciali.

Olivari 100 anni di storia

Nei suoi cento ani di storia Olivari ha sempre ricercato il massimo della qualità affidandosi alla creatività dei migliori designer ed architetti. Di generazione in generazione la famiglia Olivari ha tramandato fino ad oggi l’attenzione per i dettagli, la ricerca dell’innovazione e soprattutto la passione per il lavoro.

Gli inizi – Battista Olivari fondò l’azienda nel 1911 a Borgomanero, in provincia di Novara, dove ancora oggi si trovano gli stabilimenti ed avviene l’intera produzione di Maniglie. Nel 1926 gli succedette la moglie Antonietta Ramelli, a quell’epoca una delle poche donne a capo di un’azienda, e già negli anni Trenta iniziarono le prime collaborazioni con i più importanti architetti italiani dell’epoca: Marcello Piacentini e Gio Ponti.

Dopo la Guerra – Dopo la seconda Guerra mondiale la ditta, passata nelle mani dei fratelli Ernesto, Ambrogio e Luigi, contribuisce alla ricostruzione lavorando a fianco non solo di Gio Ponti, che disegna un classico come la Maniglia Lama, ma anche con architetti della statura di Franco Albini, Ignazio Gardella, Angelo Mangiarotti, Luigi Caccia Dominoni e i BBPR. Questi progettisti disegnano maniglie di grande bellezza appositamente per i loro edifici, che poi rimangono nel catalogo Olivari. Alcune di queste sono tutt’oggi in produzione, testimonianza di una qualità estetica senza tempo.

Gli anni Sessanta – A partire dagli anni sessanta la Olivari, alla ricerca di soluzioni progettuali sempre nuove, decide di coinvolgere i maggiori esponenti del design italiano, come Sergio Asti, Marcello Nizzoli e Joe Colombo. Nello stesso tempo non smette di seguire l’evoluzione della tecnologia: è così che nel 1959 introduce sul mercato Bica, la prima maniglia in alluminio anodizzato, e nel 1970 Boma, la prima maniglia in resina colorata: entrambe diventano rapidamente due iconici best-seller.

Gli anni Ottanta – Negli anni Ottanta l’azienda passa progressivamente alla terza generazione della famiglia Olivari, che inizia a fare esperienza e ad apportare il proprio fresco entusiasmo. Vengono chiamati nuovi progettisti: Giorgetto Giugiaro, Ferdinand A. Porsche, Rodolfo Bonetto e Giotto Stoppino, che vince il Compasso d’Oro con la moglie Alessia.

Gli anni Novanta – Il decennio successivo è segnato dalla proficua collaborazione con Alessandro Mendini, che in qualità di art director ripensa l’immagine dell’azienda e la porta a scoprire le proprie radici, con il libro: “L’Architettura presa per mano. La Maniglia moderna e la produzione Olivari”: Arrivano così le maniglie di Paolo Portoghesi, Oscar Tusquets, Andrea Branzi, Massimo Iosa Ghini e Vico Magistretti.

Gli anni Duemila – Con gli anni Duemila si assiste al rinnovamento dei processi produttivi, altamente automatizzati e compatibili con l’ambiente, e all’introduzione delle finiture Biocromo e Superfinish. Rodolfo Dordoni, James Irvine, Piero Lissoni, Patricia Urquiola sono alcuni dei designer coinvolti, ai quali si aggiungono grandi protagonisti dell’architettura contemporanea: Shigheru Ban, Steven Holl, Toyo Ito, Daniel Libeskind e Dominique Perrault.

Gli anni Duemiladieci – All’inizio degli anni Duemiladieci, si festeggia il centenario dell’azienda e viene realizzato il libro: “Macchina semplice. 100 anni di maniglie Olivari”, presentato in Biennale Architettura a Venezia e in Triennale a Milano. Grandi progettisti contemporanei, quali Piero Lissoni, Rodolfo Dordoni, Patricia Urquiola, Jean Nouvel, esprimendosi con linguaggi diversificati, creano maniglie minimali, ergonomiche, scultoree, ironiche. E poi ancora UNStudio, Zaha Hadid, Rem Koolhass, Marcel Wanders e Vincent Van Duysen.

Quali meraviglie ci riserverà Olivari in futuro ?

Olivari B. Sp.A.
Via Matteotti, 140 – 28021 Borgomanero (NO)
Tel. 0322 835080 | www.olivari.it | Fb Olivari

Lo Showroom Ballauff è visitabile previo appuntamento dal 19 ottobre fino al 10 febbraio

Balauff s.a.s. – Place des Voges, 21 – 75003 Paris – France
Tel. 0033 . 1. 44545366
olivari@ballauff.fr

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