Nuova Milano Social Club luoghi di aggregazione spontanea
Fotografie di Fabrizio Annibali. A cura di Raffaele Vertaldi
Il 1 dicembre 2018 nell’ambito del programma triennale Lacittàintorno di Fondazione Cariplo, presso la Cascina Nosedo si avrà l’opportunità di visitare la mostra Nuova Milano Social Club accompagnati dal fotografo Fabrizio Annibali e dal curatore Raffaele Vertaldi, che oltre ad illustrare le fotografie spiegheranno come è nato questo progetto e come sta evolvendo.
La mostra si basa su una ricerca fotografica di Fabrizio Annibali cominciata nel 2012, e tuttora in corso, sui luoghi di aggregazione spontanea nel capoluogo lombardo, volta a raccontare la voglia sempre crescente di cittadinanza attiva e la necessità di condivisione, non virtuale.

Una condivisione di tempo libero e svago, ma anche di saperi ed esperienze, da parte di cittadini di ogni fascia sociale ed età.
Il progetto è partito dalla ricerca delle location in cui girare queste immagini, quindi da un’esplorazione sistematica di Milano che è tuttora in continua evoluzione.
Orti condivisi, cortili di case popolari, piazze e strade in periferia, bar fuori dalla “Movida” e luoghi trascurati dalla politica ufficiale in generale sono il tipo di luoghi in cui le persone creano opportunità per costruire relazioni.
Ma il bisogno di aggregazione non ha confini territoriali, manifestandosi anche nelle recenti opere architettoniche realizzate nel centro di Milano.
Questa ricerca apparentemente infinita mette in evidenza la necessità di guardare gli spazi della città con occhi nuovi, di possederli e proporli come alternative ai tradizionali luoghi di raccolta del tempo libero di oggi.

Non a caso il tutto s’inserisce nel programma di rigenerazione urbana Lacittàintorno di Fondazione Cariplo, nato per trasformare le periferie, a partire da Milano, in luoghi di aggregazione sociale anche attraverso interventi culturali e creativi.
Per Lacittàintorno è vitale favorire il protagonismo e la partecipazione dei cittadini promuovendo e producendo attività culturali e artistiche nei quartieri e integrando questi ultimi nelle “nuove geografie” cittadine.




