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Pinocchio Elettronico, il film restaurato con performance live dei Miclono – Allo Spazio Oberdan di Milano il 10 novembre 2018 alle 21:00

Performance elettronica live del gruppo di Alicante Miclono sul film restaurato “Pinocchio” di Antamoro (1911)
Sabato 10 novembre ore 21 * Cinema Spazio Oberdan

Sabato 10 novembre alle ore 21 al Cinema Spazio Oberdan Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Barcellona, presenta la performance “Pinocchio elettronico”, uno spettacolo che fonde la proiezione del celebre film muto del 1911 “Pinocchio” diretto da Giulio Antamoro nel 1911 con la colonna sonora di musica elettronica sperimentale creata ed eseguita dal vivo da Miclono, un gruppo di Alicante formato da tre musicisti.

L’insuperabile eroe del Collodi, che ha deliziato l’infanzia della nostra generazione e delizierà le future, rivivrà sul grande schermo nella nuova veste del restauro digitale del laboratorio MicLab di Fondazione Cineteca Italiana. La proiezione del film rimasterizzato diventa dunque uno spettacolo di grande impatto visivo e sensoriale.

Prima della performance, Cerimonia di Premiazione delle 3 sezioni di Concorso del Festival Piccolo Grande Cinema 2018 e conferimento del Premio Ubi Banca al vincitore del Concorso di cortometraggi di produzione nazionale “Di che cosa hai paura?”. Oltre 100 giovani creativi da tutta Italia hanno raccolto la nostra sfida e si sono cimentati sul tema del festival: la paura.

Pinocchio_elettronico_restaurato“La vicinanza di UBI Banca al Festival Piccolo Grande Cinema, momento di condivisione e promozione culturale indirizzato alle nuove generazioni, è conseguenza della nostra attenzione alle diverse realtà artistiche e sociali che animano i territori nei quali operiamo” afferma Riccardo Tramezzani, Responsabile della Macro Area Territoriale Milano Emilia Romagna di UBI Banca”.

“Mi auguro che questo Festival ottenga tutto il successo che merita e possa avvicinare il più ampio pubblico possibile; sarà sicuramente una occasione utile a far emergere la creatività ed energia positiva proprie di tanti giovani artisti”.

A seguire, sangria per tutti i partecipanti.

Pinocchio (1911) Sulla realizzazione del Pinocchio (1911) della Cines, per la regia di Gant (Giulio Antamoro), non abbiamo molte notizie. Certo è che la Cines era già dal 1908 una delle principali case di produzione in Italia, e poteva vantare sedi in diverse capitali europee.

In quegli anni la cinematografia era in forte crescita e le produzioni iniziavano a interessarsi ai soggetti letterari e teatrali da portare sullo schermo. Il pubblico iniziava ad avere bisogno di storie più complesse e di narrazioni più efficaci del semplice cortometraggio.

Non c’è da stupirsi dunque che Antamoro decise di portare sullo schermo il “capolavoro scritto per caso” di Carlo Lorenzini (alias Carlo Collodi): il romanzo emblema della letteratura infantile con protagonista il burattino ribelle si adattava perfettamente alle spettacolari necessità della cinematografia.

Il film è, infatti, un adattamento e non una trasposizione cinematografica. In esso non troveremo la riproposizione della storia di Pinocchio così come nel romanzo ma una serie di trovate, fantasticherie, inseguimenti tipici della commedia cinematografica.

PinocchioAttore principale non poteva essere che il già noto Tontolini, quel Ferdinand Guillaume arrivato dal circo. Ad accompagnarlo, nella parte di Lucignolo, il fratello Natale Guillaume e la cognata, Lea Giunchi (già conosciuta come Lea), nel ruolo della Fata Turchina. Realizzato nel giro di pochi mesi, il film uscì nel novembre del 1911 con grande successo in tutta Italia e distribuito anche all’estero, in versione ridotta in Gran Bretagna e in serie in Francia.

La rivista La Vita Cinematografica descrisse il film come “un lavoro notevole e geniale in questo Pinocchio, per il sentimento di fine caricatura raccolto nel breve giro dei quadri e delle scene. Tontolini ha incarnato la parte del protagonista percorrendo diritto il suo cammino, senza un momento di incertezza, ed è tutto quello che si può desiderare di meglio, trattandosi di un artista giovane e pieno di buona volontà.

Per virtù di queste sue doti la Cines ha saputo fermare tutte le immagini e tutte le sensazioni che il pensiero suggerisce all’intuito comico del personaggio, al bisogno franco e spiritoso di Tontolini”.

Pinocchio è importante, oltre che per le sue indubbie qualità estetiche e artistiche, per essere la prima produzione cinematografica italiana a dotarsi di una complessa macchina promozionale fatta di concorsi per la realizzazione di illustrazioni e affissi, calendari dedicati, statuine e oggetti legati al film. Il film si caratterizza per le colorazioni realizzate per imbibizione che presentano tonalità particolarmente intense nelle scene notturne e nelle scene di interno.

Marcello Seregni
Archivista Fondazione Cineteca Italiana

Sul restauro

Fondazione Cineteca Italiana ha editato in dvd l’edizione in 2k di Pinocchio realizzata a partire da una copia restaurata in pellicola 35 mm nel 1994, integrata con una copia positiva nitrato e con una controtipo negativo d’epoca nitrato, entrambi depositati presso l’Archivio di Fondazione Cineteca Italiana.

In particolare, l’esame degli elementi in nitrato ha consentito di rinvenire imbibizioni più vivaci e inquadrature inedite rispetto al restauro precedente su una durata di circa 20′.

Le tre copie di riferimento sono state quindi digitalizzate in 2k e utilizzate per comporre una nuova versione alternativa del film. Tutte le lavorazioni sono state effettuate presso il laboratorio MicLab di Fondazione Cineteca Italiana nel 2018.

Modalità di accesso
Ingresso intero € 5 / Gratuito con Cinetessera o per ragazzi dai 16 ai 19 anni

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