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Riqualificazione e Rigenerazione urbana – Il 30 novembre 2018 a Gubbio la premiazione della X edizione del Premio Gubbio

“Città e territorio. Il patrimonio in progetto” – Premio Gubbio X edizione
Venerdì 30 novembre a Gubbio la Cerimonia di premiazione
Gubbio – Palazzo comunale ore 14:30

Promosso da ANCSA – Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici e dal Comune di Gubbio il Premio Gubbio, viene assegnato ogni tre anni per premiare gli esempi positivi di riqualificazione, rigenerazione, riuso fisico, economico e sociale dei centri storici e dei contesti urbani e paesistici. Tre le sezioni in cui è suddiviso: Italia, Europa e Universitaria.

In concorso per l’edizione 2018 venti esperienze per la sezione Italia: da Trieste a Viterbo, da Milano a Roma, da Torino ad Acerra tutte declinano con modalità e sensibilità diverse il tema della rigenerazione urbana.

Trenta gli interventi in gara per la sezione Europa a coprire per intero il panorama geografico, con l’affacciarsi per la prima volta di Paesi quali l’Islanda e la Turchia.
Quaranta i lavori universitari proposti da diversi atenei: da Firenze a Palermo, da Venezia a Sassari, da Roma a Torino, in un ventaglio esteso di esperienze e di sedi didattiche.

La giuria composta da esperti ANCSA è integrata per ciascuna Sezione da architetti e urbanisti: Marco Navarra e Leopoldo Freyrie per quella nazionale; Sara Dobrecic, Jukka Jokiletho e José Seguí per quella europea.

“Gubbio e ANCSA sono due realtà legate a filo doppio – afferma Filippo Mario Stirati, Presidente di ANCSA e sindaco di Gubbio ¬- poiché storicamente unite dalla nascita e perché la città ha scritto un pezzo di storia importante nella conservazione e valorizzazione del Centro Storico, con la Carta di Gubbio del 1960 e quella di trenta anni dopo. Ancora oggi esse sono riferimento culturale imprescindibile per affrontare un’appropriata riflessione sulla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio urbano e territoriale, nel quale vengano ricompresi centro storico, città, paesaggio, tra luoghi antichi e contemporanei, alla luce delle complesse trasformazioni socio-economiche. Il Premio Gubbio rappresenta tale connubio, e mi onoro di ospitarlo nella duplice veste di sindaco e di presidente ANCSA, come uno dei più prestigiosi e significativi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale, legato ai temi della riqualificazione e della rigenerazione ambientale, nonché del recupero del patrimonio edilizio storico”.

Alla cerimonia di consegna del Premio Gubbio 2018, realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, partecipano i membri del Consiglio Direttivo ANCSA, oltre ad alcuni esperti che hanno avuto funzione attiva nella segnalazione degli interventi partecipanti al concorso: fra essi Marco Brizzi, critico dell’architettura e docente universitario, e Antonio De Rossi, ordinario di progettazione architettonica e urbana al Politecnico di Torino.

Nella stessa giornata alle ore 18,00 si terrà il convegno sul tema “Città e territorio: il patrimonio in progetto” che vede tra la relazione introduttiva del prof. Franco Mancuso, e le riflessioni dei rappresentanti delle Amministrazioni Locali componenti il Direttivo ANCSA.

Al termine verrà inaugurata la mostra dei progetti vincitori, menzionati e segnalati nelle diverse Sezioni in cui il Premio Gubbio si articola.

Il Premio Gubbio in breve: Istituito a livello nazionale nel 1990 e a livello europeo nel 1993 ha sempre segnalato esperienze di grande significato urbanistico, architettonico e culturale. E’ rivolto a progettisti, enti pubblici promotori ed operatori privati per suscitare un concreto avanzamento nelle modalità di intervento sulla città e il territorio storico. Recentemente è stata aggiunta la Sezione Universitaria per promuovere studi, ricerche, progetti, tesi di laurea per salvaguardia, recupero e valorizzazione delle città e dei territori di interesse storico, attraverso strategie di riuso e riqualificazione dei manufatti e dell’ambiente. Dal 2009 è stata creata la nuova sezione America Latina, in virtù di specifici accordi con il CICOP – Centro Internazionale per la Conservazione del Patrimonio Architettonico Argentina e con le municipalità de L’Avana e Buenos Aires.

ANCSA – Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici – L’Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici è stata costituita nel 1960-61 allo scopo di promuovere iniziative culturali e operative a sostegno dell’azione delle amministrazioni pubbliche per la salvaguardia e la riqualificazione delle strutture insediative esistenti. Sono soci dell’ANCSA – Regioni, Province e Comuni Italiani, strutture universitarie, enti pubblici e privati, studiosi e cultori.

L’ ANCSA per la sua natura di ente strettamente connesso al territorio opera anche a livello locale, principalmente attraverso le sue sezioni regionali, impegnate nel concretizzare le finalità dell’associazione

Gli scopi che l’ANCSA si propone di perseguire sono: promuovere studi e ricerche, da condursi sul piano storico, estetico, urbanistico, tecnico, economico, finanziario e legislativo, per la salvaguardia, il recupero e la valorizzazione culturale delle città e dei territori di interesse storico, artistico e ambientale; promuovere, inoltre, studi e ricerche sulla riqualificazione urbana, ambientale e territoriale, sulla riutilizzazione e gestione del patrimonio edilizio e storico, sulla conservazione e riqualificazione del paesaggio e del territorio storico;
raccogliere e coordinare le risultanze degli studi e delle ricerche a tal fine compiuti dai Comuni, da altri Enti interessati, da docenti universitari e studiosi ed esperti nelle discipline architettoniche ed urbanistiche; promuovere attorno a sé ed alle proprie iniziative – mediante l’organizzazione di convegni e d’incontri sul piano internazionale, nazionale e su quello regionale e locale, la pubblicazione di atti e memorie, la diffusione di informazioni e notizie e l’uso di ogni opportuno mezzo di propaganda – la riunione di tutti gli Enti o persone aventi interesse a tale opera di valorizzazione culturale e salvaguardia; promuovere, particolarmente ad opera dei Comuni, interventi di recupero e valorizzazione culturale, anche a carattere sperimentale, in ambienti storici e cooperare alla loro attuazione prestando agli Enti o privati interessati, opera di consulenza critica e di assistenza tecnica; attuare direttamente tali interventi sui beni a carattere storico ed artistico acquisiti al proprio patrimonio; promuovere tutti quei provvedimenti legislativi ed amministrativi che risulteranno utili per l’attuazione di detti interventi a carattere anche sperimentale e successivamente, sulla base delle esperienze così acquisite, provvedimenti a carattere generale di valorizzazione culturale e di salvaguardia; promuovere la formazione di una rete europea di città e territori aventi eguale interesse storico, artistico e ambientale al fine di confrontare, coordinare e promuovere politiche di salvaguardia, recupero e valorizzazione culturale ; organizzare e gestire con cadenza triennale il “Premio Gubbio” al fine di dare adeguati riconoscimenti a piani, progetti, studi e ricerche e interventi, redatti ed attuati nell’ambito nazionale ed europeo; promuovere e svolgere ogni altra attività ritenuta attinente ai fini sociali.

Il Premio Gubbio – una breve storia
L’ultima edizione del Premio Gubbio (2015) ha mostrato come Italia, Europa e America Latina si trovino immerse nella medesima tematica e impegnate nello sforzo comune per ridisegnare le forme di una città bella, viva e inclusiva; attributi che occorre cercare di scoprire e di ricondurre all’interno dei tanti contesti urbani che connotano terre e continenti lontani, ma culturalmente e strutturalmente affini.

Sezione Italia
La prima edizione del Premio ha visto emergere il Programma Straordinario di Edilizia Residenziale, realizzato nel Comune di Napoli dopo il terremoto del 1980, centrato sul recupero dei centri storici minori disposti a corona lungo l’arco della congestionata e degradata periferia sorta nei quarant’anni precedenti.
Nel 1993 è stato assegnato al Comune di Pisa per segnalare l’esperienza innovativa condotta dall’Ufficio Progetti diretto dall’arch. Massimo Carmassi e la sua metodologia d’intervento fondata su uno stretto rapporto fra conoscenza dei luoghi e progetto per il loro recupero.
Nel 1996 venne assegnato all’intervento di recupero de “Le case di Stefano” a Ghibellina su progetto di R. Collovà, M. Aprile, T. La Rocca.
Nel 2000 due sono stati i progetti vincitori: la riqualificazione del piazzale della Pace a Parma, ad opera dell’architetto Mario Botta, della quale la Giuria ha inteso sottolineare l’accurato disegno di progetto capace di determinare un’atmosfera di rimembranze degli eventi antichi e recenti della storia della città e il progetto per la realizzazione della nuova sede dell’Amministrazione Provinciale a Pordenone.
Nel 2003 l’attenzione è stata nuovamente posta su un intervento di valorizzazione dello spazio pubblico, con l’assegnazione del Premio alla riqualificazione della Piazza Grande di Palmanova. L’intervento progettato dall’architetto Franco Mancuso era teso ad assicurare leggibilità alla piazza e al sistema delle radiali che in essa confluiscono, attraverso interventi che ne hanno fatto un luogo di incontro e di relazione sociale.
Nel 2006 si è voluta sottolineare la rilevanza dell’esperienza del centro storico di Siracusa dove una serie di micro-interventi tendeva a valorizzare la rete diffusa degli spazi urbani, come la “nuova corte interna all’isolato ai Bottari” e “il giardino di Artemide” nell’isola di Ortigia. Un ex-aequo venne conferito al Parco lineare tra Caltagirone e Piazza Armerina e al Giardino Arena in San Michele di Ganzaria.
Nel 2000 è stato premiato lo Spazio Vedova alle Zattere, su progetto dall’arch. Renzo Piano per l’uso sobrio dell’innovazione che ha messo a frutto l’esperienza dell’autore sull’architettura museale ed espositiva, e che propone un inedito rapporto fra il visitatore e l’opera d’arte.
Nel 2012 sono stati premiati tre interventi fra di loro diversi ma complementari e capaci di evidenziare le diverse visuali attraverso cui il processo di riqualificazione può essere inquadrato. La Biblioteca Hertziana di Roma, progettata da Juan Navarro Baldeweg, per la qualità progettuale dell’intervento di recupero della sua sede storica; il complesso delle Murate a Firenze per il riuso, a sottolineare il significato di un processo di gestione difficile e articolato che ha portato a rassegnare funzioni vitali all’antica struttura carceraria, reintegrandola in questo modo all’interno del proprio contesto urbanistico; e il recupero della borgata di Paraloup, sulle montagne piemontesi, a opera della Fondazione “Nuto Revelli” di Cuneo teso ad evidenziare il rapporto stretto stabilitosi fra il recupero della memoria, della fisicità del luogo e del suo importante contesto paesaggistico.
L’edizione 2015 del Premio Gubbio – nelle sue molteplici sezioni – ha fatto emergere con forza due temi di fondo per assicurare qualità alle trasformazioni urbane: la dimensione strategica delle scelte progettuali – assieme alla loro significativa qualità formale – e la capacità dei processi evolutivi a cui esse danno luogo.
Nel 2015 è stato premiato il programma di interventi diffusi messo in atto dal Comune di Bologna.

Sezione Europa
Diverso e articolato è stato il percorso compiuto attraverso il Premio Gubbio – Sezione Europea.
Nel 1993 viene assegnato alla riqualificazione del quartiere del Chado a Lisbona, su progetto dell’architetto Alvaro Siza Vieira, dopo il disastroso incendio che nel 1988 aveva provocato la distruzione di quattro suoi isolati.
Nel al piano per il centro storico della città di Toledo, al quale l’ANCSA ha conferito il Premio per sottolineare l’approccio messo in atto da Joan Busquets teso a valorizzare il sistema insediativi storico, con un’attenzione particolarmente accentuata verso la qualità dello spazio pubblico.
Nel 2000 all’IBA Emscher Park per la riqualificazione attuata negli anni ’90, mediante la riconversione produttiva, culturale e ambientale di una vasta area connotata dalla presenza di insediamenti minerari, acciaierie e industrie pesanti in una delle regioni più industrializzate della Germania. Il ridisegno del paesaggio a cui l’intervento ha dato vita rappresenta un esempio di innovazione di un distretto industriale capace di valorizzare i segni della storia.
Nel 2003 alla riqualificazione dell’Ile Feydeau di Nantes progettata da Italo Rota e Bruno Fortier. Nel 2006 due ex-aequo al Plan Territorial Insular de Menorca e al progetto per il quartiere dell’Arc de Triomphe a Saintes, in Francia.
Nel 2009 all’intervento progettato da Franco Zagari, Jean-Louis Fulcrand e Faouzi Doukh per la riqualificazione del sistema degli spazi pubblici circostanti la basilica di Saint Denis (Francia).
Nel 2012 riconoscimenti ex-aequo alla Città di Grenoble per il proprio piano strategico e alla Città di Lubiana per la riqualificazione della piazza del Congresso
Nel 2015 premiate le politiche abitative realizzate a Sa Pobla (Mallorca).
L’esperienza latino-americana vanta 3 edizioni tutte ricche di suggestioni e di elementi di stimolo per l’avanzamento della riflessione sulle forme di intervento nella città esistente.

Sezione America Latina
Nel 2009 il Premio Gubbio è stato conferito agli interventi di valorizzazione della memoria dei luoghi attuati dalla Municipalità di Quito (Ecuador) attraverso la riqualificazione del Centro Ceremonial de Tulipe e mediante il recupero fisico e funzionale del Barrio “La Ronda” imperniato su un percorso relazionale interno al centro storico
Nel 2011sono stati premiati la qualità degli interventi attuati a Cuenca (Ecuador) e a L’Avana (Cuba). Nel primo caso la riqualificazione del Sector 9 de Octubre che ha portato al recupero di edifici e spazi urbani finalizzati alla rigenerazione della città A L’Avana per piano strategico de la Avenida del Puerto, occupata quasi completamente da impianti legati all’obsoleto porto commerciale.
Nel 2013 è stata premiata l’esperienza della città di Valparaiso, che ha fatto delle politiche per la casa lo strumento per la riqualificazione del proprio centro storico.
Nel 2015 il recupero di uno spazio di socializzazione qual’è il Mercado Agricola di Montevideo.

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