Domani, giovedì 13 dicembre alle 20.30 per la “Stanza della Musica”, in diretta su Radio3 dalla Sala A di via Asiago in Roma, la pianista Maria Perrotta suona l’Arte della Fuga BWV 1080 di Johann Sebastian Bach
Dopo le Variazioni Goldberg e l’integrale del Clavicembalo ben temperato, la pianista cosentina si cimenta ora nell’Arte della Fuga, l’incompiuto ‘testamento’ di Bach. Un unico tema è la pietra angolare su cui il compositore ha costruito il suo monumento polifonico di quindici fughe e quattro canoni, in cui ha esplorato le estreme possibilità della scrittura contrappuntistica.
Un puro esercizio della mente – tanto che il compositore non ha mai indicato lo strumento, o gli strumenti, per cui l’Arte della Fuga è stata scritta – che però nulla toglie alla bellezza e all’espressività di una delle opere più enigmatiche della storia della musica occidentale.

Perfezionatasi presso l’École Normale de Musique di Parigi e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Maria Perrotta è ormai un’interprete bachiana di riferimento. Si afferma in importanti concorsi fra cui il “Rina Sala Gallo” di Monza, il Premio “Encore! Shura Cherkassky” e il Concorso “J. S. Bach” di Saarbrücken.
Con la sua incisione delle Variazioni Goldberg per la Decca, Maria Perrotta ha ricevuto il plauso unanime della critica e della stampa specializzata, che le hanno attribuito 5 Stelle sulle riviste Amadeus e Musica e 5 Stelle e Disco del Mese sulla rivista Suonare News.
“L’Arte della Fuga – scrive Alberto Basso – è una cathédrale interrompue – o forse engloutie (inghiottita nell’ordine che tutto cataloga e giustifica) – ma ciò che resta è monito, segnale per ciò che avrebbe dovuto essere e tanto grande ne è la presenza che la stessa incompiutezza è segno di perfezione”.
Roma, 12 dicembre 2018




