LAV: Governo e parlamento facciamo una legge ad hoc, l’ordinanza del ministero della salute non basta
“Siamo vicini a Susanna Tamaro, chiediamo indagini approfondite per colpire i responsabili dell’avvelenamento del suo cane Pimpi. Occorre una legge ad hoc per contrastare la piaga dei bocconi avvelenati: l’Ordinanza del Ministero della Salute non basta più a contrastare un fenomeno sempre più diffuso, Governo e Parlamento facciano in fretta!” Con queste parole la LAV esprime solidarietà alla Scrittrice, il cui cane è stato vittima di questo inqualificabile e gravissimo atto di crudeltà.
L’Associazione animalista sottolinea la necessità di una Legge nazionale che rafforzi i contenuti dell’Ordinanza del Ministro della Salute che da oltre dieci anni “tampona” un fenomeno dilagante sia in ambito urbano che nelle campagne, retaggio di attività legali fino al 1977 e sviluppatesi poi anche grazie a sanzioni semplici e inefficaci contravvenzioni, attività criminali pericolose per gli animali così come per i bambini.
L’Ordinanza ministeriale anti-bocconi avvelenati, la prima risale al 2008, è stata prorogata ancora per un anno nel 2018, fino al 16 luglio 2019: “riteniamo indispensabile una Legge che ne standardizzi le procedure e le uniformi nel territorio nazionale (Toscana, Umbria e Puglia hanno in vigore leggi regionali molto scarne e in parte inefficaci) e stabilisca più efficaci sanzioni penali e amministrative per dissuadere i trasgressori”, precisa la LAV.
La nostra istanza tanto è reale che nel 2014 l’allora Ministro della Salute Lorenzin aveva inserito questo atto nel proprio Disegno di Legge “omnibus” 1324 (Capo V sulla veterinaria e la tutela degli animali) stralciato dalla Commissione Sanità del Senato su istanza della relatrice De Biasi Ddl poi finito su un binario morto e mai approvato nella scorsa Legislatura.
Alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sono attualmente depositate con la nuova Legislatura due proposte di legge, Frassinetti e altri (FdI) e Brambilla (FI), entrambe positive ma per le quali non è ancora iniziato l’esame.
Il Governo si è impegnato nel suo “Contratto del cambiamento”: “È necessario provvedere alla revisione e l’inasprimento delle leggi attuali riguardanti i reati ambientali e quelli nei confronti degli animali garantendo maggiore tutela rispetto a fatti gravi ancora non adeguatamente perseguiti e per un maggiore contrasto al bracconaggio”
LAV sollecita i Ministri della Giustizia Bonafede, dell’Ambiente Costa e della Salute Grillo a impegnarsi per realizzare subito questa legge. Punti fondamentali della nostra proposta, ripresi dalle due Proposte di legge citate, sono:
la sanzione della reclusione già prevista dall’articolo 544 bis del Codice penale per l’uccisione degli animali, per anche il tentativo di avvelenamento e lo spargimento di bocconi avvelenati;
l’aumento di questa sanzione ora da quattro mesi a due anni, elevandola da due a quattro anni di reclusione per renderla più efficace e prevedere il reato di “strage di animali” laddove si attenta alla vita di più animali, con la reclusione fino a sette anni;
l’interdizione immediata della caccia e della pastorizia nel raggio di un chilometro quadrato dal rinvenimento del boccone avvelenato e/o dell’animale ucciso;
il ritiro della licenza di attività commerciale o venatoria per l’eventuale responsabile condannato;
regole più stringenti per la vendita e la detenzione di sostanze velenose;
precisi compiti per Sindaco e Prefetto a tutela della salute pubblica e degli animali.




