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LAV – Salvataggio in tempi record di una bertuccia sotto sequestro da più di 4 anni in garage (Andria)

Operazione realizzata dai Carabinieri Forestali con il supporto operativo di LAV e grazie alla segnalazione di
Striscia la Notizia
LAV: Lucy è la nostra seconda operazione di Rescue in meno di 6 mesi, nell’ambito del progetto Born To Be Wild, per il contrasto del traffico internazionale di bertucce in Europa, che vede l’Italia tra i paesi più coinvolti

Loghi_LAVIn un video esclusivo, trasmesso nel corso dell’ultima puntata di Striscia La Notizia, su Canale 5, Edoardo Stoppa racconta la delicata operazione di salvataggio di una bertuccia, operata dai Carabinieri Forestali, Nucleo CITES di Bari, in collaborazione LAV, che ha offerto la disponibilità alla custodia e al trasferimento dell’animale. (Video)

“Una storia a lieto fine, frutto della collaborazione tra attori diversi, delle competenze sviluppate in questi anni dalla nostra associazione, e da un progetto – Born To Be Wild – di cui siamo partner per l’Italia, dedicato a questa specie di animali a rischio di estinzione, oggetto di un intenso quanto poco conosciuto traffico internazionale”, ha dichiarato Roberto Bennati, Vice Presidente LAV.

A dicembre, nel corso di alcune riprese in Puglia, l’inviato di Striscia La Notizia Edoardo Stoppa aveva filmato una bertuccia in gabbia, al buio e nell’isolamento, all’interno di un box di un garage in un’area industriale alle porte della cittadina di Andria.

Lucy – così è stata ribattezzata – è una scimmia adulta della specie Macaca sylvanus, dalla storia incerta. Grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine, quattro anni fa ne era stato disposto il sequestro, ma da allora Lucy era rimasta in attesa di una sistemazione adeguata alle sue necessità. Una condizione comune a molti animali – esotici e non – quella di rimanere in custodia agli autori dell’illecito, anche dopo il sequestro.

LAV_Bertuccia LucyUn paradosso dovuto alla carenza di strutture idonee ad accogliere animali posti sotto sequestro, Centri di recupero in primis, che finisce spesso per vanificare il lavoro di magistratura e Forze dell’ordine, e che LAV denuncia da tempo, chiedendo un serio intervento dello Stato al fine di sanare questa lacuna.

Più di quattro anni in un gabbiotto, sotto sequestro, ma ancora prigioniera: è la storia denunciata nel servizio di Edoardo Stoppa andato in onda a fine dicembre su Striscia La Notizia (Video), che si concludeva con la promessa di tornare presto per liberare Lucy.

É a questo punto che entra in gioco LAV. L’associazione, venuta a conoscenza del caso, si mobilita offrendo immediata disponibilità a prendere in carico Lucy e a occuparsi delle operazioni di trasferimento nel Centro di Recupero CRASE di Semproniano (Grosseto), dove già si prende cura di animali sottratti al maltrattamento, tra cui alcune colonie di primati.

Abbiamo gestito le operazioni in tempi record: grazie all’intervento dei Carabinieri Forestali del nucleo CITES di Bari, siamo riusciti a ottenere il via libera al trasferimento – racconta Roberto Bennati e sottolinea – soltanto due giorni dopo la conclusione dell’iter di autorizzazione, ci siamo subito attivati per operare il trasferimento, recandoci sul posto con un apposito mezzo e personale qualificato, tra cui un veterinario specializzato in animali esotici e la nostra esperta di primati, per prendere in custodia l’animale e portarlo nel Centro in Toscana, dove ha già iniziato il suo percorso di recupero”.

Il servizio di Striscia la Notizia mostra chiaramente la complessità dell’operazione: “Lucy ha dovuto essere addormentata e ricevere le prime cure e gli interventi di profilassi prima della partenza – dichiara Valeria Albanese, esperta di primati che si occupa delle colonie di macachi in custodia a LAV – durante il viaggio l’abbiamo costantemente monitorata, e una volta giunta a destinazione l’abbiamo posta sotto osservazione in un’area di quarantena dove, per il suo bene e quello degli altri animali ospitati dalla struttura, dovrà trascorrere alcune settimane, prima di poter uscire finalmente all’aria aperta, vedere il sole e l’erba, adattarsi a una condizione di semilibertà e, gradualmente, sviluppare interazioni sociali con i suoi consimili.

Una grande sfida per un animale adulto, traumatizzato da anni di isolamento e prigionia e che potrebbe non aver mai avuto contatti con altre scimmie in vita sua. Una sfida che affronteremo con tanta pazienza e una buona dose di ottimismo, per restituire a Lucy il futuro che merita”.

Le operazioni di trasferimento di Lucy fanno parte del progetto Born to Be Wild, di cui LAV è partner per l’Italia, sviluppato in collaborazione con le associazioni AAP e IFAW e finalizzato a contrastare il traffico internazionale di bertucce tra Nord-africa e Paesi dell’Unione Europea, un business di vaste dimensioni, di cui l’Italia rappresenta uno dei maggiori crocevia (approfondimento in allegato).

“Un intervento di questo tipo, portato a conclusione in tempi così brevi, non è frutto di improvvisazione ma richiede competenze specifiche, un’esperienza consolidata in operazioni di rescue e la sinergia di un network di attori di alto livello – dichiara Roberto Bennati – un approccio di questo tipo sta restituendo risultati importanti: LAV, infatti, ha recentemente prodotto il primo “Manuale per la gestione del sequestro e della confisca della Bertuccia Macaca sylvanus in Italia” (in allegato), in collaborazione con i Carabinieri Forestali, AAP e IFAW e non è nuova a operazioni di questo genere. Il salvataggio di Lucy è il secondo (Video) che abbiamo portato a termine in soli sei mesi, e possiamo già anticipare che non sarà l’ultimo”.

LAV ringrazia i Carabinieri Forestali e il Comandante Cannone del nucleo CITES di Bari per la preziosa collaborazione nelle operazioni di presa in carico e trasferimento di Lucy, Edoardo Stoppa e Striscia La Notizia per aver segnalato la storia, rendendone possibile la liberazione.

Il traffico internazionale di Bertucce

La Bertuccia – specie fortemente minacciata di estinzione e inclusa nell’Allegato I della CITES che ne vieta la detenzione, il commercio, il possesso, la donazione – ha subìto negli ultimi 40 anni un preoccupante declino passando da oltre 21.000 animali a meno di 7.000 individui. L’Italia e la Spagna sono gli Stati dell’Unione Europea che registrano un record negativo di importazione illegale di questi animali dai Paesi nativi (Marocco e Algeria, mentre la popolazione che era presente in Tunisia è oggi estinta).

La Bertuccia è considerata il mammifero più trafficato sulla rotta Nord Africa-Europa. Al momento l’80% delle popolazioni di Bertuccia vivono in diverse zone del Marocco, dove si registra un calo demografico del 50% negli ultimi 25 anni. Il Marocco rappresenta la porta d’accesso verso l’Unione Europea e il 90% degli animali confiscati senza la necessaria documentazione CITES proviene da questo Paese. Si stima sia, inoltre, il mammifero più sequestrato nell’Unione Europea (25% del totale). Diversi studi sottolineano come anche l’Italia rappresenti un’importante rotta di commercio di questa specie verso il Nord Europa.

Recenti studi dell’Università di Utrecht dimostrano che il traffico di questi animali è gestito dalla criminalità organizzata e mirato alla vendita di questi animali in molti Stati Europei. Il commercio internazionale non è più legato al fenomeno del turista irresponsabile o ignaro della normativa, ma a organizzazioni criminali che prelevano gli animali nei posti nativi, da cuccioli, per poi venderli illegalmente sul mercato europeo.

Nonostante la specie sia fortemente minacciata di estinzione, questi animali sono poco tutelati nei paesi di origine dove esiste l’abitudine di tenerli in casa come “pet”, anche se spesso confinati o legati, in quanto da adulti possono rappresentare un pericolo. Oppure sono usati per l’odioso accattonaggio con i turisti.

Realizzato da LAV in collaborazione con i Carabinieri Forestali, con AAP e IFAW il primo “Manuale per la gestione del sequestro e della confisca della Bertuccia Macaca sylvanus in Italia” rende patrimonio comune l’esperienza maturata dalle Forze dell’Ordine, dai veterinari e da altri esperti e associazioni come LAV (Manuale).

Il Progetto Born to be Wild Promosso dalla Fondazione AAP (Animal Advocacy and Protection), che opera come coordinatore internazionale, il progetto europeo Born to be Wild, finalizzato alla prevenzione e repressione del traffico internazionale di bertucce, è sviluppato in collaborazione con IFAW e LAV, quest’ultima responsabile delle attività sul territorio italiano. Il progetto Born to be Wild è finanziato da Nationale Postcode Loterij (Lotteria Postale Olandese).

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31 gennaio 2019

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