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Pandolfini – Aste Mobili e Arredi e Cornici – 16 e 17 giugno 2020

Mobili e Arredi 16 giugno 2020

Pandolfini-logoLa data da segnare sul calendario per tutti gli appassionati di antiquariato è quella del 10 giugno 2020, giorno che Pandolfini ha fissato per il ritorno a una nuova normalità, alla prima vendita “in sala” dopo questo lungo e forzato periodo di lookdown.

Sull’onda della Smart Wine, la prima asta online di vini di Pandolfini, che ha dato segnali più che incoraggianti in linea con il mercato internazionale e con una sostanziale tenuta delle vendite e delle quotazioni delle opere d’arte, Pandolfini entra nel vivo del primo semestre alle porte dell’estate, quando normalmente ci si appresta a chiuderlo, con un interessante catalogo dedicato a Mobili e Oggetti d’Arte italiani ed internazionali.

Pandolfini-2Suddiviso come ormai consuetudine in due sezioni, una prima dedicata all’antiquariato inteso nel suo senso più tradizionale, quello cioè di opere di alto artigianato artistico espressione delle diverse culture e sensibilità della nostra Penisola in epoche differenti, e una seconda curata dal Dipartimento di International Fine Art che allarga lo sguardo alla produzione internazionale ma, soprattutto, presenta opere di gusto prettamente internazionale.

L’insieme dei lotti è un’attenta selezione di mobili e complementi d’arredo in linea con le attuali tendenze del mercato senza dimenticare quei must che il vero collezionista ricerca nelle vendite.

Presto il catalogo sarà online nel sito di Pandolfini per facilitare la visione di arredi e oggetti a collezionisti e operatori del settore che, in seguito potranno, accedere alla canonica esposizione pre-asta allestita con le modalità e nei locali che Pandolfini si è adoperata a rendere idonei in ottemperanza alle disposizioni governative.

Tra gli highlights riteniamo valga la pena ricordare un’importante Ribalta lombarda di metà Settecento, un mobile di raro garbo nelle proporzioni delle superfici appena mosse lastronate in radica di noce e definite dalle classiche “cornicette nere”, stimata 8.000/12.000 euro.

Restiamo in Lombardia con un elegante cassettone attribuito a Giovanni Maffezzoli e databile al 1800 circa, interamente lastronato e intarsiato in essenze pregiate con capricci architettonici di grandi dimensioni contornati da fregi naturalistici di maggioliniana memoria, stima 10.000/15.000 euro.

Dalla Lombardia al Piemonte con un raro Sortout de table destinato a impreziosire in maniera stupefacente una mensa principesca realizzato sicuramente in epoca neoclassica per un’importante residenza. Completo della sua custodia originale, un baule in legno che riporta ancora la targhetta con il numero d’inventario, è stimato 40.000/60.000 euro.

Allo stesso periodo, quello neoclassico, risale anche un importante Camino francese in marmo bianco decorato da una ricca montatura in bronzo dorato con lesene a voluta, motivi vegetali e volti femminili abbelliti da rami e perline, stima 10.000/15.000 euro.

Ancora Francia fine del XVIII secolo per una rara Coppia di vasi realizzati in metallo brunito e decorati da manici a forma di teste di capra e ricchi festoni di foglie e grappoli d’uva in bronzo dorato e cesellato, stima 4.000/6.000 euro.

Infine ricordiamo una notevole Placca in micromosaico raffigurante una delle vedute più suggestive di Roma, “Castel Sant’Angelo dal Tevere con la basilica di San Pietro sullo sfondo”, stima 13.000/18.000 euro.

L’arte di ornare i quadri: conici dal Rinascimento all’Ottocento – 17 giugno 2020

PandolfiniTorna il 17 giugno l’annuale e attesissimo appuntamento di Pandolfini con la vendita di cornici dal Rinascimento all’Ottocento. L’occasione perfetta per comprare un oggetto d’arredo che di per sé possiede un’anima e un valore intrinseco, ma che può costituire anche il giusto “vestito” per un dipinto; perché, per dirla con Mancini, le cornici «danno maestà alle pitture, che le fanno vedere quasi per una finestra» (Antonio Mancini, Considerazioni sulla pittura, 1620-1621).

Alcuni splendidi esempi della produzione internazionale: spagnoli, fiamminghi e francesi, completano un catalogo che, anche per questa vendita, vede protagonista indiscussa la produzione italiana dal Rinascimento all’Ottocento declinata in tutte le sue varietà regionali, con le loro caratteristiche stilistiche e decorative che le rendono uniche.

E se caratteristica principale è, come sempre, l’oro, con motivi intagliati, incisi o inserito in un alternarsi di gole diritte e rovesce a creare effetti di luce e ombra, numerose sono le varianti decorative, da quelle in cui l’oro è accostato al nero in un gioco di contrasti cromatici, come nel caso delle cornici romane e senesi, a quelle in cui l’oro è affiancato o sostituito da lacche policrome, spesso stese a imitare il marmo, come dimostrano molti esemplari marchigiani.

La produzione romana del Seicento e Settecento è ben rappresentata da un nutrito e interessante gruppo di cornici in cui sottili profili dorati e ornati da intagli si alternano a fasce mistilinee ebanizzate, tra queste ne segnaliamo una del XVII secolo la cui stima è di 1.500/2.500 euro (lotto 33), mentre poco meno, 1.000/1.500 euro, è quanto è richiesto per una cornice sempre del XVII secolo interamente dorata nelle cui piccole dimensioni vede un intervallarsi di fasce intagliate e lisce (lotto 41).

E se la produzione romana del Seicento si concentra in particolare sulle molteplici variazioni della cornice “salvadora”, nello stesso periodo gli intagliatori fiorentini, che risentono dell’atmosfera barocca, creano cornici in cui le volute di ascendenza manierista si evolvono in cartocci capricciosi dai quali emergono creature marine, maschere demoniache, bucrani, artigli e figure zoomorfe in un viluppo spesso inestricabile ispirato alla produzione artistica dei maestri attivi alla corte dei Granduchi medicei, come Stefano Della Bella, Callot, Giambologna e Pietro Tacca.

Proprio a questo filone, in cui l’elemento naturalistico si mescola e si confonde con un fantasioso metamorfismo, appartiene una cornice fiorentina nella quale, tra conchiglie e foglie accartocciate, emergono sui montanti volti maschili con baffi arricciolati e lunghe lingue pronti da un momento all’altro a mimetizzarsi tra i viluppi di foglie; realizzata nella prima metà del XVII secolo questa cornice è stimata 5.000/7.000 euro (lotto 50).

Risalendo lungo la penisola, sono numerosi gli esemplari della ricca e variegata produzione emiliana, che tra Sei e Settecento porta ai massimi livelli il gusto di adornare le proprie cornici con ricche fasce scolpite a giorno a motivi di grandi volute che partendo dai centri inferiori si portano simmetricamente al centro superiore fino a formare una ricca cimasa, spesso abbellita da rami fioriti come un bell’esemplare bolognese del XVIII secolo proposto da Pandolfini a 2.500/3.500 euro (lotto 53).

Anche la Venezia rinascimentale è degnamente rappresentata nella vendita di giugno con un gruppo di cornici tipiche della produzione settecentesca di gusto Rococò caratterizzate da profili sagomati su fondo a chicco di riso ornato ai centri e agli angoli da tralci vegetali intervallati da riserve mistilinee come una del XVIII secolo, offerta a 1.000/1.500 euro (lotto 24), vi è anche un esemplare cinquecentesco, la cui stima è di 4.000/6.000 euro, dall’impianto decorativo raro e particolare che ha una sagoma a cassetta tipica del XVI secolo arricchita da medaglioni in madreperla ovali e a losanga all’interno di una profilatura in oro ornata da piccoli fiori.

Pandolfini

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