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LAV – 16 ottobre, Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Appello al Parlamento Europeo: sostenere la diffusione dei cibi vegetali, votare con coerenza e lungimiranza, per la salvezza di tutti

La Giornata Mondiale dell’Alimentazione nel 2020 cade in un momento di enorme difficoltà a livello globale. La pandemia causata dal coronavirus sta mettendo alla prova la resilienza di tutti.

Ora più che mai è il momento di capire che solo cambiando l’alimentazione il mondo avrà un futuro. Solo agendo in modo consapevole e lungimirante a tavola, sarà possibile bloccare la diffusione di virus che approfittano dell’ingordigia distruttiva dell’uomo.

La prossima settimana al Parlamento Europeo, si voteranno, nell’ambito della PAC, le proposte di modifica al Regolamento che istituisce un’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) dei prodotti agricoli (2018/0218 COD).

La relazione include un emendamento (165) che proibirebbe termini accettati e di uso comune, come “hamburger vegetariano” o “bistecca 100% vegetale”. Ciò, a oggi, per la Commissione Europea non costituisce un problema e non risulta ingannevole per i consumatori. Lo dimostra il fatto che, ad esempio, in Italia molti prodotti sono commercializzati con il nome di “burger vegetali”.

L’emendamento (171) continuerebbe invece a limitare la denominazione delle alternative ai latticini e a vietare denominazioni come “stile yogurt”, “alternativa al formaggio” o “sostituto del burro” per descrivere i prodotti a base vegetale. Ciò accade in seguito ad un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, per cui, ad esempio, in Italia si può usare il termine “bevanda vegetale” e non “latte vegetale”.

Entrambi gli emendamenti sono da bloccare, se anche l’Unione Europea con la strategia Farm to Fork, si pone l’obiettivo di creare sistemi alimentari più sostenibili e più salutari perché “un’alimentazione sana e a base di cibi vegetali riduce il rischio di malattie letali e l’impatto del nostro sistema alimentare sull’ambiente”, come si legge nella stessa strategia.

Facilitare al massimo la diffusione degli alimenti vegetali è un imperativo. La stessa Commissione Europea, nel Rapporto sulle proteine vegetali rileva che si tratta di un mercato promettente, e vede le alternative alla carne in crescita del 14% annuo e quelle ai latticini dell’11%.

“É ormai noto come gli allevamenti possono essere palestre per nuovi virus che attendono il momento di effettuare il salto di specie, ed è certo che sono – come sottoscritto da numerosi organismi internazionali – attori protagonisti nel teatro reale del cambiamento climatico, del riscaldamento globale, dell’utilizzo massimo delle risorse, dell’inquinamento, dello sfruttamento ‘estremo’ degli animali e, di conseguenza, facilitatori di nuove emergenze sanitarie” dichiara LAV.

Per rafforzare l’ormai inderogabile valorizzazione delle proteine vegetali, che risponde esattamente a principi di resilienza, sostenibilità e rispetto per gli animali, necessari per avanzare verso il futuro, LAV – che tramite la coalizione Eurogroup for Animals ha sottoscritto una lettera a loro diretta – invita i Parlamentari europei ad agire con coerenza e ad opporsi agli emendamenti 165 e 171.

L’Associazione, con il suo ManifestoNon torniamo come prima”, chiede inoltre ai decisori istituzionali di spostare i finanziamenti pubblici dagli allevamenti verso la produzione di cibi vegetali, e si batte per incentivare la diffusione delle proteine vegetali portando l’IVA dal 22% al 4% anche delle bevande vegetali, così come è previsto per i “latti” animali.

Per informazioni e per aderire al Manifesto LAV #NONCOMEPRIMA

LAV

14 ottobre 2020

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