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Open House Milano 2020 – Edizione speciale sabato 10 e domenica 11 ottobre

Un’edizione straordinaria caratterizzata da un palinsesto ibrido, tra aperture offline e online e contenuti di approfondimento.
L’evento internazionale, che coinvolge tutta la città sotto il segno dell’architettura, non poteva mancare: per un messaggio di coralità e condivisione
Per (ri)scoprire l’architettura inedita di Milano e riappropriarsi della città

Open House Milano, la più grande vetrina internazionale di architettura diffusa in 55 città del mondo, torna nel 2020 per coinvolgere città e cittadini all’insegna della riscoperta di Milano.

Lo farà con un’edizione speciale che prevede alcuni importanti adattamenti al contesto attuale, con la riformulazione delle consuete modalità organizzative e introducendo alcune novità che arricchiranno il programma di aperture fisiche grazie a contenuti speciali e aperture digitali.

Un modo per celebrare la milanesità mettendo in primo piano i protagonisti dell’ambito creativo e progettuale della città, per un’edizione corale dove sarà possibile condividere esperienze, scoprire spazi privati ed esclusivi, in una narrazione polifonica che restituirà una fotografia della poliedrica scena culturale milanese.

Open-House-Milano
Palazzo Visconti

Il programma

Tra le aperture fisiche ci sarà una selezione di 25 siti che ci permetteranno di osservare da vicino la complessità di una città in trasformazione ma connotata da un heritage corposo e distintivo da scoprire nei vari sestieri – Porta Orientale, Romana, Ticinese, Vercellina, Nuova e Comasina – in cui era anticamente suddivisa.

Nel rispetto delle politiche vigenti, gli accessi sono contingentati e tutte le visite del weekend sono su prenotazione a partire dal 1 ottobre, dal sito.

Alcune anticipazioni del palinsesto di aperture sono Area Mind, il progetto in fase di realizzazione nell’area Expo, un progetto di uffici all’interno di Palazzo Montecatini di Giò Ponti, Palazzo Visconti, Casa Boschi di Stefano, Casa Lago dove sarà possibile visitare l’esclusiva mostra Living Women realizzata in collaborazione con Casa degli Artisti Milano. Ci sarà la possibilità di visitare studi di architetti e showroom d’autore, complessi residenziali dove il green è protagonista ma anche hotel storici.

Arricchiscono il programma alcuni itinerari da effettuare in esterna come quello proposto dalla rivista Abitare “Milano, Moderno da salvare” per sensibilizzare i visitatori sulla tutela dell’importante patrimonio architettonico del ‘900 che caratterizza la città, oltre al percorso dedicato alla riqualificazione delle periferie a cura di Atlante Periferico, progetto di Super Festival delle Periferie. Sarà possibile partecipare anche al tour gestito da Museolab6 che coinvolgerà zona Tortona e l’area che si estende dietro in Naviglio Grande per conoscere dal vivo alcune delle architetture postindustriali più rilevanti della città.

Open-House-Milano
Casa Boschi Di Stefano Milano – Soggiorno

Il programma di aperture digitali coinvolgerà, invece, le case e gli studi privati che saranno aperti con dirette social per restituire l’esclusività dell’evento che accade, non ripetibile.

Si potrà così scoprire il percorso dedicato all’interior curato da Living, il magazine di interior, design e lifestyle del Corriere della Sera, grazie all’apertura di una selezione di case e studi privati di designer già pubblicati sull’online e sulle pagine della rivista come la casa studio del designer Antonio Aricò, lo studio della designer Serena Confalonieri, e altri magici spazi da conoscere per ispirarsi e trovare nuovi spunti creativi.

Alle aperture offline e online, si aggiunge il palinsesto di contenuti speciali con una serie di interviste ed approfondimenti realizzato con il coinvolgimento di esponenti della scena creativa milanese che ci racconteranno le proprie esperienze professionali, progetti, curiosità e un luogo. Tra artisti, architetti, critici, curatori, galleristi, fotografi, professionisti nel campo del real estate, tutte le conversazioni avverranno sullo sfondo di magnifici siti o all’interno di spazi esclusivi legati alla narrazione di chi parla.

Spazi e voci, architettura e arte, interiors e cantieri, studi e luoghi iconici della città: come un grande canale on demand i contenuti saranno fruibili durante la manifestazione e anche in seguito dando vita ad un corpus di testimonianze attuale e composito.

Tra le interviste ci sarà il contributo dell’artista Edoardo Tresoldi che ci racconterà il suo studio, Elisa Poli storica e critica dell’architettura, con la quale siamo entrati nella galleria Massimo De Carlo (Corbellini -Wassermann), UniCredit Tower raccontata da Roberta Marracino, Responsabile ESG Strategy e Impact Banking di Gruppo e Marco Coggi Responsabile Real Estate & Logistic Italia, Francesco Maggiore, presidente della Fondazione Dioguardi, che ci illustrerà l’esperienza del Cantiere Evento che ha coinvolto il Teatro Lirico, l’artista Francesco Jodice che ci parlerà della trasformazione della città in relazione al progetto realizzato per il cantiere di Santa Giulia, e molte altre testimonianze da non perdere.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Ministero dei Beni e le attività Culturali, del Comune di Milano e dell’Ordine degli Architetti di Milano; con il contributo di Fondazione Cariplo e il sostegno di UniCredit SpA, e Attilio Todaro Immobiliare.

UniCredit è lieta di sostenere Open House Milano, quest’anno nella sua veste digitale, perché iniziativa capace di innescare un circolo virtuoso intorno al patrimonio architettonico culturale milanese di cui UniCredit Tower è diventato simbolo iconico e di diffondere i temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica propri del dna della banca.

L’edizione 2020 è stata realizzata in collaborazione con Altavia, Fondazione Ordine degli Archietti, Lucia Mannella Comunicazione e PLEF.

Mission di Open House è promuovere il tema della città aperta e inclusiva, facilitando il dialogo fra pubblico e privato, fra cittadinanza e impresa, accrescendo il senso di appartenenza al proprio territorio e la condivisione della conoscenza architettonica.

Nella foto in alto: Palazzo INA

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