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Influenza aviaria, aumentano nel Nord-Est i casi di alta patogenicità in animali uccisi da cacciatori. LAV, Ministro Speranza sospenda caccia; anche Centro di referenza Ministero Salute, dell’IZS delle Venezie

Lav: la caccia deve essere subito sospesa dal Ministro della Salute Speranza, anche il centro di referenza del Ministero Salute Izs delle Venezie mette in guardia su rischi sanitari derivanti dal contatto con specie selvatiche

Nonostante dal 4 novembre scorso, con nota n. 23822 emessa dalla Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci veterinari, il Ministero della Salute abbia sospeso l’utilizzo di richiami vivi per la caccia, appartenenti agli ordini dei Caradriformi e Anseriformi, quali ad esempio beccacce e germani reali, il numero di animali selvatici portatori di influenza aviaria ad alta patogenicità continua ad aumentare. 

Il Centro di referenza nazionale del Ministero della Salute per l’influenza aviaria, infatti, comunica di avere individuato la presenza del virus H5 in ben 92 campioni di uccelli uccisi dai cacciatori in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, mentre altri 2 casi sono stati individuati in uccelli rinvenuti morti.  

 La caccia, quindi, si configura come possibile fonte di un nuovo spillover, estremamente pericoloso non solo per i cacciatori, possibili responsabili del salto di specie di un virus da animale a uomo, ma anche per tutti i cittadini che poi potrebbero essere da loro contagiati.  

E’ lo stesso Centro nazionale per l’influenza aviaria, costituito presso l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, che, proprio a proposito del virus di cui potrebbero essere portatori gli uccelli selvatici, nella pagina del sito web istituzionale dedicata all’influenza aviaria, precisa  che “Data l’elevata frequenza con cui questi virus vanno incontro a fenomeni di mutazione, c’è la concreta possibilità che da un serbatoio animale possa originare un nuovo virus per il quale la popolazione umana risulta suscettibile dando modo alla malattia di estendersi a livello globale, provocando quindi una pandemia. Contrariamente alle normali epidemie di influenza, una pandemia coinvolgerebbe larghi strati di popolazione, non solo quella che viene definita “a rischio”, ma anche individui giovani e sani.”    

 “In un periodo in cui il nostro Paese è sottoposto alla preoccupante diffusione dell’epidemia di Covid-19, non si capisce per quale motivo i cacciatori possano continuare indisturbati a uccidere e manipolare animali potenzialmente infetti. – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV, area Animali Selvatici – Chiediamo che il Ministro della Salute Speranza con un’Ordinanza urgente sospenda immediatamente la caccia a tutte le specie migratorie!”.   

 L’enorme carico di sofferenza che la diffusione del Covid-19 continua a disseminare nel nostro Paese non sembra sia stato sufficiente a prendere le dovute cautele per prevenire l’introduzione e la diffusione di altre malattie estremamente pericolose, come l’influenza aviaria. Lo stesso Piano nazionale di sorveglianza per l’influenza aviaria, che vede in capo alla Direzione generale della Sanità animale e dei Farmaci veterinari del Ministero della Salute, la responsabilità della pianificazione, del coordinamento e del controllo delle attività, prevede infatti il controllo solamente degli uccelli rinvenuti morti o di quelli che, a giudizio dei cacciatori, dovessero mostrare i sintomi dell’influenza aviaria. “L’eventuale insorgenza di una nuova pandemia e la nostra salute sono quindi lasciate nelle mani di individui – i cacciatori – chiamati a dare giudizi sullo stato di salute delle loro vittime come fossero dei veterinari! – aggiunge Vitturi, che conclude – Oltre all’assurdità intrinseca di imbracciare un fucile per togliere la vita a un animale per puro divertimento, la caccia agli uccelli migratori rappresenta un ulteriore rischio sanitario, come avvisa l’IZS delle Venezie, argomento che dovrebbe preoccupare chiunque. È necessario che il Ministero della Salute ribadisca con un suo atto urgente la necessità di mantenere quanta più distanza possibile tra l’uomo e gli animali selvatici vietando la caccia agli uccelli migratori”.  

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