
FederBio scrive ai Capigruppo parlamentari di maggioranza per chiedere, come sollecitato dall’Unione europea, l’inserimento della transizione agroecologica all’interno del PNRR, che finora ha completamente trascurato il biologico nonostante punti fortemente allo sviluppo di una filiera agroalimentare sostenibile.
Dopo aver segnalato, insieme alle altre associazioni del biologico, la contraddizione fra il ruolo e le potenzialità dell’agroecologia italiana anche in ambito europeo e mondiale, sia in sede di audizioni parlamentari che attraverso la relazione diretta con i ministeri competenti, FederBio scrive ai Capigruppo parlamentari di maggioranza per sottolinerare la totale assenza di riferimenti allo svilippo della bioagricoltura nel PNRR.
La Federazione chiede che l’Italia si allinei alle politiche green dell’Ue che puntano fortemente sul biologico. Il Piano d’azione europeo per il bio, presentato a fine marzo, non solo supporta con iniziative concrete gli obiettivi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità, ma mette anche a disposizione degli Stati Membri strumenti per raggiungere gli obiettivi definiti, con investimenti strategici in ricerca e innovazione per la transizione al biologico.
La comunicazione ai Capigruppo sottolinea la richiesta dell’Unione europea che chiede agli Stati membri la definizione di strategie nazionali per il biologico e l’implementazione della transizione agroecologica nei Piani d’azione nazionali. FederBio ribadisce così quanto già scritto nelle strategie europee Farm to Fork e Biodiversità e nelle Raccomandazioni della Commissione per il Piano strategico nazionale per i fondi PAC e in quelle per i Piani nazionali di Next Generation Europe, considerando anche che il Parlamento italiano si appresta a concludere l’iter del DL agricoltura biologica già approvato alla Camera nel dicembre 2018.
“Il 30 marzo scorso, insieme alle organizzazioni del biologico, abbiamo scritto un appello al Presidente del Consiglio Draghi e al ministro dell’Agricoltura Patuanelli per chiedere di considerare misure per la valorizzazione dell’agroecologia nella stesura definitiva del PNRR, richieste che purtroppo sono state ignorate. Abbiamo quindi deciso di scrivere ai gruppi parlamentari che sostengono il Governo perché nei passaggi parlamentari venga inserito, nella versione definitiva del PNRR, un riferimento esplicito all’agricoltura e ai prodotti biologici certificati secondo normativa Ue, che riportano il logo europeo in etichetta. La transizione ecologica dell’agricoltura italiana non può prescindere da un investimento del sistema Paese nel settore biologico certificato”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
FederBio è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
Nella foto: Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio ©
Bologna, 26 aprile 2021




