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L’Hi-Tech arriva sulla neve con Atomic grazie anche al contributo diretto di Professionisti della neve

Normann Tagliabue l’ambassador “digitale”
Uno dei tester scelti per lo sviluppo dell’App Atomic Skiing, l’Istruttore Nazionale di Sci Alpino racconta cosa significhi testare le tecnologie più avanzate del marchio a tre punte, dal “powder” alle piste da sci

Atomic-logo

Cosa significa essere Ambassador nello sci alpino per un brand come Atomic?
“Significa innanzitutto essere consapevoli di far parte del gruppo più importante e più blasonato del mondo dello sci. Un’appartenenza a qualcosa d’importante a 360°, nel mondo racing, nella promozione, nell’immagine, nell’innovazione e nella tecnologia. Credo che il promoter oggi, nell’ambiente dei maestri di sci e degli istruttori, deve essere in grado di proporsi prima di tutto con un alto livello tecnico. Deve saper parlare poi di tecnologia con l’azienda e rapportarsi con i negozianti, i rappresentanti e con gli utenti finali: atleti o sciatori amatoriali.

AtomicAtomic negli ultimi 26 anni ha conquistato ben 23 Coppe del Mondo maschili assolute; è un’azienda di un prestigio enorme, quindi è un onore collaborare con un marchio di questo livello ed essere stato scelto come Ambassador e tester. Si tratta di un brand che ha fornito e che fornisce tutt’ora i più grandi Campioni del Mondo che hanno fatto la storia dello sci: da Marcel Hirscher alla Shiffrin, da Benjamin Raich a Hermann Maier; atleti che hanno vinto anche grazie ai materiali Atomic. Sono Istruttore Nazionale di sci alpino da 19 anni, maestro di sci da 25 e ormai da 15 anni scio con questi materiali. Se un giorno non potessi più averli in dotazione me li comprerei io”.

Il tuo è un ruolo “moderno”, nel senso che hai un rapporto continuo con la casa madre, ce ne parli? “Sono Ambassador della filiale italiana e, poi, collaboro direttamente con la casa madre; un filo diretto da testatore per queste tecnologie così innovative e raffinate, in particolar modo per l’applicazione App Connected dello scarpone e del casco. Atomic dimostra quindi di essere leader non solo a livello di Racing, ma anche nella ricerca, lanciandosi in questo mondo interattivo. Siamo in pochi ad avere questa innovazione nei caschi… utilizziamo tecnologie del futuro”.

Quindi la prossima stagione arriva sul mercato un rivoluzionario casco e uno scarpone “connesso”, ce ne parli?
“In questo periodo di pandemia abbiamo lavorato realizzando delle dirette Instagram con i Pro Center Atomic per raccontare dell’App Atomic Ski Connected. La nuova tecnologia sviluppata si può paragonare alla telemetria che c’è nel mondo dei motori, la quale è in grado di registrare tutti i dati e le prestazioni della macchina.

AtomicUno scarpone, in fase di deflinizione, e un casco che comunicano con lo smartphone sono una preziosa risorsa per l’allenatore e per lo sciatore: sono così in grado di analizzare tutti i dati durante la discesa con lo scarpone che raccoglie valori relativi a carichi, velocità, tracciamento GPS e angoli di inclinazione, poi su eventuali impatti attraverso sensori all’interno del casco. Questa tecnologia può essere usata con ottimi riscontri sia a livello Racing sia quello amatoriale. Tutto questo è stato sviluppato ad altissimo livello dagli atleti che corrono oggi in Coppa del Mondo e in collaborazione con l’Università di Salisburgo”.

Ci puoi raccontare un aneddoto curioso di questa stagione?
“Quest’inverno mi sono trovato una mattina in pista prima di tutti, sono arrivato in cima alla seggiovia e avevo casco, scarponi e telefono connessi: ero uno sciatore hi-tech ed ero da solo, non era ancora salito nessuno. In quel momento ero completamente proiettato nel futuro, in mezzo alla neve e al nulla. Un mix di emozioni: da una parte gioia, dall’altra tristezza visto il periodo Covid. Siamo così pronti e proiettati al futuro e ci siamo trovati bloccati in un anno in cui paradossalmente c’è stata veramente moltissima neve, ma non abbiamo potuto sciare liberamente. La gente che può farlo è felice, ma non si gode a pieno l’emozione, sembra un po’ una forzatura”.

AtomicIl tuo migliore sci da pista e quello freeride?
“Il top per la pista per quanto mi riguarda è Redster X9 RS 175, uno sci da gara con raggi di curvatura estremi… uno sci attaccato per terra con cui puoi fare curve inimmaginabili. Per il freeride, il numero uno è Benchetler 120, lo sci costruito e studiato da Chris Benchetler, uno degli skiers più forti al mondo, il quale tutti gli anni disegna personalmemte la serigrafia. È particolare perché ha un rocker in punta e in coda con una costruzione che agevola la sciata in neve fresca; uno sci estremo nato per galleggiare con tantissima neve, ma estremamente portato per fare qualsiasi evoluzione aerea”.

Quali sono le tue altri passioni, oltre lo sci?
“L’altra mia grande passione è il motociclismo e adoro Ducati Corse, un altro marchio super performante, emblema del mondo Racing. Ho sempre paragonato lo sci al mondo delle moto da corsa: velocità e altissime prestazioni, oltre al colore rosso, accomunano e identificano questi due Brand leader mondiali nei loro campi”.

Atomic Instagram Facebook  #weareskiing

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