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Erga edizioni – 15 giugno ore 17 su Coopseitu – Con il “Corsivo nella didattica” si possono risparmiare ogni anno 75.000 pagine per ogni classe elementare

Con il corsivo, la didattica per la scuola primaria è uguale per tutti, includendo tutti

Oggi, martedì 15 giugno alle 17 sul sito di Coop Liguria coopseitu dedicato alle attività sociali conferenza on line sull’innovativo metodo educativo psicomotorio.

Con le autrici – Rossana Lanari e Viviana Federici di Martorana, che presenteranno il volume edito da Erga Edizioni –  intervengono Franco Floris di Accademia Kronos e Marco Merli di Erga edizioni.

La modalità editoriale scolastica odierna verrà confrontata a quella degli anni ‘60, che prevedeva una dotazione per ogni bambino di un abbecedario, un quadernino, un astuccio. Come siamo arrivati alla pratica attuale di circa 75000 pagine utilizzate ogni anno in ogni classe di 22 bambini?

Dopo la significativa esperienza del primo ciclo di applicazione del metodo, che ha visto l’utilizzo del corsivo fin dal primo giorno e nessuna situazione di difficoltà di apprendimento, arriva questo  manuale edito da Erga edizioni, rivolto agli insegnanti che possono usarlo per integrare la loro didattica o adottarlo come libro da seguire.
Il libro è utile anche per i genitori che intraprendono percorsi di homeschooling, perché consente di istruire i bambini in modo creativo ed efficace.

Nel corso della conferenza, durante la quale sarà possibile porre domande in diretta e dove interverrà chi ha già applicato con successo questo metodo educativo, si spiegherà come il corsivo sia alla base dell’apprendimento didattico inclusivo per tutti, perché non isola le persone con maggiori difficoltà.

Un’impostazione coerente con i valori di Coop Liguria, che da quarant’anni offre alle scuole attività didattiche gratuite sui temi della corretta alimentazione, della tutela dell’ambiente e della cittadinanza attiva, lavorando anche sul tema dell’inclusione. Coop Liguria, inoltre, ha attivato presso il Centro di Orientamento ai Consumi di Genova Sestri Ponente uno Sportello pedagogico gratuito, a cura dell’associazione O Tortaieu di Lanari/Federici, rivolto a insegnanti e genitori, per aiutarli a risolvere eventuali problemi di apprendimento dei bambini.

Le stesse Autrici hanno pubblicato con Erga edizioni anche “Perché il corsivo nella didattica – Esiste un filo che, dalla gravidanza, lega l’ascolto del bambino allo scarabocchio, fino alla scrittura corsiva”. Con questo nuovo libro per insegnanti, durante la diretta su coopseitu si potranno approfondire anche le conseguenze immediate di questo metodo sulla spesa delle famiglie, spesso costrette a comprare libri inutili per i ragazzi.

Il libro, infatti, sostiene la campagna ambientale di Accademia Kronos “Io Faccio la mia parte!” che sarà presentata nel corso della Diretta dal presidente dell’Accademia, Franco Floris.

Scrivere di più, stampare di meno
di Viviana Federici di Martorana e Rossana Lanari
La nostra didattica psicomotoria per i primi due anni della scuola primaria si fonda su alcuni punti saldi come l’utilizzo del corsivo dal primo giorno, l’uso della penna non cancellabile e l’insegnamento della lettura senza le sillabe, perché riteniamo fondamentale che i bambini imparino a leggere attraverso il riconoscimento delle singole lettere in modalità fonetica. Proponiamo inoltre di utilizzare i quadernini piccoli (formato A5) e connettere le discipline umanistiche e matematiche in ogni possibile occasione. Viene definito metodo integrato, in quanto utilizza la parola scritta per sostenere la rappresentazione mentale e l’uso dell’abbecedario per processare e manipolare le singole lettere rispettivamente sul piano fonetico e psicomotorio. Può anche essere integrata ad altri metodi, perché dà indicazioni precise ma anche suggerimenti metodologici su come affrontare lo studio delle materie.

Uno dei motivi per cui dal 2016 decidemmo di pubblicare un libro di didattica, che fosse utilizzato unicamente dai maestri e quindi non prevedesse di fornire i libri ai bambini, fu proprio quello di ridurre la quantità di carta nella scuola primaria. Oggi alcune dotazioni scolastiche prevedono otto o nove libri per bambino e non sempre vengono utilizzati tutti.  Negli anni ‘60 esisteva un sussidiario, un libro di lettura e quadernini piccoli; addirittura veniva utilizzato un unico quaderno a quadretti per i primi 3/4 mesi del primo anno della primaria, nel quale si scrivevano italiano e matematica. Il diario non esisteva ancora, si usava il quaderno per le comunicazioni scuola-famiglia.

Per la nostra didattica siamo partite appunto dall’osservare la modalità editoriale odierna confrontata a quella degli anni ‘60, che prevedeva questa dotazione scolastica per ogni bambino. La nostra didattica ha quindi ripreso queste indicazioni pratiche per ridurre anche il peso delle cartelle e sicuramente la quantità di carta stampata per ogni studente; ogni bimbo ha un abbecedario, alcuni quadernini, un astuccio. Decidemmo quindi che la nostra didattica psicomotoria avesse anche questo obiettivo: diminuire lo spreco della carta, fornendo esempi concreti ai bambini attraverso la loro esperienza, che diventava un messaggio chiaro, e contribuire personalmente a ridurre lo sperpero di materiale cartaceo, adottando comportamenti ecologici.

Ma cosa è accaduto nelle proposte didattiche dagli anni ‘60 in poi?
Da quando a metà degli anni ‘80 si prese l’abitudine di utilizzare il quadernone e soprattutto le fotocopie, la didattica stessa ha contribuito ad aumentare il consumo di carta. Non è inusuale ancora oggi, infatti, vedere quadernoni con le facciate bianche ed intonse usate come base per incollare le fotocopie. Osservando il quaderno con questa modalità didattica si evince chiaramente come l’uso di ogni pagina si moltiplichi per tre: la pagina bianca di supporto del quaderno, la pagina bianca sulla quale si applica la colla ed infine la pagina utilizzata. Inoltre appare evidente come anche la quantità di inchiostro che viene utilizzato per le fotocopie non produca certo un beneficio per lo smaltimento stesso del toner.

Dal punto di vista motorio e psicomotorio, il dato più significativo è che i bambini scrivono sempre meno, poiché le fotocopie in genere sono prestampate e i bambini sono chiamati a scrivere pochissime parole all’interno di queste pagine. Cosa significa questo? Che questa didattica non fa fare ai bambini l’esperienza quotidiana dei fattori psicomotori che sono implicati nella scrittura e nella lettura: la coordinazione oculo manuale, il controllo tonico, la distribuzione differenziata e l’aggiustamento posturale. La mancanza dell’abitudine a scrivere, specialmente in corsivo, è una delle conseguenze più gravi della scuola, in quanto solo l’allenamento della scrittura corsiva può incidere positivamente sulla scorrevolezza della scrittura stessa e alla lunga sulla risoluzione delle difficoltà ortografiche; questo accade perché la memoria cinetica della mano impara a connettere suono e segno come un automatismo.

I quadernoni quindi, in questa modalità di esecuzione didattica, sono anche estremamente spersonalizzati, perché non sono portatori dei tratti peculiari di ogni bambino, che si evincono dalla capacità di ognuno di noi di poter scrivere naturalmente in corsivo rispettando quelle che sono le proprie caratteristiche ritmiche e toniche personali. Le fotocopie rendono i quaderni tutti uguali oltre che molto più pesanti. Oltretutto, anche i bambini di prima e seconda hanno un quaderno per ogni materia e il tutto si traduce in un peso eccessivo delle cartelle, andando ad incidere anche sulla postura.

Ma come mai i libri destinati ad ogni bambino sono diventati quasi una decina?

La maggior parte dei libri di didattica, proprio perché indirizzati ai bambini, vengono arricchiti da molte figure e immagini a volte inutili ai fini della funzione didattica stessa, legata all’apprendimento di una nozione. Inoltre, un altro aspetto è legato proprio al piacere della lettura, alla scoperta delle parole anche prive di immagini. I libri per il primo ciclo della primaria generalmente sono ricchi di molte informazioni visive, di storie e narrazioni; e questo, proprio perché la lettura è un’esplosione e all’età dei 6/7 anni è matura per essere esercitata, è proprio inutile.

 Con troppe immagini, non si stimolano i bambini ad essere curiosi nei confronti di un testo scritto. L’eccessiva ricchezza di immagini precostituite impedisce ai bambini di avviare tutto il sistema rappresentativo simbolico che è lo scopo della lettura stessa. Anche in questo caso quindi possiamo trovare una cattiva abitudine a spersonalizzare il sistema rappresentativo dell’essere umano. La grande quantità di immagini inoltre dilata i libri all’inverosimile, moltiplicando le pagine oltre quello che potrebbe essere necessario per avviare le conoscenze e gli apprendimenti dei primi due anni della scuola primaria. Ecco come le pagine dei libri aumentano, rendendo obbligatorio aumentare anche il numero dei libri per ogni materia.

Abbiamo calcolato che lo spreco di pagine in una classe media di 22 bambini è veramente significativo: in un anno vengono usati circa 9 libri per bambino, almeno 7/10 quadernoni con i quadretti da 1 cm, che fanno scrivere i bambini (quando scrivono) ancora più grosso, più le fotocopie nella modalità che abbiamo descritto precedentemente. Se consideriamo che ogni quadernone ha mediamente 70/80 pagine, con lo spreco delle fotocopie moltiplicate per tre, salta fuori un calcolo veramente impressionante. Anche 75000 pagine per un anno di scuola in una classe.

Riteniamo che questo aspetto ecologico sia fondamentale, soprattutto da far vivere in prima persona ai bambini, che, in questo modo, si trovano protagonisti attivi di un processo di miglioramento ambientale, che parte dai banchi di scuola.

Perché il corsivo nella didattica?
di Rossana Lanari e Viviana Federici di Martorana
Erga Edizioni, Genova
12.90 Euro
120 pagine
Brossura
ISBN:  978-88-3298-987-8

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