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Randagismo, al via la formazione prevista dal “Progetto Kosovo” per i medici veterinari e studenti di medicina veterinaria kosovari e albanesi sulla gestione della popolazione canina vagante

Organizzata da LAV, ATB e Fondazione kosovara per i Diritti animali. Un centinaio i partecipanti

Nell’ambito del progetto per la corretta gestione del randagismo in Kosovo, grazie al quale LAV ha già inviato 100 vaccini e altrettanti antiparassitari e trasferito in Italia 6 cani, al fine di inserirli in famiglia, martedì 29 e mercoledì 30 giugno 2021, si terrà il primo modulo della formazione sulla gestione della popolazione canina vagante in Kosovo organizzata da LAV in collaborazione con la Fondazione Kosovara per i Diritti degli Animali e ATB – Associazione Trentino con i Balcani -. 

Il primo modulo prevede due lezioni di due ore ciascuna rivolte a medici veterinari e studenti di medicina veterinaria kosovari e albanesi. Le lezioni saranno tenute da docenti della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari Medico e verteranno su tecniche di sterilizzazione chirurgica nel cane e anestesia.  

“L’esigenza della formazione nasce dal fatto che per contrastare efficacemente il randagismo occorre lavorare sul contenimento delle nascite attraverso la sterilizzazione, e attuare una corretta gestione del fenomeno. – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali Familiari – Con la formazione vogliamo trasmettere la conoscenza delle migliori tecniche chirurgiche per arginare  la riproduzione incontrollata dei cani vaganti, che alimenta il randagismo, che in Kosovo ha delle proporzioni davvero allarmanti. Per questo motivo abbiamo in programma anche un tirocinio in Italia, che vedrà coinvolti fino a cinque medici veterinari partecipanti al corso. Altro obiettivo della formazione è quello di mettere a disposizione l’esperienza LAV riguardo la gestione della popolazione canina sul territorio, una seconda parte della proposta formativa è dunque rivolta anche ai volontari che accudiscono gli animali.”  

Le prime due lezioni, che si svolgeranno on-line con interpretariato simultaneo in lingua albanese, sono state accolte con favore non solo dai medici veterinari e studenti di medicina veterinaria kosovari, ma anche da quelli albanesi, che hanno chiesto di poter partecipare alla formazione. 

La formazione proseguirà in autunno con il secondo modulo, che prevede lezioni dedicate all’etologia e alla comunicazione del cane, e alla sua corretta gestione sul territorio, e vi potranno partecipare anche i volontari locali. Infine, tre medici veterinari italiani, che parteciperanno alla nostra missione in Kosovo, faranno una formazione pratica rivolta ai veterinari kosovari. 

“La presenza di cani randagi in Kosovo è allarmante, sia nei centri abitati sia nelle zone rurali. Non si conosce il loro numero perché non sono mai stati censiti, ma si stima possano essere circa 30.000. Inoltre, i canili sono pochi e tutti al collasso. Il fenomeno, poi, è reso particolarmente drammatico a causa della totale assenza di presidi veterinari pubblici e della limitata presenza di volontari in aiuto dei randagi. – dichiara Sara Leone, responsabile operativa del progetto – In questo contesto LAV, assieme all’Associazione Trentino con i Balcani, alla Fondazione kosovara per i Diritti degli Animali ha elaborato un progetto finalizzato alla realizzazione di un piano di gestione del randagismo nelle municipalità di Decan e Yunik”. 

Il progetto per la corretta gestione del randagismo in Kosovo, oltre alla formazione, prevede aiuti diretti ai cani che vivono sul territorio, parte dei quali sono stati già inviati, campagne di vaccinazione e microchippatura e una campagna di sterilizzazione a opera di una equipe di veterinari che LAV invierà, nonché l’inserimento in famiglia dei cani dei 6 che abbiamo trasferito in Italia per inserirli in famiglia (link ai cani kosovari in adozione). 

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