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Gorgona, isola-carcere e modello di nonviolenza tra umani e animali: il progetto prosegue, con importanti novità

LAV: siamo tornati sull’isola per testimoniare il nostro lavoro a chi in questi mesi ci ha sostenuto
Perché il sogno viva abbiamo bisogno anche di te: scopri come contribuire al progetto e diventare parte di questa esperienza unica sul sito

LAV dalla parte degli Animali logoCon una delegazione di sostenitori, nella giornata di martedì 27 luglio LAV è tornata sull’isola-carcere di Gorgona, per testimoniare e raccontare il suo lavoro degli ultimi mesi, annunciando importanti novità per il progetto “Gorgona, isola dei diritti umani e animali”. 

Fortemente voluto dall’associazione e reso possibile da un Protocollo di Intesa che la vede protagonista insieme a Comune di Livorno e Casa Circondariale, il Progetto è stato varato nel gennaio 2020, con un ingente contributo economico dell’associazione per pagare il cibo necessario agli animali sull’isola, mantenere quelli trasferiti, sollevando così da spese importanti l’Amministrazione penitenziaria, mettendo fine alle produzioni zootecniche e alle macellazioni sull’isola, ed inaugurando un nuovo modello di relazioni nonviolente tra detenuti e animali, che sarà condotto dalla cattedra di Diritto penitenziario dell’Università di Milano Bicocca (scheda del progetto in allegato). 

Oggi tutti gli animali dell’isola sono salvi e nessuno di loro verrà più sfruttato né ucciso per la produzione zootecnica. Ma perché il progetto viva – e perché gli animali possano essere accuditi nel migliore dei modi – è necessario ridurre il numero di quelli che attualmente vivono a Gorgona, risultato dell’attività di riproduzione incentivata anni fa ai fini dello sfruttamento zootecnico. Per questo LAV si sta facendo carico di trasferire sulla terraferma e di trovare una casa a 450 di loro, appena riprenderà il mare la motonave Urgon, indispensabile per poter realizzare i trasporti in sicurezza. Al momento, 85 animali hanno già lasciato l’isola e vivono al sicuro in rifugi per animali sottratti allo sfruttamento.  

LAV-Gorgona“Nonostante le restrizioni e i rallentamenti imposti dalla pandemia e dalla mancanza di una motonave per i trasporti degli animali, non ci siamo fermati e, dopo il primo trasferimento di diverse decine di pecore e galline a giugno dello scorso anno, abbiamo continuato a lavorare perché il sogno di Gorgona diventi una realtà permanente – dichiara Gianluca Felicetti, Presidente LAV – all’inizio di questo anno, inaugurato da un bellissimo calendario che racconta il nostro Progetto, con il patrocinio del Ministero della Giustizia, ci siamo recati sull’isola con nostri veterinari per sterilizzare 65 animali, evitando così nuove riproduzioni, e assicurando che il numero di quelli sull’isola resti commisurato alle strategie della riabilitazione dei detenuti e alla buona riuscita del progetto di buone pratiche nella relazione uomo-animale, curato dall’Università di Milano Bicocca”.  

Ma non è tutto. In occasione della visita sull’isola, LAV ha annunciato altre importanti novità:
in questi mesi il macello e il caseificio presenti sull’isola sono stati finalmente smantellati, a sottolineare ulteriormente che nessun animale potrà più venire ucciso o sfruttato a Gorgona.  Le relative strumentazioni sono state acquisite dalla LAV a seguito dell’avviso pubblico per la cessione delle attrezzature dismesse, con una base d’asta di 21.400 € per l’acquisto, affinché non siano più impiegate come strumento di morte e sfruttamento animale, a Gorgona né altrove. 

Grazie al contributo di LAV, che ha sostenendo la fornitura di cibo per gli animali sull’isola, il carcere ha potuto – col risparmio ottenuto – far lavorare in questi mesi tutti i detenuti presenti a Gorgona. LAV ha quindi prodotto un impatto sociale anche per la popolazione detenuta, e non solo per gli animali 

Inoltre, LAV si è proposta alla Casa Circondariale per finanziare dei progetti lavorativi per uno o più detenuti, da impiegare nella cura degli animali e nelle attività realizzate dall’Università con i detenuti attraverso la relazione uomo-animale. Tale iniziativa permetterà inoltre ad alcuni di loro di acquisire competenze professionali che potranno essere spese nel mondo del lavoro, al termine del periodo di detenzione. 

Infine, LAV auspica di poter riprendere al più presto le operazioni di trasferimento degli animali in sovrannumero sull’isola, attività per le quali è necessaria l’attività della motonave Urgon della Polizia Penitenziaria, da tempo in riparazione, annunciata ora per l’autunno prossimo e che consentirà il loro spostamento in sicurezza verso le nuove sistemazioni che l’associazione sta identificando per loro. 

“Il nostro augurio – conclude Felicetti – è che il modello Gorgona, fondato sul rapporto umani-animali come mezzo di ‘rieducazione e riabilitazione’, non più basato sullo sfruttamento ma su cura e rispetto reciproci, diventi presto modello anche per altre realtà, e che funga da esempio per la nostra società, chiamata, oggi più che mai, a ripensare profondamente il proprio rapporto con gli animali.” 

Perché il sogno che finalmente rinasce a Gorgona diventi realtà, c’è bisogno di tutti! Per questo LAV fa appello a sostenitori, cittadini, e a tutti coloro che credono nel diritto a una seconda opportunità di vita per ogni essere, umano o animale. Ognuno può entrare a far parte di questa esperienza unica, sostenendo il Progetto Gorgona, isola della convivenza nonviolenta tra uomini e animali, con una donazione.

 28 luglio 2021 

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