Traduzione in Lingua dei segni realizzata dall’interprete Antonella Arpe

Venerdì 8 ottobre alle 18, in piazza di S. Cosimo a Genova nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, all’interno della rassegna di eventi culturali del Centro Culturale San Paolo, presentazione e dibattito su Donne, madri e… molto di più, L’universo sorprendente della generatività.
Ne parlano Tiziana Cecchinelli – “Peccato io non sono sorda” (Erga edizioni) Eliana Di Caro – “Le madri della Costituzione” (Il Sole 24 ore) Federica Storace – “Madri per sempre” (Erga edizioni).
Interviene Maria Rosa Biggi – CIF Centro Italiano Femminile. Modera Carla Scarsi – Giornalista. È necessario il Green pass Prenotazione obbligatoria libreriasanpaologenova@stpauls.it E’ prevista la diretta FaceBook.
“La cultura della cura, come “impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti”. Pandemia e momenti difficili “…ci insegnano l’importanza di prenderci cura gli uni degli altri e del creato, per costruire una società fondata su rapporti di fratellanza. Perciò ho scelto come tema di questo messaggio: La cultura della cura come percorso di pace”
Parole di Papa Francesco che possono introdurre il dibattito che si tiene a Genova l’8 ottobre. Una discussione all’interno del mondo femminile sul ruolo di donne che si sono occupate di “altre maternità”: le insegnanti, come Tiziana Cecchinelli che accompagna i bambini sordi ad entrare in contatto col mondo; e poi le madri della Costituzione, quel 3,7% di presenza femminile dell’Assemblea Costituente, 21 su 556 membri, fondamentali nella stesura della Carta, analizzate nel loro impegno civile da Eliana Di Caro nel suo volume edito dal Sole 24 Ore Libri. E infine le suore, che si occupano con amore materno di altre persone che non sono loro figli, intervistate da Federica Storace. Donne differenti per generazione, estrazione sociale, formazione, professione, ideologia, ma tutte accomunate da una passione per la cura degli altri, intellettuale, fisica o civile, passione che genera qualcosa che non ha nulla a che vedere con il DNA e con la biologia.
“Ho imparato a capire mia madre solo quando sono diventata madre – racconta Tiziana Cecchinelli – e ho accettato di essere una figlia. Non c’è un solo modo di essere madre, io dalle mie due madri ho avuto la possibilità di ereditare e maturare vari aspetti della maternità. La mia mamma udente mi ha consentito di crescere sia da un punto di vista cognitivo che emotivo nonostante fosse una madre iperprotettiva. Da lei ho ereditato tanti punti di forza e anche l’insicurezza che deriva inevitabilmente dall’avere una madre onnipresente. Paradossalmente il mio senso di autostima cresceva con la mia madre sorda: io sentivo, a differenza sua, e quindi ero capace di fare tutto. Da lei ricevevo quella sicurezza che invece sentivo mi mancava dall’altra parte”.
“Quelle donne (della Costituente, ndr) ci hanno lasciato un insegnamento fondamentale, – ha detto Eliana Di Caro in un’intervista – hanno avuto una visione di modernità che penso sia un grande patrimonio. Io spero che i nostri giovani, le ragazze e soprattutto i ragazzi che vanno a scuola ai giorni nostri le conoscano, le apprezzino, interiorizzino il loro messaggio. Francamente penso che soltanto attraverso il processo di conoscenza e consapevolezza si possa resistere dal “retrocedere” . Ci sarebbe bisogno che dei bravi professori trovassero del tempo per spiegare queste cose: non si può non conoscere la Costituzione e non avere idea di chi fossero le costituenti. Sono cose fondamentali”-
“Io non cercavo una madre, una dimora per l’anima, – precisa Federica Storace – quando ho incontrato Anna Maria (la superiora della Comunità-Casa di Riposo in cui viveva), ma, forse, ne avevo bisogno. Anna Maria, invece, provava l’urgenza di mettere a punto un “bilancio”. Faceva i conti con l’avanzare degli anni, il peso della responsabilità; non stava bene e sapeva che la sua malattia, il Parkinson, sarebbe peggiorata inesorabilmente. Anche per lei non era un “bel periodo”. Desiderava, però, essere certa che la sua rinuncia alla “maternità fisica” fosse stata comunque una scelta generante e feconda, voleva che continuasse ad esserlo, nonostante la vecchiaia, per sempre”.
L’attenzione di Erga edizioni verso la comunità dei non udenti ha nuovamente previsto in questa presentazione la traduzione in Lingua dei segni realizzata dall’interprete Antonella Arpe.




