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Immissioni di fagiani a fini venatori: video LAV denuncia milioni di animali fatti nascere ogni anno con il solo scopo di essere uccisi dai cacciatorii

LAV: abbiamo scritto ai ministri Speranza e Cingolani per sospendere ogni attività di ripopolamento! Atto dovuto a tutela degli animali, degli equilibri ambientali e per prevenire la diffusione di malattie 

LAV dalla parte degli Animali logoNel corso degli anni, gli animali più ambiti dai cacciatori, soprattutto lepri e fagiani, sono stati uccisi in modo così massiccio, da farli praticamente scomparire dal territorio.

Per questo motivo ogni anno, dopo la chiusura della stagione di caccia, si avviano le operazioni di immissione e ripopolamento. Milioni di animali, fatti nascere con il solo scopo di essere uccisi dai cacciatori, escono dagli allevamenti per essere rilasciati sul territorio.  

La stragrande maggioranza di loro, con punte che arrivano fino al 70%, morirà nel giro di poche settimane a causa di stenti o per incapacità nell’adattarsi alla vita selvatica, i sopravvissuti saranno destinati ad essere uccisi dal piombo dei cacciatori a partire dalla terza domenica di settembre.

Lo denuncia LAV in un video che documenta la fase di preambientamento a cui sono costretti i fagiani.

Si tratta di un periodo nel quale gli animali, dopo essere stati prelevati dagli allevamenti, vengono rinchiusi in recinti o strutture che dovrebbero gradatamente adattarli alla vita selvatica, limitando così il numero di animali morti perché inadatti alla vita libera. Le immagini mostrano centinaia di animali spaesati, stressati, impauriti, che vengono maneggiati dai cacciatori come fossero oggetti da trasferire da una gabbia all’altra, senza la minima cura per la loro condizione.

Il fenomeno delle immissioni e dei ripopolamenti a fini venatori è un ulteriore elemento di crudeltà della caccia. Sebbene sia poco conosciuto, coinvolge ogni anno milioni di animali il cui destino è segnato sin dalla nascita: finire impallinati dai cacciatori. Ma è anche una pratica gravemente impattante dal punto di vista ambientale, infatti, l’immissione massiccia di animali–preda sul territorio, comporta pesanti squilibri tra le specie faunistiche, in particolare rispetto ai predatori, come dimostra il caso delle volpi che vengono uccise dai cacciatori proprio perché possono predare i fagiani.

“I cacciatori sostengono a parole di essere i primi ambientalisti, gli unici a poter garantire l’equilibrio tra le specie animali selvatiche, nei fatti invece dimostrano di essere loro stessi i primi responsabili degli squilibri ambientali determinati dal loro sanguinario passatempo”, dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV area Animali Selvatici. 

Inoltre, gli animali come i fagiani, nati e cresciuti in allevamento, possono rappresentare un veicolo di introduzione e diffusione di gravi patologie sul territorio, quali per esempio l’influenza aviaria, un virus che può compiere il salto di specie infettando l’essere umano.

Per tutti questi motivi LAV ha già inviato una lettera ai Ministri Speranza e Cingolani chiedendo di sospendere ogni attività di ripopolamento, a tutela della vita degli animali, degli equilibri ambientali e per prevenire ogni rischio di diffusione di patologie che potrebbero colpire anche l’essere umano.

Il trattamento riservato dai cacciatori a milioni di fagiani ogni anno, è quanto di più abietto si possa immaginare. Gli animali, abituati fin dalla loro nascita in allevamento a considerare l’uomo come colui che fornisce loro cibo e assistenza, non scappano neppure dai cacciatori e sono da questi ricambiati con scariche di pallini di piombo, usati come giocattoli a disposizione delle loro doppiette.

“Non possiamo più tollerare una tale, assurda violenza commessa in spregio al benché minimo senso di empatia e rispetto nei confronti di altre forme di vita. Anche per questo motivo rinnoviamo la nostra richiesta ai Ministri Speranza e Cingolani di fermare per sempre l’ignobile pratica del ripopolamento a fini venatori – conclude la LAV.”

17 febbraio 2022

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