Tempo d’amarsi di Elio Ruffo restaurato dalla Cineteca di Milano
Domenica 18 settembre ore 17.30
Alla presenza di Enrica Ruffo, figlia del regista
Cineteca Milano Arlecchino
Il film
Tempo d’amrsi
Regia: Elio Ruffo
Nazione: Italia
Anno: 1955
Soggetto e sceneggiatura: Elio Ruffo
Fotografia: Adriano Bernacchi
Montaggio: Rodolfo Palermi
Musica: Roman Vlad
Produzione: Elio Ruffo
Interpreti: Loretta Capitol, Sandro Moretti, Ciccio Pelle, Angelo Stranges, Pippo Carpentieri, Peppe Carpentieri, Gianni Marvelli
Durata: 78’

A seguito della morte del padre, il piccolo Gianni fugge di casa per cercare lavoro in fabbrica. La sorella Rosina, accompagnata dal fidanzato Beppe, si mette alla sua ricerca. Attraverso le peripezie di Gianni e Rosina, il regista Elio Ruffo mette in scena il disagio sociale della Calabria profonda, seguendo il solco tracciato dal miglior cinema neorealista.
Girato tra i paesi calabresi di Bovalino e San Luca, Tempo d’amarsi è un’opera prima dalla quale emerge una sincera urgenza comunicativa: dare voce ai più deboli, a coloro che versano in condizioni di povertà estrema, vessati da una classe dirigente corrotta e da un sistema sociale ancorato ai pregiudizi. Le inquadrature sono sempre ben architettate e studiate, con alcuni evidenti rimandi pittorici (come il Cristo morto del Mantegna, nelle sequenze iniziali del funerale del padre).

I protagonisti sono spesso ripresi a campo largo, immersi nella natura calabrese aspra e selvaggia, che prende il sopravvento. Si tratta di una scelta stilistica in armonia con l’intento di denuncia del film, il cui titolo originale sarebbe dovuto essere Dopo l’alluvione, in riferimento alla fragilità del territorio e ai mancati interventi da parte delle autorità locali.
La distribuzione impose poi un titolo più conciliante. La censura eliminò invece un paio di scene considerate peccaminose, tra Rosina e il fidanzato, di cui si conservano però delle fotografie di scena.

Sono interessanti e quasi mai leziosi i movimenti di macchina, come nelle sequenze iniziali, quando l’inquadratura si sposta tra le varie stanze spoglie della casa e ci introduce ai componenti della sventurata famiglia. La trama scarna lascia spazio a squarci di umanità sincera e a piccoli momenti delicati e poetici, che raccontano l’infanzia di Gianni, in bilico tra la fanciullezza e una crescita prematura.
Il film venne presentato al IX festival di Locarno, dove ricevette una menzione speciale come miglior opera italiana di quell’anno. Se l’influenza su Elio Ruffo del cinema neorealista è chiara, anche se mai si erano visti dei protagonisti girare addirittura scalzi, è una congettura interessante il fatto che alcune scene ricordano vividamente I Quattrocento colpi (1959) di Truffaut (di quattro anni dopo!) e addirittura, per andare molto avanti temporalmente, Dov’è la casa del mio amico (1987) di Kiarostami.
Ė un vero peccato che un regista che ha posto delle basi così solide per un cinema poetico e politico allo stesso tempo, si sia spento prematuramente, riuscendo a produrre solo altri quattro corti ed un lungometraggio, Una rete piena di sabbia (1966).
Tempo d’amarsi è un film che merita di essere visto, perché tratteggia un’umanità in difficoltà, che trova il riscatto attraverso l’unione e la solidarietà tra i membri della comunità. Il restauro in 4K è stato effettuato a partire dal negativo originale 35mm.
Elio Ruffo (Reggio Calabria, 24 dicembre 1921 – Bovalino, 16 Giugno 1972) porta nel sangue una propensione all’impegno sociale e politico. Il padre di Elio, l’avvocato Gaetano Ruffo, fervente antifascista, fu costretto a ritirarsi nel paese natale di Bovalino, impossibilitato ad esercitare la professione, a causa della sua strenua opposizione al regime. I suoi primi lavori da regista, sono i documentari S.O.S Africo del 1949 e Gente del sud (1950), che anticipano la poetica e i temi a lui cari: l’attenzione nei confronti degli ultimi, della povera gente della sua terra. Si tratta di una posizione coraggiosa che non raccoglie necessariamente il consenso dei conterranei. É quindi con grande caparbietà che nel 1955 Ruffo produce il suo primo lungometraggio, Tempo d’amarsi. Esce solo nel 1966, dieci anni dopo il primo, Una rete piena di sabbia, secondo e ultimo lungometraggio di Ruffo, film-inchiesta ambientato in Calabria. Una morte improvvisa però, colse Elio Ruffo appena cinquantenne. I pochi lavori che ci ha lasciato restituiscono un cinema allo stesso tempo impegnato e poetico, dettato dall’amore per la propria terra e dalla partecipazione sincera alla sofferenza della propria gente. Il cinema di Elio Ruffo è scandito dal coraggio di chi vuole cambiare le cose, perseguendo ideali di giustizia e libertà.
Il programma dei film
Domenica 18 settembre ore 17.30
Tempo d’amarsi
R. e sc.: Elio Ruffo. Fotografia: Adriano Bernacchi. Montaggio: Rodolfo Palermi. Musica: Roman Vlad. Int.: Loretta Capitol, Sandro Moretti, Ciccio Pelle, Angelo Stranges, Pippo Carpentieri, Peppe Carpentieri, Gianni Marvelli. Italia, 1955, 92’.
A seguito della morte del padre, il piccolo Gianni fugge di casa per cercare lavoro in fabbrica. La sorella Rosina, accompagnata dal fidanzato Beppe, si mette alla sua ricerca.
Il regista Elio Ruffo mette in scena il disagio sociale della Calabria profonda, seguendo il solco tracciato dal miglior cinema neorealista. Girato tra i paesi calabresi di Bovalino e San Luca, Tempo d’amarsi è un’opera prima dalla quale emerge la sincera urgenza di dare voce ai più deboli, a coloro che versano in condizioni di povertà estrema, vessati da una classe dirigente corrotta e da un sistema sociale ancorato ai pregiudizi.
Edizione restaurata da Cineteca Milano, presentata in anteprima al Locarno Film Festival.
Enrica Ruffo, figlia del regista Elio Ruffo, sarà presente in sala insieme a Matteo Pavesi, direttore Cineteca Milano
Al termine, rinfresco offerto a tutti gli spettatori.
In replica: martedì 20 settembre ore 17.00; mercoledì 21 settembre ore 19.00; venerdì 23 settembre ore 17.00; domenica 25 settembre ore 15.00.
Martedì 20 settembre ore 17.00
S.O.S Africo – Cortometraggio
R. e sc.: Elio Ruffo. Direttore della fotografia: Aldo Alessandri. Musiche: Virgilio Chiti. Montaggio: Pino Giovini. Produzione: Associati. Voce fuori campo/commento parlato: Sandro Paternostro. Italia, 1949, 10′.
Documentario che racconta con realismo e crudezza le condizioni di povertà in cui versano le genti del paese di Africo, dove «un paio di scarpe è un lusso, una moneta, una reliquia, una forma di pane nero, un tesoro, una tazza di latte una benedizione».
In replica: mercoledì 21 settembre ore 19.00; venerdì 23 settembre ore 17.00
Gopvedì 22 settembre ore 19.00
Una rete piena di sabbia
R. e sc.: Elio Ruffo. Direttore della fotografia: Renato Fait. Musiche: Teo Usuelli. Montaggio: Mario Giacco. Int.: Cyrus Elias, Fulvia Franco, Ettore Garofalo, Gabriella Giorgielli, Myriam micol, Mirella Pamphili, Renè Curè, Tullio D’Achille, Fred Coplan, Alfrdo Colantoniu, Gaetano Dell’Era, Peppino Ferrara, Giuliano raffaelli, Olga Solbelli. Produzione: Ars cinematografica. Direttore della produzione: Attilio Tosato. Studi: Istituto Luce. Location: San Luca, Bovalino, Locri, Sidereo, Marina di Gioiosa, Rocella, Copanello, Catanzaro. Italia, 1966, 98′.
Un regista torna nella sua terra natia, un paesino calabrese della costa jonica, per girare un
documentario. Il regista si appassiona alla causà dei poveri pescatori, tra cui il giovane Rocco, che promette il suo voto al baronino che vuole lanciarlo come promessa del calcio, ma finirà nelle maglie della malavita. Le speranze per il futuro di Rocco e della sorella Lisa vengono tragicamente disattese come una rete gettata in acqua che raccoglie solo sabbia.
Ingresso speciale Cinema in Festa € 3,50.
Cineteca Milano Arlecchino
Via San Pietro all’Orto 9
20121 Milano
Modalità di accesso alla sala
Ingresso speciale Cinema in Festa € 3,50.
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Cineteca Milano
Viale Fulvio Testi 121 Milano Bicocca




