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Pandolfini 26 ottobre – International Fine Art e Importanti Maioliche Rinascimentali

Aste 26 ottobre 2022
Esposizione 22-25 ottobre 2022 Firenze, Palazzo Ramirez-Montalvo

Pandolfini-logoInternational Fine Art
Un gusto internazionale, un linguaggio di respiro europeo e volendo orientale, è il filo conduttore della vendita che sarà battuta il prossimo 26 ottobre da Pandolfini a Palazzo Ramirez-Montalvo a chiusura dell’esposizione in programma dal 22 al 25 ottobre compresi.

Il catalogo, già online, propone un’accurata selezione di opere: bronzi, arredi, dipinti, objets de vertu… il cui trait d’union è l’essere caratterizzati da raffinatezza esecutiva, eleganza e grande impatto decorativo, in sostanza: opere e oggetti destinati a un pubblico che ama lasciarsi sorprendere dalla grandiosità e della bellezza dell’arte.

Rispecchia tutte queste caratteristiche un rarissimo LAMPADARIO, con stelo sottile che regge due palchi di sei luci ognuno, realizzato nella prima metà del XVII secolo nel sud della Germania, che è stimato 90.000/120.000 euro. L’originalità e la perizia esecutiva con cui è stato eseguito ne fanno il “classico” oggetto per le Wunderkammer che raccoglievano ogni sorta di meraviglia. Piccolo di dimensioni è tutt’ora custodito nel suo astuccio di forma architettonica realizzato in legno intagliato e dipinto (lotto 48).

PandolfiniOriginale e piccolo è anche il MODELLO DI TEMPIO realizzato in sughero su base di legno che riproduce i ll Tempio di Poseidone di Paestum; creato tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo è in catalogo con la richiesta di 10.000/15.000 euro (lotto 22).

Per i mobili segnaliamo un inusuale TAVOLO, con ogni probabilità di manifattura siciliana della prima metà dell’Ottocento, che presenta un piano in marmo bianco, marmo verde e bronzo dorato, sorretto da quattro fieri levrieri intagliati a tutto tondo in legno di mogano e uniti alla base da una traversa, la cui stima è di 14.000/18.000 euro (lotto 18), mentre è di 15.000/25.000 euro la richiesta per un TAVOLO, toscano della seconda metà del XIX secolo, con piano circolare in scagliola e micromosaici che raffigurano otto tra i più importanti edifici religiosi del mondo, raffigurati entro medaglioni uniti da una catena e circondati farfalle e un serto di edera e campanule, che vanno dalla Basilica di San Giovanni in Laterano alla St. Paul Cathedral,  dal Duomo di Milano, la Basilica di San Marco e il Duomo di Orvieto alle Pagode di Kakku in Birmania, dalla Cattedrale di Tours e il Duomo di Bonn  al Tempio di Virupaksha ad Hampi. Il piano è sorretto da quattro gambe a colonnina che poggiano su una base in marmo (lotto 36).

Pandolfini-Pendola ElefanteLe pietre dure caratterizzano anche uno STIPO di forma architettonica con scomparti e cassettini estraibili, realizzato in ebano con profili dorati a Venezia nel corso del XVI secolo, che è offerto a 5.000/7.000 euro (lotto 6).

Dalle pietre dure ai marmi per segnalare una GRANDE VASCA in marmo bianco scolpita con una fascia a baccellature e piedi ferini che ha una stima di 10.000/15.000 euro, una COPPIA DI BUSTI realizzati in marmi policromi raffiguranti Diocleziano e Gallieno valutati 5.000/8.000 euro, e un VASO MONUMENTALE, Roma prima metà del XIX secolo, scolpito a più ordini di modanature in marmo Portasanta che è in catalogo con la richiesta di 15.000/25.000 euro (lotti 69, 7 e 11).

Torniamo agli arredi per parlare di una COPPIA DI PANCHE da ingresso di forma sagomata in legno dipinto in policromia che hanno la seduta apribile e lo schienale centrato da uno stemma nobiliare. Realizzate in Italia centrale nella prima metà del XVIII secolo, hanno una stima di 8.000/12.000 euro (lotto 26).

Pandolfini-DivanoCon le sedute passiamo a parlare di due lotti stampigliati uno da Père Gourdin e uno da Louis Delanois, entrambi Francia metà XVIII secolo, che sono rispettivamente un DIVANO da riposo dalla linea mossa e una COPPIA DI BERGÈRES caratterizzate dallo schienale à la reine: tutti e tre gli arredi sono realizzati in legno di faggio e hanno schienali e sedili imbottiti, le loro valutazioni sono di 10.000/15.000 e 12.000/18.000 euro (lotti 27 e 28).

Tra i molti oggetti  d’arte che il catalogo presente, sempre grande attenzione e interesse suscitano gli orologi da tavolo o da camino o i CARTEL come quello “d’applique” decorato in stile Boulle da Charles Baltazar à Paris realizzato nel XVIII secolo e valutato 5.000/8.000 euro (lotto 10). Chiudiamo con altri due orologi particolarmente curiosi, il primo è uno francese del XIX secolo, realizzato in bronzo dorato e patinato che raffigura un elefante che regge l’orologio su cui svetta Cupido, l’altro, Austria primo quarto del XIX secolo, è un piccolo OROLOGIO DA TAVOLO in ottone, smalti e osso decorato con un putto e due figure femminili: le allegorie di musica e poesia. Le richieste sono rispettivamente di 2.000/3.000 e 6.000/8.000 euro (lotti 19 e 21).

La vendita si chiude con un’interessante collezione di più di 50 objets de vertu di area russa, che costituiscono un esempio tangibile della maestria che ha caratterizzato l’opera dei maestri orafi agli inizi del XX. 

Pandolfini-lotto 18Su tutti spicca, non foss’altro per l’unicità dell’oggetto e gli impliciti richiami storici, un UOVO “IMPERIALE“, in smalto blu traslucido con gli emblemi della Casa Imperiale russa e i monogrammi dello Zar Nicola II, che contiene al suo interno un ranocchio. L’uovo, completo di astuccio è stimato 15.000/25.000 euro (lotto 93).

Riferimenti allo Zar Nicola II, un’aquila bicipite e le sue iniziali, li troviamo anche sul coperchio di due GRANDI SCATOLE, una in smalto traslucido verde e una in smalto blu che sono valutate rispettivamente di 8.000/12.000 e 6.000/9.000 euro (lotti 73 e 72). Preziosa è una COPPIA DI CANDELIERI in pietra dura, smalto e oro di forma a colonna con basi circolari caratterizzate da motivi guilloché, in catalogo per 7.000/10.000 euro (lotto 71), mentre altri due DUE CANDELIERI fanno parte di un lotto valutato 5.000/8.000 euro che comprende anche una bella cornice, tutti in nefrite e smalto blu (lotto 121). Troviamo poi due PICCOLI FLACONI realizzati in forma di campanello, uno in oro e smalto rosso e un in argento e smalto blu, ma entrambi decorati con festoni e drappi trattenuti da fiocchi, che sono offerti ognuno a 3.000/5.000 euro (lotti 84 e 82). 

Pandolfini-lotto 22La raccolta conta anche tre OROLOGI DA TAVOLO di cui uno in nefrite con il quadrante in smalto bianco firmato Fabergé, completo di astuccio ha una valutazione di 2.500/4.000 euro (lotto 97). Medesima richiesta per una CORNICE RETTANGOLARE, in oro e argento con fondo in smalto blu e per una PICCOLA TABACCHIERA in oro con fondo in smalto bianco su cui campeggia un’aquila bicipite contornata da ghirlanda di foglie con boccioli (lotti 79 e 75).

In catalogo vi sono anche sette tabacchiere, dodici cornici di cui due in coppia, due orologi, due portasigarette, due scatole, sei icone, cinque elegantissimi porta carnet di ballo e altri oggetti tra cui un porta sigari, un manico d’ombrello,  un vasetto, un bocchino, un cofanetto, un set di tagliacarte e lente, un portapillole…

Importanti Maioliche Rinascimentali
Dopo gli importanti cataloghi proposti negli ultimi anni premiati da una lunga e consistente serie di successi, il prossimo 26 ottobre Pandolfini continua nella felice proposta di opere di maiolica rinascimentale con una accurata e ricca selezione rappresentativa della vasta produzione italiana provenienti, per la quasi totalità, dalla raccolta dell’antiquario fiorentino Mauro Berti, persona umanamente e professionalmente benvoluta e stimata da tutti.

Pandolfini-lotto 21Nell’ultimo anno Pandolfini ha posto in vendita centinaia di opere provenienti da questa raccolta, ora ha l’onore e il piacere di offrire al pubblico degli appassionati e collezionisti un gruppo di maioliche, la sua vera e principiale passione, che è la selezione della selezione, il meglio, e per questo, assieme alla famiglia si è scelto di renderlo noto.

Quindi, facendo seguito a due importanti selezioni già proposte con successo in questa sede lo scorso anno, in questo catalogo spiccano alcune importanti opere che appartengono a pieno titolo alla storia della maiolica Italiana.

Primo fra tutti uno splendido PIATTO DA POMPA con scena dalla storia romana con Muzio Scevola, opera principe del pittore derutese Giacomo Mancini detto “il frate” che viene proposta in vendita a 10.000/15.000 euro (lotto 33).Il piatto, noto agli studiosi per le molte autorevoli pubblicazioni, può entrare in una nuova collezione così come altre opere provenienti dalla città umbra caratterizzate da stili e decori differenti, a conferma della grande importanza della maiolica nella zona e della grande versatilità dei suoi maestri. Un buon esempio è la COPPA decorata a grottesche e candelabra, siglata P sul retro che è offerta a 15.000/25.000 euro (lotto 21).

Pandolfini-lotto 6Poi, dalla COPPIA DI VASI di forma biansata in terracotta invetriata blu ceruleo di Giovanni della Robbia e offerti a 20.000/30.000 euro (lotto 6) si transita da opere rare e sempre ricche di fertili discussioni tra gli studiosi a rappresentanza di un momento di grande attività tra le botteghe dell’Italia centrale: tra esse il TAGLIERE realizzato a Siena agli inizi del ‘500 decorato nel cavetto con un medaglione e sulla tesa con un motivo a grottesche (lotto 1) o il TONDINO con “petal back”, Deruta 1520 circa, anch’esso degno delle maggiori collezioni (lotto 10), le stime rispettive sono di 8.000/12.000 e 12.000/18.000 euro.

Persino le opere più “tradizionali” come i grandi piatti da parata con ritratti sono frutto di attenta e colta selezione nel ritratto stesso come nella lettura degli elementi, per così dire secondari, del decoro, e per questo si confida abbiano esiti collezionistici tra i più felici. Tra questi: un PIATTO DA PARATA, Deruta 1500-1520, decorato in blu e lustro dorato con una giovane donna nel cavetto e un motivo di corona fogliata sulla tesa, in catalogo a 7.000/10.000 euro, mentre sono richiesti 8.000/12.000 euro per un PIATTO DA PARATA, Deruta 1520-1530 circa (lotto 11 e lotto 15).

Una particolare attrattiva esercita lo splendido e raro TAGLIERE con decoro a “candelabra e trofei” e motto “omnia vincit amor” decorato a policromia e ornato da lustro rosso e oro realizzato nel 1531 a Gubbio da Mastro Giorgio, in catalogo a 8.000/12.000 euro (lotto 16).

L’importante raccolta di Mauro Berti comprende un ampio e diversificato panorama di proposte delle più prestigiose botteghe urbinati con scene che vanno dai vasti paesaggi aperti e accoglienti del PIATTO del servizio Salviati valutato 8.000/12.000 euro (lotto 34), alla pacata armonia stigmatizzata nel PIATTO con Orfeo  che incanta gli animali (lotto 35) o nell’etereo PIATTO con il concilio degli Dei morbidamente adagiati su nuvole cotonose (lotto 39), entrambi realizzati da nella bottega di  Guido Durantino e stimati rispettivamente 12.000/18.000 e 15.000/25.000 euro.

Tre opere rappresentative della produzione fertile e innovativa del Ducato di Urbino nel corso della prima metà del secolo XVI entrano a pieno titolo nell’interesse del collezionismo, e ci si augura si presteranno a ulteriori e importanti studi sulla storia della maiolica rinascimentale, tre lotti in particolare. Sono: un PIATTO del 1530 dell’ambito di Nicola di Urbino, realizzato dal Maestro del Bacile di Apollo o dal Maestro della Decollazione, interamente decorato con una scena istoriata in cui è raffigurato San Gerolamo in meditazione, valutato 30.000/50.000 euro (lotto 18), un PIATTO del 1534 circa della cerchia di Xanto Avelli anch’esso decorato con una scena istoriata per il quale sono richiesti 25.000/35.000 euro (lotto 19) e un PIATTO realizzato tra il 1525 e il 1535 a Urbino o Casteldurante offerto a 20.000/30.000 euro, interamente decorato con una scena istoriata caratterizzata da due personaggi con al centro in lontananza un paesaggio lacustre (lotto 20).

Un PIATTO curioso, in catalogo a 15.000/25.000 euro, accattivante e particolarmente interessante è poi quello denominato come “Acquario” nel quale alcuni vecchi personaggi “i fiumi”, secondo l’iconografia classica, riversano le acque da anfore rovesciate: la fantasia del ceramista attivo nella bottega urbinate di Guido di Merlino tra il 1540 e il 50 si esprime non solo nella disposizione delle figure, ma anche nella resa dei piedi a più dita a voler raffigurare a suo modo un piede palmato (lotto 22).

La selezione continua con la proposta di due splendide CRESPINE faentine con decoro a quartieri realizzate con la maestria tipica delle grandi botteghe attive nella città romagnola nel corso del secolo XVI (lotti 27 e 28) e un PIATTO, Faenza 1520 circa, decorato con medaglione e grottesche la cui stima è di 15.000/15.000 euro (lotto 7).

Infine, nella consapevolezza di trascurare alcune opere comunque descritte con attenzione nel catalogo di Pandolfini e già online nel sito, ricordiamo la selezione di maioliche di produzione toscana tutte corredate da importanti pubblicazioni e confronti che vanno dal PIATTO con la Fortuna Ingrata (lotto 48), realizzato a Montelupo sul finire del Cinquecento, fino a un curiosissimo PIATTO con una scena di folla in un paesaggio quasi fiammingo che trova rarissimi riscontri nel corso del XVII secolo in una produzione di nicchia a Montelupo (lotto 55).

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