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Come far durare il cappotto termico più a lungo? Con i giusti accorgimenti può superare i 40 anni

Ultimamente, anche grazie al bonus relativo, si sente sempre più parlare di cappotto termico e di come questo sia in grado di migliorare l’efficienza energetica di un edificio. Pochi sanno, però, che non basta installare il cappotto, ma è fondamentale la cura e la manutenzione di questo

Sto-logoVi sono, poi, una serie di misure alle quali prestare attenzione affinché il nostro cappotto duri il più a lungo possibile. Ad esempio, prestare attenzione all’acqua e all’umidità, installare i carichi in modo corretto, curare l’esterno dell’edificio e proteggere la zoccolatura.

Sto, una delle più importanti realtà al mondo nel settore dei sistemi e prodotti in edilizia, fornisce qualche suggerimento per una corretta manutenzione preventiva del cappotto termico, affinché questo duri il più a lungo possibile.

Il sistema di isolamento termico risulta essere l’ultimo strato protettivo della facciata di un edificio, ed è quindi importante, a prescindere dalla natura dei suoi componenti base, eseguirne una corretta progettazione al fine di permettere le opportune misure di manutenzione preventive atte a salvaguardarne la funzionalità e prolungarne la vita nel tempo. Il cappotto termico, infatti, ha una vita media di almeno 40 anni e con i giusti accorgimenti può eguagliare la durata di vita dell’intero edificio, contrastando l’invecchiamento dei materiali.

Sto-ItaliaMa come far durare il cappotto termico più a lungo?
Per fare in modo che la durata del cappotto termico sia più lunga possibile è necessario eseguire un mantenimento sistematico e periodico, prevedendo una serie di controlli ed interventi volti al mantenimento degli standard di funzionalità, efficienza, affidabilità e qualità per cui l’edificio è stato realizzato. Realtà che produce e commercializza sistemi di cappotto termico è il Gruppo Sto – una delle più importanti aziende al mondo nel settore dei sistemi e prodotti in edilizia – che ha stilato una lista di alcuni principi di base da seguire per una corretta manutenzione preventiva, affinché il capotto termico duri il più a lungo possibile:

Allontanare l’acqua dalla facciata: la proliferazione di microrganismi può avere cause differenti, ma la presenza di umidità dovuta all’acqua stagnante è la condizione basilare perché si formi una contaminazione da alghe e funghi. Per questo motivo, è importante creare un ambiente per la facciata in cui l’acqua, se presente, possa essere facilmente drenata. Fondamentale inoltre programmare con frequenza periodica degli interventi di pulitura con eventuale ritinteggiatura per mezzo di pitture funzionali autopulenti.

Proteggere copertine, davanzali e sporti: sporti di tetto, coperture orizzontali assenti, come ad esempio davanzali di finestra, muretti e testate di parapetti, o addirittura un gocciolatoio non adeguatamente dimensionato, sono elementi che possono favorire la formazione di imbrattamenti in quanto facilitano il depositarsi dello sporco. Per questo motivo è opportuno in primo luogo ripararle con opportune protezioni all’acqua, quali scossaline, copertine e pietre, e in secondo luogo programmare con periodicità degli interventi di controllo per valutare l’eventuale asportazione delle parti ammalorate e il ripristino delle superfici. Come regola generale, per le superfici orizzontali non protette, è sufficiente un mantenimento all’anno, ma per superfici bianche o chiare senza protezione costruttiva o molto esposte a polveri si consigliano verifiche almeno ogni 6 mesi.

Installare in modo corretto i carichi sulla facciata: al fine di permettere l’installazione di carichi sulla facciata in un momento successivo alla realizzazione del sistema di isolamento termico, è necessario prevedere, in fase di progettazione, dei punti sulla facciata dove sarà possibile installare carichi senza correre il rischio di danneggiare il sistema di isolamento termico a cappotto. La regola fondamentale è non forare e bucare il cappotto – a meno che non ci sia predisposto un elemento per il fissaggio dei carichi – altrimenti viene meno l’impermeabilità del sistema con la conseguente probabilità che si possano innescare dei fenomeni futuri di infiltrazione di acqua e deterioramento del materiale a causa di fissaggi non idonei o sottodimensionati.

Proteggere la parte bassa dell’edificio: sia essa sotto la quota di campagna o al livello del camminamento esterno, occorre sempre adottare tutte le accortezze necessarie per proteggere il supporto e lo stesso sistema a cappotto. Per aumentare la resistenza agli impatti è possibile intervenire solo nelle zone più esposte e a rischio come quelle vicino alle fondamenta dell’edificio; per riparare invece l’area sottostante la zoccolatura da spruzzi d’acqua e altre sostanze è possibile intervenire con alcuni dettagli, ad esempio attraverso una fascia di ghiaia drenante. L’importante è tenere sempre a mente che queste aree potrebbero richiedere interventi più frequenti di ripristino, altresì potrebbe essere necessario un sistema di intonacatura aggiuntivo o di un rivestimento più durevole realizzato ad hoc.

“Lo spazio abitativo, inteso come struttura e componenti dell’edificio, non può considerarsi un bene eterno ed immutabile nel tempo. Per questo motivo, la manutenzione dei sistemi d’isolamento a cappotto si rivela fondamentale per garantire la durabilità degli stessi e, se affrontata in fase progettuale, permette di razionalizzare le attività di manutenzione contenendone i costi nel futuro, e questo non solo in ottica di risparmio ma anche e soprattutto di ecosostenibilità – afferma l’Ing. David Cerruto, Product Manager di Sto Italia – Inoltre, scegliere con accuratezza i materiali per la costruzione di un cappotto termico, optando per la qualità e affidandosi a ditte di operatori esperti in questo settore, è sempre la soluzione migliore che porta dei benefici a lungo termine ed evita di creare danni alla struttura”.

Per conoscere tutti i principi di base da seguire per una corretta manutenzione del cappotto termico.

Sto Italia Il Gruppo Sto è una delle più importanti realtà al mondo nel settore dei sistemi e prodotti in edilizia, per il rivestimento di superfici in ambienti interni, per pavimenti e per la protezione del cemento armato. La storia del Gruppo inizia nel 1954 a Stühlingen, un piccolo paese della Foresta Nera e, ad inizio 2022, il brand Sto è presente in 38 paesi, con 50 filiali in tutto il mondo e oltre 5500 collaboratori. Grazie al know-how acquisito in decenni di esperienza nel settore dell’isolamento termico e all’intensa attività di Ricerca e Sviluppo, Il Gruppo Sto ha all’attivo oltre 200 brevetti registrati ed è stato insignito di numerosi premi internazionali, per l’innovazione dei suoi prodotti. Nel Maggio del 2022 Sto Italia ha ottenuto, da Il Sole 24 Ore e Statista, il prestigioso riconoscimento “Leader della Sostenibilità” e, sempre nello stesso anno, è stata riconosciuta tra le “Aziende più attente al clima 2023” nella classifica de Il Corriere della Sera e Statista.

Febbraio 2023

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