Skip to main content
Ultime in Evidenza
Advertising Banner
305x250

Peter Jonatan annuncia il nuovo album “Psalms Symphony” con il Metropole Orkest

Deve essere una sensazione straordinaria come compositore ricevere le chiavi di uno dei migliori grandi ensemble d’Europa, il Metropole Orkest, fondato nel 1945, con collaborazioni eccelse che vanno da Dizzy Gillespie a Bono a Louis Cole. Per Peter Jonatan, nato a Jakarta e residente a Boston, da tempo attratto dalle forme ibride di jazz e musica classica, il Metropole rappresenta lo standard d’oro (e Vince Mendoza, il suo ex direttore, una grande influenza artistica). Comporre una sinfonia completa per un gruppo così stimato è senza dubbio come un sogno. In termini più pratici, è anche il culmine di anni di studio al Berklee e di un Master e un Dottorato al New England Conservatory (entrambe queste famose istituzioni ora impiegano il Dr. Jonatan come docente).

Questa potente e straordinaria opera ha come oggetto il Libro biblico dei Salmi, o meglio quattro salmi, accuratamente scelti da Jonatan per il loro potenziale espressivo e musicale. Per la maggior parte, Psalms Symphony segue la forma sinfonica classica, con un grande tema di apertura e variazioni (“Dio, il Magnifico Re”, Salmo 29), un adagio (“Dio, il Misericordioso”, Salmo 136), uno scherzo (“Dio, il Protettore”, Salmo 121) e una conclusione ancora più grande (“Dio, il Salvatore e Santo Giudice”, Salmo 96, con coro completo e solisti). L’elemento jazz è forte, con il pianista Jasper Soffers, il bassista Aram Kersbergen e il batterista Martijn Vink che funzionano come una band all’interno della band, improvvisando, swingando intensamente, ma tenendo anche parti importanti della scrittura d’orchestra.

Ogni movimento descrive il carattere di Dio come dipinto dal salmista“, dice Jonatan. “C’è un singolo motivo ricorrente, che raffigura Dio, che appare in diverse variazioni attraverso tutti e quattro i movimenti. Stilisticamente, la sinfonia fonde classico e jazz con influenze da diversi generi come gospel, colonne sonore cinematografiche e da videogiochi. Questi sono tutti stili musicali che mi hanno plasmato come compositore.”

Jonatan, un pianista capace, ha lasciato l’esecuzione, così come la direzione di Psalms Symphony ad altri in modo da poter mantenere la prospettiva di un ascoltatore. E che piacere unirsi a lui in quel ruolo. Il primo movimento risuona con archi e ottoni cinematografici, una esplosione di potenza concentrata prima che il trio entri, stabilendo un ritmo rilassato, un’atmosfera all’interno di un’atmosfera.

Subito si raggiunge quell’equilibrio calibrato tra il trio e l’orchestra, grazie a esecuzioni superbe, naturalmente, ma anche a una registrazione eccezionalmente chiara e soddisfacente. Il basso pizzicato di Kersbergen, un elemento che potrebbe facilmente perdersi, parla forte e chiaro, conferendo al trio la sua robusta presenza nella miscela. Non si sforza mai per sentire qualcosa.

Soffers inizia il secondo movimento con il pianoforte solista, e presto le sonorità più dolci dell’orchestra (flauto, oboe, arpa) cominciano a emergere. Il movimento si trasforma in una ballata jazz con il trio al centro, il basso solo impeccabile di Kersbergen e le parti orchestrali finemente lavorate di Jonatan che incorniciano la narrazione man mano che prende forma. Il terzo movimento si apre con gli archi come nel primo movimento, ma in una texture più omofonica. I corni si ergono e sostengono e il trio ritorna con una bossa nova moderna e impressionistica. La sezione centrale contrappuntistica più impegnata mette in evidenza l’orchestra, seguita da un reintre introduttivo del trio e dal solo di pianoforte più virtuosistico dell’insieme. Quando la sezione di contrappunto ritorna, diventa un dispositivo di trading in stop-time con Vink con le spazzole, il cuore stesso della simbiosi tra jazz e classica.

Il quarto movimento incorpora il coro, portando Psalms Symphony a una conclusione tonante alla maniera di Beethoven, Berlioz e Mahler. “Ho guardato l’arco, la struttura della sinfonia”, ricorda Jonatan, “e il movimento finale doveva essere qualcosa che portasse una sensazione di conclusione. Nella progressione dell’opera aveva senso metterlo lì, per dare peso al movimento finale, per creare qualche tipo di livello diverso da tutto ciò che viene prima.”

Questa è musica che varca i confini, immaginabile sia in una sala da concerto importante che in un locale jazz, molto simile al lavoro di Claus Ogerman, Billy Childs, Alan Broadent, Maria Schneider e altri modelli contemporanei – tutti i quali, a loro volta, si basano sulle spalle di musicisti interdisciplinari che risalgono alle origini stesse del jazz. Jonatan affronta questo campo di impegno con una forte consapevolezza di ciò che vuole comunicare. “Il Salmo 121 è qualcosa che mio padre recitava per me quando ero piccolo“, ricorda, “quindi sapevo che volevo includerlo. E gli altri erano in qualche modo legati al tema che avevo in mente. I Salmi sono canti, questa è la loro storia, e li ho letti tutti. Ho letto anche commentari e studi, che sono cose pesanti, e questo ha solo aggiunto ispirazione.” — David R. Adler

Peter Jonatan – Originario della vibrante città di Jakarta, Indonesia, il magnifico percorso musicale di Peter Jonatan è iniziato all’età tenera di quattro anni, quando una affascinante dimostrazione di tastiera nel suo asilo ha scatenato una passione insaziabile per il pianoforte. Iscritto alla prestigiosa Yamaha Music School Indonesia (YMI), l’odissea musicale di Peter ha preso rapidamente forma, portandolo a intraprendere un viaggio straordinario nei territori della composizione classica e jazz.

Compositore, arrangiatore, orchestratore di spicco e fervente educatore, Peter Jonatan si erge come un faro di eccellenza musicale nella scena classica e jazz contemporanea. Con un Dottorato in Arti Musicali in Studi Jazz dal prestigioso New England Conservatory, completato da una laurea magistrale dalla stessa istituzione e una laurea in Composizione Jazz dal Berklee College of Music, l’abilità accademica di Peter si intreccia senza soluzione di continuità con le sue virtuose esibizioni al pianoforte, catturando il pubblico in tutto il mondo.

Insegnando sia al Berklee College of Music che al New England Conservatory of Music, Peter Jonatan si dedica a coltivare la prossima generazione di maestri musicali. Il suo approccio innovativo all’istruzione, che integra la tecnologia e la fornitura di curriculum basati su progetti, continua a plasmare il panorama dell’istruzione musicale.

Pietre miliari di rilievo decorano il suo percorso, tra cui master class con luminari come Dave Holland, Darcy James Argue e Maria Schneider. Poliedrico musicista, gli interessi di Peter spaziano dalla grandiosità orchestrale di Big Band e Jazz Orchestra alle sfumature emotive della Musica per Videogiochi e delle Colonne Sonore Cinematografiche, risonando profondamente con uno spettro diversificato di ascoltatori.

Con grande attesa si attende il suo capolavoro imminente, la Psalms Symphony, una testimonianza delle sue talentuose e molteplici abilità, in uscita nel 2023. Inoltre, il suo recente singolo orchestrale, “It’s the Most Wonderful Time of the Year,” con la collaborazione incantevole di Pepita Salim e il Budapest Scoring Orchestra, riecheggia la sua eccezionale artigianalità e abilità come produttore, arrangiatore, orchestratore e pianista.

Esplora le incantevoli trame sinfoniche e le composizioni commoventi di Peter Jonatan. Tuffati nel suo regno musicale e svela le melodie armoniche che definiscono gli incroci tra classico e jazz, guidate dall’arte di un eccezionale maestro.

Notizie correlate