Firenze, 14 ottobre 2024 – Acclamata dal pubblico, dalla critica e dagli esponenti di spicco della spiritualità cristiana al Museo Bargello, la Via Crucis informale è stata il corpus centrale della mostra personale di Pablo T nel 2024, la cui narrazione espositiva, pensata dal curatore istituzionale Puntelli, intrecciava l’intimo dialogo visivo con i fruitori attraverso un prologo di 5 opere materiche, seguite dal focus delle 14 stazioni e, in chiusura, dall’opera rappresentante la rinascita.
I visitatori e gli estimatori dell’arte contemporanea si sono trovati dinanzi a un contesto pittorico davvero atipico e unico che ha stimolato la loro immaginazione e scavato nella loro intimità, su di un piano del tutto soggettivo e interpretativo, lasciandosi catturare dai colori, dai chiariscuri, dalle luci che un informale materico così sapientemente strutturato, intimo ed equilibrato gli ha donato. Chi ha avuto il privilegio, quindi, di vedere dal vivo questo Ciclo Sacro incentrato sulla Passione ha dovuto tralasciare ogni ricordo figurativo del Cristo e lasciarsi trasportare dalle sensazioni e dalle più profonde emozioni, facendo leva sulla propria fede o sul pensiero scevro da pregiudizi visivi e concettuali.

Del resto, il noto astrattista ci aveva già abituati ad osare, ad andare oltre la nostra zona di confort, ci aveva preparati ad essere visionari, o perlomeno meno superficiali, ad affrontare nuove sfide con noi stessi attraverso il superamento dei sensi conosciuti, a divenire extrasensoriali. Suo infatti l’ormai celebre marchio pittorico definito comunemente Astrattismo Extrasensoriale (Una visione che mette al centro assoluto l’osservatore, protagonista ora delle sue intime sensazioni che vanno oltre il suo abituale sguardo, spesso oggigiorno frettoloso e superficiale).
La Via Crucis informale, pertanto, non fa più parte dell’universo ripetitivo della figurazione, dove le sembianze del figlio di Dio erano divenute un cliché, ma si racconta e si rinnova attraverso la pittura dei colori e della materia, spiazzando, inizialmente, lo spettatore, ma conducendolo, poi, all’attenzione, all’approfondimento, ad indossare, volente o nolente, nuove lenti percettive; altrimenti, si rimane tagliati fuori dalla riflessione, dalla meditazione e, senza dubbio, pervasi da un senso di incompletezza e incomprensione evidente.
Anche per questa nuova visione dell’arte sacra, Pablo T è stato invitato ad esporre nel contesto del Giubileo 2025; in attesa di dettagli più approfonditi e definiti, due saranno le grandi personali spirituali in musei italiani e in location europee di elevato rilievo giubilare, mentre una terza personale, con più di 30 opere, si attende all’interno di una straordinaria Abbazia lombarda, tra gli affreschi eterni de “Il Correggio”.
In entrambi gli eventi nel contesto del Giubileo, il focus pittorico saranno appunto le 14 opere della ben nota Via Crucis informale, mentre nel terzo evento l’astrattista presenterà in anteprima assoluta il suo secondo Ciclo Sacro, per l’appunto, Le 7 Parole di Gesù in Croce: 5 opere di grandi dimensioni più le ultime due a forma di croce. Il risultato di questo nuovo straordinario ciclo si preannuncia altrettanto complesso tecnicamente, intimistico e commovente, ripercorrendo, appunto, le ultime parole del Cristo intrise di sofferenza, ma anche di speranza e di potenza emotiva.
Un esperimento laico e spirituale senza pari associabile solo alla straordinarietà, proprio, della sua visionaria Via Crucis.
Questi 3 eventi del tutto eccezionali saranno sponsorizzati da un’sclusiva azienda che opera ad alti livelli nell’edilizia milanese e nel quale organigramma uno dei fondatori e dirigenti è anche un collezionista attento del maestro.
La recente produzione del maestro Pablo T è stata definita “Meditazioni Cristiane” o terzo periodo pittorico e pubblicata nel volume d’arte Psiche edito dall’editoriale Giorgio Mondadori, sotto il focus “Pensieri e ricerche che influenzano l’arte contemporanea”, sezione che racchiude le ricerche avanguardistiche anche di grandi artisti internazionali come Hockney e Lodola, oltre ad essere stato pubblicata nella monografia Project Wo.
Frattanto, il mercato dell’arte contemporanea attende, con crescente interesse, anche la nuova monografia redatta dal Contemporary Art & Collectors magazine by Middle East sotto la super visione della dott.ssa Orlando Ottenga di Dubai insieme a recensioni di importanti critici internazionali.




