Il chitarrista, compositore e produttore Daniel Casares si è innamorato della musica grazie al classic rock
Da adolescente, esplorando mondi musicali oltre il rock, si è imbattuto in album fondamentali del jazz fusion come Bitches Brew e In a Silent Way di Miles Davis, Third dei Soft Machine, i primi lavori dei Weather Report e molti altri. L’artista ha amato la libertà espressiva presente in queste registrazioni, capaci di sovvertire il rock che conosceva fino ad allora, creando qualcosa di dirompente e coinvolgente.
A 18 anni, dopo aver scoperto la musica di John Coltrane, Casares ha deciso di approfondire lo studio del jazz tradizionale, abbandonando per alcuni anni il fusion.
“1971” si propone come un album di jazz fusion psichedelico e d’avanguardia, intriso dello spirito del jazz di quell’anno, quando il fusion era ancora grezzo e sperimentale. Al tempo stesso, riflette l’approccio visionario e l’estetica personale dell’artista.
Il disco è caratterizzato da improvvisazioni intense al sax alto, alle tastiere e alla chitarra elettrica, sorrette da una potente e audace sezione ritmica “immaginaria”. Le melodie sono vivaci e le armonie restano per lo più modali, con alcuni passaggi moderni e tonali.
Daniel Casares – composizione, produzione, chitarra, sintetizzatore, sax alto, piano elettrico, basso elettrico, batteria, percussioni, mix, mastering.
La Tracklist: 1. Comte; 2. Out Again; 3. Relaxing in Portugal; 4. Melted; 5. Interlude; 6. Mad; 7. Red Blues; 8. Red Sky; 9. Amsterdam Bike Ride; 10. Many Moons.

Daniel Casares – è un chitarrista, compositore e produttore di A Coruña, Spagna. Ha iniziato a studiare chitarra classica a 10 anni, chitarra elettrica a 12 e a 15 ha cominciato a produrre musica originale. Dopo aver suonato in diverse band rock nella regione della Galizia durante l’adolescenza, si è trasferito a Boston per frequentare il Berklee College of Music. Si è laureato nel 2018 e da allora si è affermato come una figura promettente nelle scene internazionali del jazz e della musica sperimentale.
Come chitarrista, Casares ha condiviso il palco con artisti di fama come Dave Holland, Terence Blanchard, Devin Daniels, Lluc Casares, Francesco Ciniglio, Iago Fernández, Gonzalo del Val e molti altri. Si è esibito spesso come leader negli Stati Uniti e, successivamente, in Europa, offrendo performance inventive ed energiche che sfumano i confini tra jazz e avanguardia rock. Ha partecipato a diversi festival in Spagna, Portogallo e India.
Come artista discografico, il chitarrista ha intrapreso una carriera dalle molteplici sfaccettature, esplorando un ampio spettro di stili jazz, che spaziano dalle sonorità più tradizionali all’elettronica fino a incursioni nel free jazz. Casares si è ispirato al progetto Yesterday’s Universe di Madlib per realizzare registrazioni complete di ensemble suonando da solo ogni strumento, diventando così esperto non solo di chitarra e basso elettrico, ma anche di batteria, sassofono, sintetizzatori e produzione musicale.
Questo approccio lo ha portato a firmare con l’etichetta svizzera sperimentale HOUT Records, per la quale ha pubblicato l’EP Villa Bonita (2022) e l’album From a Cabin in the Woods (2023).
Casares è ora in uscita con l’album 1971 (ottobre 2025), dalle tinte fusion, in cui rilegge la musica che amava da adolescente con una visione futuristica.




