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“Le Désespéré” di Courbet al Musée d’Orsay a Parigi

Doha, Qatar, 14 ottobre 2025 – In occasione dell’omaggio ufficiale reso a Sylvain Amic, Presidente dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie, il Musée d’Orsay e i Qatar Museums hanno annunciato un accordo eccezionale per il prestito del capolavoro di Gustave Courbet, Autoportrait, conosciuto anche come Le Désespéré (L’uomo disperato).

Grazie a questo accordo straordinario tra il Musée d’Orsay e i Qatar Museums, proprietari dell’Autoportrait di Courbet (circa 1844–1845), l’opera è ora esposta al Musée d’Orsay di Parigi.

Il 20 aprile scorso, durante la visita a Doha della ministra francese della Cultura Rachida Dati, è stato firmato un protocollo d’intesa tra i Qatar Museums e l’Ente Pubblico del Musée d’Orsay e del Musée de l’Orangerie – Valéry Giscard d’Estaing. Il prestito dell’Autoportrait di Courbet rappresenta la prima attuazione di tale accordo.

L’opera resterà esposta al Musée d’Orsay fino all’apertura dell’Art Mill Museum di Doha, che ospiterà la collezione di arte moderna e contemporanea dei Qatar Museums. Successivamente, il dipinto sarà esposto alternativamente tra Parigi e Doha.

Per conto di Sua Altezza l’Amir Sheikh Tamim Al Thani, Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, presidente dei Qatar Museums, ha annunciato che il prestito di Le Désespéré è dedicato alla memoria di Sylvain Amic.

Sylvain Amic è stato un visionario che ha compreso la necessità che le opere d’arte viaggiassero e fossero accessibili in diverse parti del mondo,” ha dichiarato Sheikha Al Mayassa.

La sua collaborazione con noi, nell’ambito del nuovo accordo culturale tra Qatar e Francia, ha reso possibile il prestito a lungo termine dell’autoritratto di Gustave Courbet Le Désespéré, che abbiamo acquisito per il futuro Art Mill Museum.

Coubert
Da sinistra: Brigitte Macron, Rashid Dati, HE, Sheika Al Mayassa, l’Ambasciatore Ali Bin Jassim Al Thani – Ph. Credits Courtesy Musée d’Orsay ©

Quest’opera riflette la lotta interiore di Courbet nel liberarsi dalle convenzioni artistiche e nel desiderio di essere compreso. Allo stesso modo, Sylvain ha superato gli schemi tradizionali, innovando l’esperienza museale. Onoriamo la sua memoria presentando Le Désespéré al Musée d’Orsay, con l’orgoglio che quest’opera viaggerà regolarmente tra Doha e Parigi, e con la certezza che l’eredità di Sylvain continuerà a ispirare una nuova generazione di direttori e curatori di musei.

Grande conoscitore dell’opera di Courbet, Sylvain Amic, insieme al Ministero della Cultura e ai rappresentanti dei Qatar Museums, aveva lavorato a questo accordo per rendere possibile al pubblico del Musée d’Orsay ammirare questo capolavoro, non più esposto in Francia dalla grande retrospettiva Gustave Courbet del 2007-2008 (Parigi, Grand Palais; New York, Metropolitan Museum of Art; Montpellier, Musée Fabre).

Autoportrait o Le Désespéré

Tra il 1842 e il 1855, Gustave Courbet (1819–1877) realizzò una ventina di autoritratti, dipinti e disegnati. L’artista esplorò diverse messe in scena, spesso ereditate dalla tradizione romantica, oscillando tra affermazione di sé e ricerca identitaria.
Questo autoritratto è senza dubbio il più straordinario e misterioso. Courbet si raffigura come un artista bohémien – camicia bianca aperta, casacca blu – con gli occhi spalancati, la bocca socchiusa e le mani tra i capelli. L’inquadratura ravvicinata e l’illuminazione violenta intensificano la tensione drammatica, alimentata da un turbamento di cui lo spettatore può solo intuire la causa.

Courbet ebbe sempre una predilezione particolare per quest’opera giovanile, che tenne con sé fino alla morte. Solo dopo la Comune di Parigi il dipinto fu rimosso dal suo studio, a differenza di altri autoritratti già esposti sin dagli inizi della carriera.

L’opera fu presentata per la prima volta nel 1873, in occasione dell’Esposizione Universale di Vienna, con il titolo Autoportrait de l’artiste. Courbet era da poco fuggito in esilio in Svizzera per evitare la prigione dovuta al suo coinvolgimento negli eventi della Comune. Probabilmente in quel periodo aggiunse la firma rossa e retrodatò il dipinto al 1841.
Poche settimane prima della morte, il quadro fu esposto una seconda volta a Ginevra nel 1877, con il titolo Désespoir (Disperazione).

Questa immagine di intensa drammaticità richiama i momenti di profonda sofferenza vissuti da Courbet, rappresentando in modo potente le difficoltà intrinseche alla condizione dell’artista.

La virtuosità tecnica, la forza espressiva e la natura enigmatica dell’opera – a metà tra autoritratto intimo, studio psicologico e allegoria universale – ne hanno fatto un’icona dell’arte moderna.

Al Musée d’Orsay

Questo lavoro giovanile di Courbet è ora esposto nella prima sala del percorso museale, sul lato sinistro della navata (Sala 4), dedicata alla nascita del realismo e ai legami tra la Rivoluzione del 1848 e le arti.

Nel nuovo allestimento, il dipinto dialoga con i capolavori di Jean-François Millet e Honoré Daumier.

La sua presenza arricchisce inoltre una delle sezioni più significative della collezione del Musée d’Orsay: quella dedicata agli autoritrattti di Courbet. Il museo conserva, tra gli altri, L’homme à la ceinture de cuir (L’uomo con la cintura di cuoio), presentato al Salon del 1846, e L’homme blessé (L’uomo ferito), esposto nel Padiglione del Realismo nel 1855, insieme a L’Atelier du peintre (Lo Studio dell’artista), in cui l’autoritratto raggiunge una dimensione monumentale.

La profondità di questi dialoghi e la potenza espressiva di Le Désespéré fanno di quest’opera uno dei punti focali del percorso del Musée d’Orsay per tutta la durata del prestito.

 

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