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Milano Fashion Week – SA SU PHI presenta la nuova collezione FW 26-27

La collezione AW26 di SASUPHI esplora quella che definiamo l’Architettura della Femminilità

Radicata nel codice milanese dell’autorità silenziosa, si rivolge a una donna radicale nella sua delicatezza: colta, intuitiva, riservata ma potente. Milano è la grammatica attraverso cui si esprime. Una città costruita su una dualità che riflette i codici del suo stile. La sua bellezza stratificata nasce dall’incontro tra epoche: classicismo misurato e coraggio contemporaneo. Milano è una città di creativi, editor, architetti, pensatori. Radicali silenziosi, ciascuno a modo proprio. Qui il design è linguaggio civico.

SASUPHIAW26 distilla il codice di SASUPHI nella sua forma più pura, con cashmere e seta come fondamenta. La maglieria è la struttura portante. Nella costa inglese verticale e grafica, il cashmere corposo diventa costruzione: mantelle a campana, gonne scultoree, colli-collana imbottiti, cappelli oversize a tesa ampia. La maglia non è più complemento, ma architettura del look.

Attorno a questo nucleo, il guardaroba si espande con naturalezza e il linguaggio sartoriale evolve. I completi destrutturati in cashmere e lana dialogano con il tailoring in seta che ridefinisce la formalità. Le silhouette sono grafiche, mai rigide. Il giorno non cede alla sera: esiste solo trasformazione. La donna SASUPHI ricalibra il proprio look nel corso delle ore, modulando proporzioni, colore e materia con precisione istintiva.

In dialogo con il rigore dei check e degli spigati in lana, le sete fluide nei toni dell’argento e dell’oro introducono imprevedibilità. Duchesse, twill di seta e doppio raso aggiungono tensione sartoriale. Qui struttura e fluidità si incontrano, come pietra e acciaio. Il colore definisce la proporzione. I materiali sono scelti dall’interno verso l’esterno: da come si posano sulla pelle, dalla loro capacità di generare benessere e presenza.

SASUPHIOgni look definisce un carattere. Le proporzioni sono intenzionali. La femminilità è netta, presente. I dettagli sartoriali trasformano la funzione in espressione. L’artigianalità italiana è l’ancora di questo dialogo. Non è un’opzione, ma una disciplina.

La palette nasce da Milano: navy, bordeaux, grigio, verde militare e cammello strutturano la composizione; bianco e nero ne tracciano l’architettura. In questa misura entrano accenti vibranti: menta, rosa, giallo limone, azzurro, rosso aranciato. Il colore non è decorazione, è segno grafico. Definisce le silhouette, rompe l’atteso, crea ritmo. Oro e argento intervengono come rotture controllate.

Questa stagione segna il debutto della prima scarpa SASUPHI, PHI, sviluppata con Diego Dolcini. Guidata dalla Sezione Aurea, pensata per il giorno e per la sera, poggia su un tacco medio calibrato, unendo pelle nera morbida e duchesse di seta colorata. Abbinata a una ghetta in cashmere nera, acquisisce ulteriore rigore grafico, trasformandosi in stivale.

La scelta dello spazio è simbolica. Alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, progettata da Herzog & de Meuron, la collezione abita uno spazio in cui passato e futuro convivono. L’architettura diventa dialogo, riflesso di una Milano che evolve senza perdere la propria spina culturale. Milano non è lo sfondo della collezione. È il suo impianto, la sua misura, il suo punto di partenza.

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