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Panoramica sui concimi e trattamenti ammessi in agricoltura biologica

Le soluzioni per agricoltura biologica si caratterizzano da sempre per un rigore importante, in linea con quanto indicato nel Reg. UE 2019/848. Sono ammessi infatti solamente ammendanti, nutrienti e concimi nonché alcuni fertilizzanti specifici.

Ma non è tutto. I prodotti devono rispettare le disposizioni di ordine generale per l’agricoltura emanate sia nell’Unione che nello Stato di riferimento.

Ciò assicura che i concimi ammessi in agricoltura biologica derivino da fonti organiche o minerali naturali, escludendo sintesi chimiche, nella piena attuazione di una disciplina da sempre orientata al rispetto dell’ambiente e a preservare la biodiversità.

L’importanza di una normativa chiara alla luce dell’espansione del settore

Il biologico si conferma già da diversi anni uno dei settori cardine dell’economia nazionale ed è ancora in forte sviluppo. È quanto emerge anche dal rapporto dal titolo “Bio in Cifre 2025”, che è stato reso noto in occasione della Giornata Europea del Biologico (intercorsa il 23 settembre 2025), il quale fa riferimento ai dati per il 2024.

In Italia si è assistito a un aumento sia delle superfici coltivate, e dunque anche degli operatori, che dei consumatori interni. Un andamento su cui pesa una richiesta maggiore di prodotti bio nella GDO e il fatto che i fondi governativi sono stati destinati soprattutto ai rami di Ricerca e Sviluppo.

Ed è proprio per questo che occorre disporre di norme chiare e codificate, che oggi ci sono, ma soprattutto rispettarle, senza perdere quello spirito pionieristico e sostenibile che da sempre contraddistingue questa metodologia. Qualcosa che vale in particolare per l’elenco di concimi ammessi in agricoltura biologica.

Quali sono i concimi ammessi in agricoltura biologica? Una panoramica

I concimi ammessi in agricoltura biologica si dividono in due categorie di base:

  • concimi organici: letame maturo, compost vegetale, alghe;
  • concimi minerali naturali: calcare, potassio solfato, fosforo sedimentario.

Tra i trattamenti ammessi troviamo, per citare quelli più comuni, quelli che seguono. Li elenchiamo in base anche alla categoria di riferimento:

  • ammendanti organici. Leonardite, humus di lombrico, letami fermentati;
  • concimi fogliari. Estratti di alghe, amminoacidi idrolizzati;
  • microelementi: Boro naturale, ferro chelato organico;

Quella riportata è solo una panoramica parziale. L’elenco completo dei concimi ammessi in agricoltura biologica nel panorama italiano è consultabile sul “Registro fabbricanti di fertilizzanti e registro fertilizzanti” disponibile sul sito del MASAF (Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste).

L’iscrizione a tali anagrafiche è obbligatoria per gli addetti ai lavori prima dell’immissione di qualsiasi prodotto sul mercato.

Un’ultima precisazione a proposito dei concimi organo-minerali. Questi, infatti, sono permessi solo se combinano componenti autorizzate, senza sali sintetici.

I trattamenti fitosanitari autorizzati

Sono ammessi in agricoltura biologica i trattamenti fitosanitari che si limitano a sostanze di origine vegetale (olio di neem, piretrine), microrganismi (Bacillus thuringiensis), rame e zolfo puro.

Per contrastare i parassiti quali afidi, lepidotteri e peronospora, sono ammessi prodotti come Beauveria bassiana o ossido di rame. Sono inoltre contemplati l’oidio e il perossido di idrogeno.

Occorre distinguere le seguenti categorie: microrganismi, feromoni per confusione sessuale, trappole e corroboranti come bicarbonato di potassio. Si tratta di prodotti da utilizzare con particolare cautela: solo se l’uso appare inevitabile, conseguendo le opportune rotazioni per evitare resistenze.

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