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Malasanità: oltre la metà degli errori sono diagnostici e chirurgici

Secondo la XVI edizione del Report “MedMal” di Marsh Italia che analizza le denunce di sinistri da responsabilità civile in ambito sanitario dal 2007 al 2024, il fenomeno della malasanità in Italia presenta caratteristiche ormai consolidate e ben documentate.

Il campione considerato comprende 84 aziende sanitarie distribuite sul territorio nazionale, per un totale di oltre 31.000 sinistri analizzati. Il costo medio per ogni sinistro in ambito sanitario ammonta a circa 133mila euro, con valori che possono aumentare significativamente nei casi più gravi. Oltre la metà delle richieste di risarcimento è riconducibile a errori chirurgici e diagnostici, che rappresentano, rispettivamente, circa il 31,5% e il 22,3% del totale.

Un quadro che vede circa il 40% dei casi definiti, da un punto di vista assicurativo, come “sinistri senza seguito”, ossia pratiche che vengono chiuse senza erogazione di un risarcimento.

Ciò non significa che la persona non possa muoversi per vie legali. È sempre bene valutare la singola situazione rivolgendosi ai servizi di assistenza malasanità di tipo gratuito come quelli di Iride Associazione, realtà attiva nella tutela dei cittadini grazie al supporto di professionisti competenti sia in ambito medico che legale.  Un supporto che permette di capire come muoversi e, allo stesso tempo, quando davvero può valerne la pena.

Alcuni dati sui casi di malasanità

Come accennato, stando ai dati del “MedMal Report” oltre il 40% dei casi di malasanità rappresenta sinistri senza seguito. Ammontano invece a circa il 36% i Sinistri Liquidati, ovvero quelli che hanno portato all’erogazione di un risarcimento e a un riconoscimento di responsabilità, mentre sono pari allo 0,5% i Sinistri Parzialmente Liquidati, nei quali viene anticipata una somma al danneggiato o ai suoi aventi causa, lasciando a riserva l’eventuale differenza.

Ma c’è un altro dato da considerare con attenzione. Circa il 75% dei procedimenti avviene in via stragiudiziale. I procedimenti civili rappresentano il 14,4% e quelli penali il 6,6%, mentre le procedure di conciliazione e mediazione si attestano intorno al 4,2%.

Il costo medio annuo dei sinistri è invece parti a circa 1,8 milioni di euro per struttura sanitaria (dati Marsh aggiornati al 2022).

Gli errori più contestati

Gli errori maggiormente oggetto di risarcimento sono quelli diagnostici, chirurgici e da parto. Pertanto, sono soprattutto gli errori chirurgici a incidere maggiormente (31,5% del totale), seguiti a breve distanza (22,3%) da quelli diagnostici. Gli errori da parto (circa il 3,3%) detengono invece un costo medio di risarcimento maggiore.

I reparti più ad alto rischio sono, quanto a incidenza, quelli che seguono:

  • ortopedia e traumatologia;
  • pronto soccorso;
  • chirurgia generale;
  • ostetricia e ginecologia;

Un altro fenomeno che presenta un’incidenza rilevante è quello delle infezioni nosocomiali, ossia infezioni contratte durante il percorso di cura e non presenti né in incubazione al momento dell’ingresso nella struttura sanitaria.

Secondo i dati del ECDC, ogni anno circa 4,3 milioni di pazienti negli ospedali europei sviluppano almeno un’infezione correlata all’assistenza, a conferma della rilevanza del fenomeno in termini di sanità pubblica.

Nel campione analizzato dal Report MedMal, queste rappresentano circa il 7% degli eventi denunciati e hanno mostrato un incremento negli ultimi anni, anche in relazione al periodo pandemico.

Le infezioni correlate all’assistenza possono riguardare diversi ambiti clinici. Le forme più frequenti sono rappresentate dalle infezioni dell’apparato respiratorio (circa il 29% dei casi), seguite da infezioni urinarie (circa il 19%), infezioni del sito chirurgico (circa il 16%) e infezioni del sangue (circa il 12%).

E’ importante rilevare che tali infezioni risultano in parte prevenibili attraverso adeguate misure organizzative e protocolli di controllo.

Come capire se si tratta di una condotta colposa

Cosa fare in caso si abbia il sospetto di trovarsi in un caso di malasanità. Occorre procedere a due livelli: medico e legale, a fronte di un’analisi che prevede tre categorie principali di responsabilità, ovvero imprudenza, imperizia e negligenza. La legge prevede misure di tutela per ognuna di queste ipotesi.

Il risarcimento può infatti essere ottenuto soltanto a fronte di una solida analisi medico-legale e non necessariamente, come abbiamo avuto modo di vedere, passando da un’aula di un tribunale, visto il ricorso prevalente a soluzioni stragiudiziali, tra cui anche gli strumenti di mediazione.

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